Morti e feriti a Londra in un grattacielo in fiamme

Le fiamme divorano la Grenfeel Tower a Londra

Le fiamme divorano la Grenfeel Tower

LONDRA – Alcuni morti e almeno 50 feriti a Londra per l’incendio di un grattacielo a poca distanza da Portobello Road. È successo intorno alle 2 di notte ora italiana di mercoledì 14 giugno. Si tratta della Grenfeel Tower, un edificio di 20 piani sulla Latimer Road, a North Kensington nella zona ovest della capitale inglese.

La Bbc, citando il capo dei Vigili del Fuoco di Londra, parla di «alcuni morti e almeno 50 feriti», secondo le ultime notizie aggiornate alle 11 di oggi 14 giugno. Sembra che le fiamme si siano sviluppate al quarto piano per poi estendersi a tutto l’edificio. Lo stabile è bruciato per tutta la notte e il fumo è proseguito per tutta la mattina. Costruita nel 1974, la Grenfell Tower contiene circa 120 appartamenti dove vivono almeno 500 persone.

Oltre cinquanta squadre di pompieri sono all’opera per domare le fiamme e mettere in sicurezza persone e tutta la zona. L’autostrada A40, una delle più importanti arterie in entrata e uscita da Londra – è stata temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni.

 

La zona di North Kensington a Londra dove si trova la Grenfeel Tower

La zona di North Kensington dove si trova la Grenfeel Tower

AGGIORNAMENTO ORE 12:45 

Il primo bilancio provvisorio delle vittime è di 6 morti. Ma secondo fonti della Polizia Metropolitana c’è da attendersi che questo numero possa aumentare.

AGGIORNAMENTO ORE 21:00  DUE ITALIANI DISPERSI

Il numero dei morti è già salito ad almeno 12, come riferisce Bbc News. I feriti trasportati in ospedale sono stati 68 di cui 18 in condizioni critiche. Molti ancora i dispersi. Tra questi una coppia di due giovani italiani di 27 anni, che alloggiavano nello stabile. Si tratta di Marco Gottardi di San Stino di Livenza (Venezia) e Gloria Trevisan di Camposampiero (Padova). Sono rimasti bloccati nel loro appartamento, in attesa di soccorsi. Hanno parlato a lungo con i familiari in Italia durante il tragico rogo. Poi all’improvviso il silenzio.

 

 

 

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Sandro Addario

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