Carabineri e mondo della solidarietà davanti alla pizza di «O zi Aniello»

Il generale Gianfranco Cavallo, O zi Aniello (Vincenzo Staiano), Alessandro Martini direttore Caritas

Il generale Gianfranco Cavallo, O zi Aniello (Vincenzo Staiano), Alessandro Martini direttore Caritas

FIRENZE – «La pizza è qualcosa di sociale, accomuna tutti. Per questo Papa Francesco adora la pizza e la offre volentieri agli amici». Parola di ‘ O zi Aniello ‘ ovvero «il pizzaiolo del papa», al secolo Vincenzo Staiano da Lettere in provincia di Napoli. È lui che, durante la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta il 4 settembre 2016, ha preparato e servito la pizza a 3500 persone presenti nell’Aula Nervi in Vaticano. Da allora ‘ O zi Aniello ’ ha rivisto il pontefice altre due volte: per donargli un pastorale fatto da un ramo d’ulivo e per ottenere la benedizione su una statua simbolo dell’accoglienza, destinata a Lampedusa. Un prossimo incontro, su cui però Vincenzo, non si sbottona più di tanto è previsto sembra in settembre.

Agli inizi di giugno O zi Aniello riceve una telefonata da Firenze: «Vincenzo, devi venire con i tuoi pizzaioli qui a Castello alla caserma Maritano. Organizzeremo una serata nel nome della solidarietà e c’è bisogno della tua pizza». Chi parla è il generale di divisione Gianfranco Cavallo, attuale comandante della Scuola Marescialli dei Carabinieri e precedentemente comandante della Legione Campania dell’Arma.‘O zi aniello non pensa un minuto di più e martedì 27 giugno «sbarca» a Castello con un tir, completo di quattro forni a legna «da piazzale» e una squadra di volenterosi e capaci pizzaioli.

L’occasione è un incontro informale con il volontariato che sta vicino ai più deboli: dai richiedenti asilo, alle giovani madri, dagli immigrati agli italiani senza tetto, ai minori con problematiche sociali. «Pensavamo di portarne circa 300, poi di fatto ne sono venuti almeno il doppio» dice con soddisfazione Alessandro Martini direttore della Caritas Firenze, presente alla serata con don Fabio Marella dell’Opera Diocesana Assistenza (O.d.a. Firenze) e con Stefano Superbi di Villa Lorenzi. Tra i presenti anche il procuratore generale della Repubblica Marcello Viola e il vicario diocesano monsignor Andrea Bellandi che rappresentava il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori.

Una visita alla nuova Scuola Marescialli dell’Arma (inaugurata a settembre 2016), seguita da un’applaudita esibizione dei «carabinieri a quattro zampe» del Centro Cinofili di Castello. Posto d’onore per «Nettuno» un  Bloodhound di razza, più noto come «cane molecolare». È impiegato ovunque in Italia, con altri suoi quattro ‘colleghi’, nella ricerca di persone scomparse delle quali può riuscire a percepire le ‘molecole’ anche a molti chilometri di distanza, dopo averne annusato indumenti o effetti personali. Non poteva mancare un’esecuzione di brani musicali della Fanfara della Scuola Marescialli, diretta dal maestro Ennio Robbio. Applauditissima e richiesta ovunque in Toscana e nelle regioni vicine, la Fanfara questa volta ha potuto esibirsi «in casa» tra la soddisfazione e gli applausi di tutti. Bambini in festa compresi.

«Il mondo della solidarietà fiorentina ha raccolto molto volentieri l’invito dei Carabinieri per questa serata in comune. Un legame che può e deve continuare in futuro, per conoscersi meglio» commenta al termine il direttore della Caritas Martini. Intanto la fila davanti ai forni di O zi Aniello – sul piazzale della caserma Maritano – cresce sempre di più, nonostante i pizzaioli ne sfornino a ritmo incessante. Significa che tutti non si accontentano neppure del bis, ma puntano ancora più alto. Anche magari per poter raccontare a chi non c’era: «ho mangiato la pizza che piace al Papa».

 

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Sandro Addario

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