Il lampeggiante blu della Polizia Stradale che ti aiuta nel buio della notte

Intervento della Polizia Stradale a un automobilista in difficoltà sulla Grosseto Siena

Intervento della Polizia Stradale a un automobilista in difficoltà sulla Grosseto Siena

 

Riceviamo da un lettore di OsservatoreLibero.it e volentieri pubblichiamo in tempo reale

GROSSETO – Vi segnalo una storia che difficilmente uscirebbe sui giornali. Di quelle che dicono non fa notizia, perché appartiene all’ordinario quotidiano nei rapporti tra cittadino e poliziotto. Ma non è così. Soprattutto per il cittadino che chiede soccorso.

Ore 22,30 di lunedì 31 luglio. Sto percorrendo la statale Grosseto-Siena diretto a nord. Traffico quasi nullo. Il gran caldo della giornata è già un ricordo. Sono le condizioni migliori per affrontare un viaggio. Superata da poco l’uscita di Roselle, sul cruscotto della mia auto appare l’indicazione «controllare pressione pneumatici». Sul momento pensi ad uno dei frequenti contatti errati di queste vetture sempre più elettroniche. Dopo pochi metri invece ecco che senti con le tue orecchie che una gomma fa rumore e si sta sgonfiando.

LAMPEGGIANTE BLU

Non ho alternative. Sono costretto a fermarmi nella primissima piazzola distante fortunatamente poche decine di metri, nel buio più assoluto. Il primo pensiero non corre tanto alla gomma forata, quanto al bisogno materiale di avere vicino un lampeggiante blu che possa mettermi in sicurezza rispetto ad altri autoveicoli o Tir che, nonostante tenga accese le quattro luci di emergenza, potrebbero non fare in tempo a scorgermi.

Nessun auto naturalmente si ferma o accenna a rallentare. Tutti per la loro strada. Ma anche questo è (quasi) normale. Come è quasi normale che non riesca da solo a fare niente per la gomma forata, dal momento che la mia auto di nuova generazione non possiede né gomma né ruotino di scorta. C’è «solo» un kit con una bomboletta che dovrebbe rigonfiare il pneumatico, autosigillando la foratura e consentendo all’auto di ripartire. Naturalmente è un kit ancora nuovissimo di fabbrica, che non ho mai imparato ad usare, perché non ce n’è mai stato bisogno. Cimentarmi nel buio della notte in una piazzola di una strada a quattro corsie è qualcosa di superiore alle mie forze. Anche psicologiche.

PRONTO POLIZIA STRADALE

Istintivamente faccio il 113 e mentre mi passano la centrale operativa della Polizia Stradale di Grosseto, dubito di poter riuscire ad ottenere assistenza. «Magari le pattuglie sono lontane e per qualche intervento più importante – penso in pochi attimi – figuriamoci se hanno la possibilità di venire fino a qui».

Smentito dai fatti. L’operatore della centrale, al quale non riesco neppure a fornire il chilometro dove mi trovo dato il buio assoluto che mi circonda, prima di tutto mi tranquillizza. Riesce a capire dove sono fermo e mi assicura che entro breve arriverà una pattuglia della Stradale. Ringrazio dissimulando lo scetticismo, ma mi devo davvero ricredere perché non più tardi di una decina di minuti vedo in lontananza due lampeggianti blu che mi stanno cercando.

Il cuore si allarga e il sangue torna a circolare meglio. Scendono un Sovrintendente ed un Assistente capo. Pensi che per prima cosa ti chiedano patente e libretto, ma non è così. Per loro si chiama «soccorso stradale», per me è una mano tesa. Da subito c’è da capire come tentare di far ripartire la mia auto, ormai in sicurezza con quella della Stradale che le fa da scudo con i lampeggianti accesi. Passano decine di minuti, ma il kit di «autorigonfiamento» mostra i suoi limiti. Forse la foratura è superiore al normale. I due «stradalini» non si perdono d’animo. Contattano telefonicamente gommisti e meccanici che possono reperire, ma niente da fare. Nessuno a quell’ora è in grado di arrivare sul posto con una gomma nuova da sostituire.

PIANO B

C’è il piano B. Non resta che chiamare, tramite la centrale operativa, un carro attrezzi che riporti indietro me e la mia auto a Grosseto. Domani è un altro giorno, un gommista in città lo si trova sempre.

È passata più di un’ora dall’arrivo della pattuglia della Stradale. Mentre attendo il carro attrezzi, che anche in questo caso arriva molto celermente, cerco di scusarmi per il disturbo che ho arrecato alla Stradale per il mio guaio. «Con tutti gli interventi più importanti che siete chiamati a fare… ». «Lei non ha capito – mi interrompe con un sorriso il Sovrintendente – per noi questo è un intervento importante. Il soccorso stradale è tra le nostre priorità. E in più ….» «In più?» questa volta lo interrompo io. «In più sono le situazioni in cui ci sentiamo ancora più vicini ai cittadini». Già, una gomma forata forse non fa notizia, ma l’aiuto di un lampeggiante blu nel buio nella notte e una sincera stretta di mano alla fine aiutano a essere tutti più ottimisti. E un po’ meno insicuri. Grazie.

 

Ringraziamo il nostro lettore per la testimonianza. Forse una piccola cosa nei servizi della Polizia di ogni giorno, ma certamente un passo avanti verso la percezione di sicurezza del cittadino. 

 

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Sandro Addario

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