Grosseto, Aeronautica in festa per i primi 100 anni dei Gruppi caccia (Foto)

Piloti e tecnici del 10° Gruppo di volo in festa a Grosseto

GROSSETO – Compiono «appena» 100 anni i primi gruppi di volo dell’Aeronautica militare. Sono quelli dei «caccia» una delle specialità di élite tra i piloti militari, preposta alla difesa aerea nazionale. In termini meno tecnici sono i poliziotti del cielo, che 24 ore su 24 sono pronti a decollare in una manciata di minuti da un allarme, per identificare un velivolo potenzialmente «ostile» o assisterne qualche altro in difficoltà.

CINQUE GRUPPI CENTENARI

Mattinata di grandi emozioni quella di sabato 24 giugno all’aeroporto militare di Grosseto, dove si sono ritrovati piloti in servizio e in congedo, tecnici e familiari appartenenti ai cinque Gruppi «centenari». Il 9° di Grosseto, il 10° di Gioia del Colle (Ba), il 12° di Gioia del Colle, il 13° di Amendola (Fg), il 18° di Trapani. Molto più di un raduno, tra almeno tre generazioni. Dal veterano, al militare in servizio pronto ad ascoltare, ai giovani figli e nipoti curiosi finalmente di capire tante storie di vita più volte sentite in casa. Il tutto, realizzato con il contributo di Leonardo Finmeccanica, alla vigilia del grande Grosseto Air Show di domenica 25 giugno con la partecipazione delle Frecce Tricolori.

Molti gli aerei allineati sul piazzale. Dal nuovo F-35 del 13° Gruppo, agli Eurofighter in dotazione agli altri gruppi con speciali «decorazioni» per celebrare il 1917-2017. Ma gli occhi di tutti (e soprattutto il cuore per molti) è andato ad un esemplare di F-104S, il caccia supersonico, dismesso nei primi anni duemila, sul quale molti dei piloti presenti avevano fatto servizio.

STORIE DI PILOTI

Primo tra questi il capo di stato maggiore dell’Aeronautica Enzo Vecciarelli, lui stesso pilota di F104 e comandante prima di Gruppo e poi di Stormo proprio a Grosseto. Un ritorno significativo, da capo dell’Aeronautica, quello di oggi alla «sua» base grossetana dove è stato scoperto un monumento in marmo, a forma di stella della Repubblica italiana, con i simboli e le date di nascita dei cinque Gruppi di volo centenari.

Ogni pilota una storia di vita. Tra le tante quella del generale Settimo Caputo, pilota di caccia a 24 anni, assegnato al 12° Gruppo del 36° Stormo di Gioia del Colle. Lo stesso reparto con cui l’ufficiale, oggi sottocapo di Stato Maggiore dell’arma azzurra, ha voluto farsi subito fotografare in occasione del centenario. Tra le tante ore di volo ai comandi di un F104, quelle passate a intercettare e identificare velivoli militari sul trafficatissimo cielo del canale di Otranto. Erano gli anni Ottanta. Molti gli aerei libici in transito da e verso l’Unione Sovietica. Ma anche un «incontro ravvicinato» con un bombardiere Tupolev 95 sovietico, dalla cui torretta di coda venivano puntati mitragliatori proprio contro l’F104 italiano. La guerra fredda era anche questo.

SENTIRSI IN FAMIGLIA

Per molti la giornata a Grosseto è stato un vero «ritorno in famiglia». Come nel caso della signora Carla Icardi, vedova di un comandante del 9° Gruppo alla fine degli anni ’60. «Abitavamo con le famiglie degli altri ufficiali – racconta – presso il Villaggio Azzurro a Grosseto, ma spesso eravamo qui alla base. A condividere insieme i momenti belli, ma anche qualche preoccupazione. Come quando mio marito riuscì ad atterrare regolarmente, nonostante un fulmine avesse colpito proprio la prua del suo aereo. C’è sempre stato un clima di grande vicinanza all’interno della grande famiglia dell’Aeronautica. Spero che tutto questo prosegua anche oggi».

Luca Savorelli è un ingegnere aeronautico e figlio di un pilota di caccia che ha comandato il 9° Gruppo e il 4° Stormo di Grosseto. «Per noi – dice guardando l’F-104 – questo velivolo rappresenta un pezzo di storia della nostra vita. Da ragazzi spesso ci portavano al Gruppo, era un po’ come casa nostra. Eravamo quasi come i ‘cani dell’aeroporto’ che offrono e ricevono compagnia e affetto. Mio padre ha guidato una formazione di 27 velivoli F104 a Roma per il 2 giugno 1974. Avevo solo 10 anni ma ricordo perfettamente l’arrivo di tutti quei velivoli a Grosseto, schierati sui piazzali in attesa delle prove. Vederli poi decollare, tutti e 27 uno dopo l’altro a distanza di pochi secondi, è un’immagine che non è possibile cancellare dalla memoria».

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Sandro Addario

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