Bazoulè (Burkina Faso), storia del pollo gladiatore in pasto ai coccodrilli

Nello stagno di Bazoulè in Burkina Faso i coccodrilli (sfamati a base di pollo) si lasciano fotografare dai turisti

Nello stagno di Bazoulè in Burkina Faso i coccodrilli (sfamati a base di pollo) si lasciano fotografare dai turisti

da BAZOULÈ (Burkina Faso) – Quando era pulcino credeva di vivere da gallina e non certo di essere dato in pasto ai coccodrilli africani, davanti alle macchine fotografiche dei turisti. Cronaca di tutti i giorni qui a Bazoulé in Burkina Faso, il villaggio dei «coccodrilli sacri» a una quarantina di chilometri dalla capitale Ouagadougou.

È l’infelice storia di uno dei tanti polletti di pochi mesi, letteralmente in francese «poulet» nome che ispira simpatia solo a pronunciarlo. Il loro destino invece è ben diverso. C’è chi finisce arrosto o alla griglia, forse la fine migliore perché viene ammazzato in modo più «civile». Ci sono le galline che, anche in Italia, finiscono negli allevamenti intensivi, dove immobili a terra o sospese nei recinti devono fare solo uova. Ma per il poulet di Bazoulé la sorte è segnata quasi da subito.

CACCIA GROSSA NELLO STAGNO

All’ingresso del «parco dei coccodrilli», un grande stagno formatosi dalla secca di un corso d’acqua, il cartello accanto alla biglietteria parla chiaro. Prezzo separati per l’ingresso, più un supplemento «poulet». Nel primo caso, ci spiegano, vuole dire vedere i coccodrilli da lontano nuotare nell’acqua quasi uguale alla loro pelle. Nel secondo caso significa vederli da vicino, a riva. Difficile per il visitatore ignaro fare a meno della seconda ipotesi. Pagato il supplemento «poulet» ci si accorge però subito che la guida sceglie un polletto vispo e zampettante in mezzo ad un gruppo di altri e lo lega ad una cordicella. Brutto segnale per il povero volatile che da questo momento diventa un vero proprio «gladiatore» morituro.

Sulla riva del grande stagno, in uno spettacolo della natura comunque attraente, si scorgono a distanza diversi coccodrilli. Se nati e cresciuti tutti lì oppure portati anche da fuori, come in un grande vivaio, è una domanda che per il momento resta senza risposta.

LA SCONFITTA DEL POLLO GLADIATORE

Lo «spettacolo» è solo all’inizio. La guida lega il poulet gladiatore ad uno spago e lo fissa ad un bastone. Il turista comincia a storcere la bocca e, in cuor suo, a stare dalla parte del pollo. Il bastone viene agitato in aria finché i lamenti del povero volatile non attirano verso riva almeno cinque sei coccodrilli, più o meno affamati. Appena il primo rettile è fuori dall’acqua, il poulet ormai intontito gli viene messo davanti alla bocca e poi ritirato subito per far avanzare ancora il coccodrillo e magari fargli spalancare la bocca. Un gioco al massacro per il pollo gladiatore che dura almeno una quindicina di minuti. Tra coccodrilli che si agitano, specie i più giovani e affamati, e il poulet usato come esca fotografica per meglio immortalare la specie di coccodrilli presenti nello stagno.

Lotta impari tra il pollo e il coccodrillo

Lotta impari tra il pollo e il coccodrillo

COCCODRILLI (E ABITANTI) SFAMATI 

Alla fine il poulet viene sciolto e la tortura finisce, nel peggiore dei modi. La guida lo lancia a distanza verso la riva dove in un balzo diventa preda di un feroce e rettile che se lo divora (intero naturalmente) nel giro di pochi momenti.

Il giovane coccodrillo è sazio. Gli scatti fotografici non si contano, compresi quelli del turista sul dorso di uno dei rettili più anziani e, apparentemente, meno pericoloso. La vita nel villaggio va avanti così, tra mercatini artigianali, museo e un buon ristorante. Per gli abitanti di Bazoulé vuol dire lavoro e sopravvivenza. Per i polletti gladiatori un po’ meno. Chi scrive, almeno per qualche giorno, diventerà vegetariano.

 

FOTOGALLERY

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Tags:

Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

  • Avatar

    Fabrizo

    |

    E’ proprio vero che al mondo ci sono vittime e carnefici, prede e predatori! Ma almeno la possibilità al galletto gladiatore, di non fare almeno qualche volta la fine del pollo, magari scappando, gliela vogliamo lasciare!? Senza legarlo in cima ad un bastone! Da pari a pari col coccodrillo, o no!?

    Reply

Lascia un commento

Logo Osservatore

Osservatore Libero

Oltre la Cronaca. News, report e commenti
Chi siamo

Seguici su:

Collegati

Previsioni Meteo a cura dell’Aeronautica Militare