Nave Vespucci 2017 alle Azzorre, la casa dell’anticiclone (Foto)

Le suggestive luci tricolori suglialberi di Nave Vespucci a Ponta Delgada

Le suggestive luci tricolori sugli alberi di Nave Vespucci a Ponta Delgada

da PONTA DELGADA (Portogallo) – Sembra la Svizzera, ma sono le Isole Azzorre in mezzo all’Atlantico. Da dove viene l’omonimo anticiclone che da sempre influenza il bel tempo nel Mediterraneo. Vi ha fatto sosta, dal 24 al 27 agosto, la Nave scuola Amerigo Vespucci della Marina militare, di ritorno da una lunga traversata oceanica. Oltre 24 giorni di navigazione ininterrotta per circa 2000 miglia da New York verso l’Europa, prima del rientro a Livorno previsto per il 23 settembre al termine della campagna di addestramento degli allievi della 1ª classe dell’Accademia Navale.

IN FRANCHIGIA

Sbarcare in Portogallo dopo oltre tre settimane di oceano, pur tranquillo, è una grande attesa per tutto l’equipaggio qui a bordo di Nave Vespucci. Sono sorridenti i volti dei «ragazzi» dell’Accademia, tutti giovani di circa 20 anni, per i quali le ore trascorse tra studio, addestramenti e turni di guardia (poche quelle per dormire) non la danno vinta alla stanchezza. A gruppi si riuniscono a centro nave per il «franchi in riga», l’ispezione per chi può scendere a terra in «franchigia», la libera uscita. Gli inquadratori devono controllare che la loro divisa, dal cappello alle scarpe, sia in perfetto ordine. Poi finalmente a terra, alla scoperta di Ponta Delgada, il capoluogo dell’Isola di Sāo Miguel (tre volte l’isola d’Elba) e di tutto l’arcipelago delle Azzorre.

ANTICICLONE DELLE AZZORRE

Il clima qui è mite. Non supera mai nell’anno i 30 gradi. Siamo nel cuore dell’anticiclone delle Azzorre, proprio quello che da tanti anni sentiamo nominare dai meteorologi, primo tra tutti – per chi ha buona memoria e qualche anno sulle spalle – il famoso colonnello Bernacca, capostipite del meteo in Tv negli anni ’60. È quell’area di alta pressione quasi permanente che, quando non si muove verso nord, porta il bel tempo nel Mediterraneo. Le Azzorre sono la sua «casa», ma quasi non se ne sente la presenza. Il cielo, molto variabile, alterna rapidamente il sereno a lunghe ore di nuvole. Alta l’umidità e frequenti le piogge. Ma resta un paradiso.

La conferma? Le verdissime cime di origine vulcanica presenti in particolare a São Miguel. Quasi un paesaggio svizzero, dove non mancano neppure pascoli di mucche. Tappa obbligata per il visitatore, tra cui molti componenti dell’equipaggio del Vespucci, il panorama mozzafiato delle Sede Cidades e del Lagoa do fogo, da dove si vedono suggestivi laghi di origine vulcanica.

TRICOLORE NOTTURNO

L’ultimo giorno di sosta del Vespucci a Ponta Delgada, domenica 27 agosto, si apre con la Santa Messa a bordo, officiata dal cappellano dell’Accademia don Pietro e accompagnata dal coro degli Allievi. Presenti tra gli altri, alcuni esponenti della piccola ma viva comunità italiana nell’isola.  Fa seguito, per tutta la giornata, le visite a bordo del pubblico. Portoghesi, turisti, molti italiani. A centinaia. Tra questi una famiglia di Roma, arrivata in vacanza a Ponta Delgada. «Ci siamo affacciati ieri sera alla finestra del nostro albergo sul lungomare – raccontano – e abbiamo scoperto davanti a noi le luci bianco rosso e verde dei pennoni del Vespucci. Una graditissima sorpresa. Stamani la prima tappa d’obbligo è stato correre qui a bordo per visitare la nave».

Tra i visitatori c’è anche Chiara, una ragazza di Brescia che lavora temporaneamente in un negozio di prodotti artistici locali sul lungomare. «Sono venuta a Ponta Delgada – racconta sorridente – lo scorso anno per fare l’Erasmus. Ci sono tornata questa estate e ho trovato un lavoro anche se temporaneo. Appena ho saputo dell’arrivo del Vespucci sono andata subito a visitarla. Ero troppo curiosa».

PRONTA A SALPARE

È ormai notte, l’equipaggio e gli allievi dell’Accademia Navale stanno ormai rientrando dai loro turni di «franchigia». Lunedì 28 Nave Vespucci, al comando del capitano di vascello Angelo Patruno, molla gli ormeggi e riprende l’oceano. Direzione est, verso la Spagna, dove farà scalo a Cadice. Per i «pivoli» dell’Accademia (così si chiamano gli allievi del 1° anno) non sarà una traversata come le altre. In mare li attende uno dei momenti più importanti, insieme al giuramento fatto il 3 dicembre 2016, della loro vita di futuri ufficiali di Marina. È il «battesimo» del loro corso, al quale essi stessi – come tradizione – sono chiamati a dare un nome. Sarà quello con cui si riconosceranno per sempre, come comune segno di appartenenza, anche se i loro destini e le loro carriere li porteranno verso strade diverse e lontane. Nell’attesa del grande evento del «battesimo» le ore di sonno degli allievi, c’è da scommetterlo, diminuiranno ancora.

 

1 – CONTINUA

 

FOTOGALLERY – VITA DI BORDO SUL VESPUCCI (35/35 FOTO)

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Ponta Delgada - Sede Citades

Ponta Delgada – Sede Citades

 

 

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Francesca

    |

    Bellissimo articolo dove assaporiamo un po’ la vita dei nostri ragazzi

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