Parto anonimo: la politica chiude la porta ai figli non riconosciuti

Simonetta abbracciata dalla zia, conosciuta da un anno

Simonetta sorride mentre è abbracciata dalla zia, conosciuta da un anno

FIRENZE – Dopo due legislature non ci sono ancora certezze per i figli non riconosciuti. Sono tanti i figli adottivi, che, pur felici nella loro famiglia, cercano di conoscere le loro origini e la loro identità biologica. E si trovano davanti a tribunali incerti sull’iter da seguire. Da due anni è fermo al Senato il disegno di legge che dovrebbe regolamentare la materia, ma ormai siamo a fine legislatura e quasi sicuramente non se ne farà di niente. Bisognerà ricominciare tutto da capo. Ma non si arrenderanno gli aderenti al Comitato per nazionale per il diritto alle origini biologiche  e all’Associazione Figli Adottivi e Genitori Naturali (FAeGN), che da anni portano avanti questa battaglia.

MAMMA DI PANCIA

Se ne è parlato sabato 7 ottobre a Firenze alla due giorni del 4° convegno nazionale «Siamo adottati e stiamo bene», punto di contatto tra persone che in comune hanno essere nati da un parto anonimo, ma anche aver avuto la fortuna di essere stati adottati da famiglie di cuore alle quali sono legatissimi. Ma tutti stanno cercando da anni di conoscere la loro «mamma di pancia» o almeno sapere chi era. Perché «non si può mai capire a sufficienza quanto possa mancare una persona cara che non hai mai conosciuto» dice Simonetta che per anni ha vissuto una lunga odissea per arrivare a conoscere le sue origini. Quando ci è riuscita, la mamma era già deceduta ma al tempo stesso ha trovato l’affetto dei suoi «nuovi» parenti. Una zia, più commossa di lei, era presente oggi a Firenze venuta da lontano per abbracciarla. Si sono conosciute da appena un anno.

 

Il gruppo dei partecipanti al convegno di Firenze 2017

Il gruppo dei partecipanti al convegno dei figli non riconosciuti a Firenze 2017

COSA FANNO I TRIBUNALI?

Cosa fanno i tribunali? Qualcosa si sta sbloccando dopo un’iniziale chiusura verso le istanze di tanti figli non riconosciuti. Nell’assenza di una decisione parlamentare, tra commissioni, audizioni ed emendamenti, è intervenuta la Corte di Cassazione. Una circostanza, non certo rara, in cui il potere giudiziario è subentrato a quello legislativo. Per la lentezza (o latitanza) di quest’ultimo. O più semplicemente perché preso da argomenti di maggior bacino di utenza.

Cosa ha detto la Cassazione? Nella sentenza 1946 del 25 gennaio 2017, la suprema corte ha affermato che «In tema di parto anonimo (…) sussiste la possibilità per il giudice, su richiesta del figlio desideroso di conoscere le proprie origini e di accedere alla propria storia parentale, di interpellare la madre che abbia dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione». Tutto questo con «il massimo rispetto della dignità della donna» e presente che «il diritto del figlio trova un limite insuperabile allorché la dichiarazione iniziale per l’anonimato non sia rimossa in seguito all’interpello e persista il diniego della madre di svelare la propria identità». Se la madre è deceduta, non ci sono più ostacoli all’accoglimento dell’istanza del figlio.

L’AVVOCATO E IL GIUDICE

«Tutti i tribunali si devono adeguare alla sentenza della Cassazione» tuona, a margine del convegno fiorentino, l’avvocato Roberto Continisio, che da anni in tutta Italia si occupa anche di questa materia. «I magistrati che non danno seguito alle istanze dei figli non riconosciuti rischiano un procedimento disciplinare presso il Csm» precisa il legale napoletano.

Qualche tribunale attende invece la legge per muoversi. «Ma non serve, perché la Corte Costituzionale ha già dato sufficienti indicazioni» aggiunge la dottoressa Melita Cavallo già Presidente dei Tribunale dei minorenni di Roma. «La strada è segnata – aggiunge – e un tribunale può organizzare un procedimento come meglio ritiene per contattare la madre».

Al convegno fiorentino (che si chiude domenica 8 ottobre) sono intervenuti testimonial di tante avventure umane. Come quella di Mariagnese e della sua mamma ritrovata dopo una vita. A quest’ultima era stato detto che la figlia neonata era morta perché la dimenticasse più in fretta. Ma non era così e oggi a Firenze madre e figlia erano affettuosamente accanto l’una all’altra.

STORIE SEGRETE

Presentati anche due libri. «I segreti delle madri» di Melita Cavallo, Laterza editore, dove sono narrate dodici storie familiari vere di madri naturali e adottive, con segreti custoditi nel silenzio del loro cuore. Emilia Rosati ha presentato «Frammenti ricomposti Storie d’amore e di giustizia» Edizioni Scientifiche Italiane, un’esperienza vissuta attraverso gli occhi di una figlia adottiva.

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15 ott 2016

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Sandro Addario

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