Banca d’Italia: l’ educazione finanziaria comincia anche nelle scuole

La storica sede della Banca d'Italia a Firenze

La sede della Banca d’Italia a Firenze

FIRENZE – L’ educazione finanziaria comincia anche dalle scuole. È quanto promuove la Banca d’Italia attraverso incontri con personale docente delle scuole secondarie per orientare per tempo i giovani alla consapevolezza su future scelte in campo economico e finanziario. Dalle più semplici «regole» come «più alto è il rendimento di un investimento e maggiore è il rischio» all’elementare principio di non investire una somma (piccola o grande che sia) in un unico prodotto.

INIZIATIVE IN TOSCANA

Le iniziative di educazione finanziaria in Toscana rivolte ai giovani sono state illustrate martedì 12 dicembre a Firenze in un convegno promosso dalla Sede della Banca d’Italia. Il tema dell’incontro è «fare educazione finanziaria attraverso i media e i nuovi strumenti digitali».

«Cittadini con maggiori conoscenze nel campo finanziario comprendono più chiaramente rischi e opportunità dei prodotti offerti» afferma Mario Venturi, dal luglio 2017 direttore della sede fiorentina della Banca d’Italia. «Specialmente i giovani, che si trovano oggi a dover fronteggiare situazioni finanziarie più impegnative rispetto al passato, un buon livello di cultura finanziaria costituisce un fondamentale presidio di autotutela».

Mario Venturi Direttore Banca d'Italia di Firenze

Mario Venturi Direttore Banca d’Italia di Firenze

Nel periodo 2017-2018 sono numerose le attività di educazione finanziaria in programma in Toscana. Tra queste numerosi incontri (già avviati) con insegnanti e studenti, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, secondo «moduli di base» definiti dal Miur con Banca d’Italia. Tra questi materie come gli strumenti di pagamento, le funzioni del sistema bancario e finanziario, l’importanza della stabilità dei prezzi, la tutela del cliente bancario. Ma anche approfondimenti come valute digitali e criptovalute (attualissimo il Bitcoin) e la relazione tra rendimento e rischio.

CONCORSO

Si rinnova anche il premio per la Scuola «inventiamo una banconota», giunto alla quinta edizione, che complessivamente ha visto 1700 scuole e 40 mila ragazzi partecipanti. Gli studenti, entro il 22 febbraio 2018, dovranno realizzare un bozzetto sul tema «Il risparmio avvicina il futuro: progettiamo la nostra vita». Qui la scheda di partecipazione al concorso al quale ci si può iscrivere entro il 22 gennaio 2018.

EDUCAZIONE FINANZIARIA ON-LINE

Materiale didattico on line è messo a disposizione dalla Banca d’Italia a favore di tutti coloro che sono interessati ad approfondire (od avvicinarsi per la prima volta) al tema dell’educazione finanziaria. Da quaderni didattici a guide tematiche, a tutorial audiovisivi. Tra queste la collana video «Economia e Finanza – Non è mai troppo tardi». Scarica il materiale informativo qui.

All’incontro fiorentino hanno partecipato l’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Domenico Petruzzo, Paola Ansuini del Direttorio e Comunicazione della Banca d’Italia, la giornalista Stefania Tamburello autrice del volume «Risparmio alla pari», Paolo Grignaschi responsabile di Orizzonti Tv. Il dibattito con il pubblico è stato moderato dalla giornalista Olga Mugnaini. Tra gli interventi quello di Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio, che ha sottolineato l’esigenza – anche in tema di educazione finanziaria – di maggior supporto dal mondo bancario e finanziario verso le imprese, in particolare medio piccole.

 

 

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Efisio Pinna

    |

    Lodevole iniziativa ma vecchia nei contenuti e, soprattutto, nella reale capacità di saper e poter incidere su un popolo (quello italiano) di artisti, eroi e di pessimi risparmiatori. Per giunta rimasti ai livelli di conoscenza finanziaria di oltre 30 anni fa: significa che i 20enni di ieri (oggi 55enni) – che avrebbero dovuto essere più preparati – si sono fatti ancora infinocchiare dal sistema bancario e postale rimasto perfettamente uguale ad allora e rinnova in maniera perpetua se stesso e che, evidentemente, è fortemente interessato affinché la conoscenza non si diffonda.

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