Tagliata l’ ordinanza anti prostituzione a Firenze: «Solo per 6 mesi»

Riveduta dopo poche settimane l'ordinanza anti prostituzione a Firenze

Riveduta dopo poche settimane l’ordinanza anti prostituzione a Firenze

FIRENZE – Il sindaco di Firenze Dario Nardella ci ripensa e rivede l’ ordinanza anti prostituzione appena firmata da qualche settimana. Sarà limitata a sei mesi e non senza scadenza come nella «prima edizione» del provvedimento n° 2017/00275 del 14/09/2017, dove si sanciva il divieto «in tutta la città, di chiedere o accettare prestazioni sessuali in cambio di denaro». Nel mirino i clienti delle prostitute, che rischiano una denuncia penale non per accompagnarsi ad una prostituta (fatto lecito) ma per aver violato una disposizione amministrativa comunale.

ORDINANZA BIS

Ora Nardella firma un’altra ordinanza (la numero 2017/00293 del 03/10/2017) dove dice di ritenere: «(…) da ulteriori valutazioni effettuate, anche in ordine al primissimo periodo di applicazione, di fissare un termine in proporzione alla gravità del fenomeno che si intende prevenire e contrastare». Per questo motivo l’ ordinanza del 14 settembre «cesserà di produrre efficacia decorsi sei mesi dalla sua adozione salvo ulteriore valutazione che verrà effettuata sulla base dell’analisi dell’impatto dell’ordinanza sul fenomeno che si intende contrastare». Come dire, salvo proroghe.

L’OMBRA DEL TAR

Il problema ruota intorno alla legittimità o meno del primo provvedimento, contro il quale era già stato annunciato un ricorso al Tar della Toscana da parte di un legale fiorentino, l’avvocato Francesco Bertini. Un ricorso destinato con ogni probabilità ad avere successo perché evidenziava in particolare la illiceità di un’ordinanza che – come tutte quelle di un sindaco – deve avere carattere di urgenza e conseguentemente limitata nel tempo. Per evitare una bocciatura al Tar, specie dopo l’invito di Nardella ai sindaci dell’area metropolitana a emanare ordinanze analoghe, ecco che il sindaco di Firenze aggiusta il tiro. Un po’ tardi, dopo tanti annunci sui media sull’originalità e finalità dell’iniziativa, ma lo fa. Non a caso l’unico comune dell’area metropolitana che era andato dietro a Firenze era stato Calenzano, con l’ ordinanza 254 del 27.9.17 limitata però a sei mesi.

L’AVVOCATO CHE AVEVA FATTO RICORSO

«Mi fa piacere che l’amministrazione comunale di Firenze abbia riesaminato la questione» commenta l’avvocato Bertini alla notizia del nuovo provvedimento. Quest’ultimo «potrà piacere o meno, essere legittimo o illegittimo – prosegue il legale fiorentino – ma torna nel solco delle ordinanze governative. Tali ordinanze hanno la loro caratteristica essenziale nella temporaneità, requisito che le rende costituzionali». Ma Nardella aveva da sempre sostenuto di aver emesso l’ordinanza anti prostituzione sulla scia del nuovo nuovo decreto sicurezza del ministro dell’Interno Marco Minniti. «Personalmente – commenta Bertini – resto dell’opinione che il decreto Minniti non abbia cambiato niente sulle ordinanze contingibili e urgenti. Spero sia davvero così, perché altrimenti ciascun Comune potrebbe emanare le sue norme in materia di ordine pubblico. E avere leggi diverse dal vicino. È possibile che il Ministero emani delle linee guida su queste materie. Anzi sarebbe auspicabile. Vedremo».

 

ARTICOLI PRECEDENTI

22 set 2017

Ricorre al Tar contro l’ordinanza anti prostituzione del Sindaco di Firenze

16 set 2017

Firenze, il testo (e i limiti) dell’ordinanza anti prostituzione del Comune

 

 

 

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Sandro Addario

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