Corte dei Conti: via libera (con molti se) al bilancio 2016 della Regione Toscana

La sede della Sezione di Controllo toscana della Corte dei Conti

La sede della Sezione Regionale di Controllo toscana della Corte dei Conti

FIRENZE – La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo, ha «promosso» il bilancio della Regione Toscana per il 2016, che a breve sarà votato dal Consiglio Regionale. Ma non mancano segnali di allerta e raccomandazioni per una migliore gestione delle risorse finanziarie.

I NUMERI

Prima di tutto i numeri. La gestione 2016 vede entrate per 11.657 milioni contro spese per 11.669 milioni. Un risultato quindi in apparente pareggio (appena -12 milioni di saldo negativo), contro quello del 2015 in cui la «perdita» fu di 304 milioni. Anche sul piano finanziario – come evidenzia la Corte dei Conti – c’è un miglioramento: il risultato è negativo per 167 milioni, contro il «rosso» del 2015 che si era attestato a 620 milioni. In sintesi: si perde di meno, ma si continua a perdere.

Il disavanzo complessivo della Regione Toscana, dove pesano in particolare i vincoli che si trasferiscono di anno in anno, tocca nel 2016 la cifra di 3 miliardi di euro, in calo del 17 per cento rispetto al 2015, ma in crescita dell’11,6 per cento rispetto al 2014.

Il problema di fondo, evidenziato dall’esame della Corte dei Conti, è che le variazioni positive non sono dovute a effettivi miglioramenti della gestione ma riconducibili a «coperture contabili» dei disavanzi. Una prassi – segnala la Corte – che «determinerà inevitabilmente la conseguenza, negativa per l’economia regionale, di restringere ulteriormente le risorse impegnabili per i programmi di investimento».

PARIFICAZIONE DEL RENDICONTO

L’udienza per la validazione del bilancio, quella che ufficialmente si chiama «parificazione del rendiconto generale» della Regione Toscana, si è svolta martedì 25 luglio sotto la presidenza di Roberto Tabbita, presidente della Sezione regionale di Controllo per la Toscana della Corte dei Conti. Facevano parte del collegio giudicante i consiglieri Laura D’Ambrosio (relatore), Paolo Peluffo, Mauro Nori e Fabio Alpini (referendario). Per la Regione Toscana erano presenti l’assessore al bilancio, finanze e tributi Vittorio Bugli (in rappresentanza del governatore Rossi) e il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani. Tra le autorità il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida e i comandanti provinciali della Guardia di Finanza, Benedetto Lipari, e dei Carabinieri Giuseppe De Liso.

I giudici della Sezione di controllo toscana della Corte dei Conti

I giudici della Sezione di controllo toscana della Corte dei Conti, presidente Roberto Tabbita (al centro)

LA PUBBLICA ACCUSA

La prevista requisitoria del Pubblico Ministero è stata svolta dal procuratore regionale della Corte dei Conti per la Toscana, dottoressa Acheropita Mondera. Una funzione che la legge prevede nelle «udienze di parificazione del rendiconto regionale», dove la presenza del pm attribuisce «al giudizio di parifica il valore di cerniera tra l’attività di controllo e quella giurisdizionale» assegnata dalla Costituzione alla Corte dei Conti. In questa sede – ha precisato Mondera – le osservazioni della Procura riguardano «eventuali patologie e criticità di sistema nel suo complesso, ma non a singoli episodi di illeciti e/o sprechi di risorse che invece riguardano l’azione di responsabilità amministrativa». In altre parole: qui attiriamo l’attenzione, per le eventuali colpe dei singoli apriamo poi un fascicolo a parte.

Tra le principali criticità del bilancio ci sono i tempi medi di pagamento delle aziende sanitarie toscane: 165 giorni nel 2014, scesi a 109,6 nel 2015 e quasi raddoppiati nel 2016 con una media di 185 giorni «più di sei mesi di ritardo rispetto alla scadenza della fattura». «Considerato che in media delle fatture è di 60 giorni – ha detto Mondera – intercorre un periodo di circa 8 mesi tra la prestazione del servizio ed il pagamento dello stesso da parte delle aziende sanitarie». Molti altri sono i «nervi scoperti» della finanza regionale toscana. Tra questi il risultato economico complessivo di tutte le società partecipate, che algebricamente risulta negativo. La centrale unica degli acquisti Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) creata nel 2014 non sembra – scrive il procuratore regionale – aver conseguito gli auspicati risparmi di spesa. «Viceversa – aggiunge Mondera – si è in presenza di duplicazioni di funzioni amministrative rispetto alle aziende sanitarie. Tutto questo richiede un’attenta riflessione da parte della Regione sull’efficacia, efficienza ed economicità di tale struttura».

 

TESTI SCARICABILI

Scarica qui il testo completo della Requisitoria del Procuratore Regionale Mondera 

Scarica qui il testo integrale della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti: «Decisione e relazione al Consiglio Regionale sul rendiconto generale della Regione Toscana per l’esercizio finanziario 2016» (Volume 1° Corte Conti) (Volume 2° Corte Conti)

 

Il procuratore regionale Acheropita Mondera

Il procuratore regionale Acheropita Mondera

 

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Sandro Addario

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