Non c’è posto al Pantheon per la salma di Vittorio Emanuele III

La salma del re Vittorio Emanuele III al suo arrivo al Santuario di Vicoforte

La salma del re Vittorio Emanuele III al suo arrivo al Santuario di Vicoforte

ROMA – Non c’è posto al Pantheon di Roma per le salme di Vittorio Emanuele III° (re d’Italia dal 1900 al 1946) e della moglie Elena del Montenegro. Nello stesso Pantheon dove sono sepolti da sempre i due precedenti re d’Italia: il nonno Vittorio Emanuele II e il padre Umberto I con la moglie Margherita di Savoia.

70 ANNI DALLA MORTE

Così a 70 anni esatti dalla sua morte, avvenuta ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre 1947, la salma di Vittorio Emanuele III è rientrata oggi domenica 17 dicembre in Italia. Ma la destinazione è stata la cappella di San Bernardo presso il Santuario piemontese di Vicoforte, nel cuneense, dove venerdì 15 era arrivata la salma della regina Elena dal cimitero francese di Montpellier dove era stata sepolta il 28 novembre 1952. Un ricongiungimento delle salme della coppia reale che ora riposeranno in quella che è stato il luogo di sepoltura degli appartenenti a casa Savoia nella storia. Ma, viene osservato, finché sono stati duchi e non re.

VOLO MILITARE NELLA NOTTE

L’aereo con a bordo la salma di Vittorio Emanuele III è partito da Alessandria d’Egitto nella notte tra sabato 16 e domenica 17 dicembre. Un’operazione avvolta nel massimo riserbo, ovvero in quello che in ambito diplomatico e militare si direbbe «mantenuta a profilo basso», mediaticamente parlando.

Il volo è avvenuto, secondo quanto riporta un lancio dell’Ansa non smentito, su un velivolo dell’Aeronautica Militare, partito dal Cairo e arrivato all’aeroporto di Cuneo-Levaldigi dopo una sosta intermedia in Italia. Con tutta probabilità si tratta di un C130-J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, l’unico velivolo da trasporto logistico (insieme al C27) in grado di effettuare operazioni di questo tipo e di atterrare agevolmente su piste non particolarmente lunghe come quella di Cuneo (2104 metri).

BANDIERA DEL REGNO D’ITALIA

La bara, sulla quale era stata deposta la bandiera tricolore del regno d’Italia con il simbolo monarchico, è stata benedetta sul sagrato del Santuario di Vicoforte della basilica dal rettore don Meo Bussone. Durante il rito funebre, in forma strettamente privata, sono state suonate le note del «Silenzio» dalla tromba di un sottufficiale degli Alpini.

Presente al rito il conte Federico Radicati di Primeglio, delegato della famiglia Savoia per gestire il rientro delle due salme in Italia, su procura firmata da due nipoti dell’ex sovrano, i principi Vittorio Emanuele e Maria Gabriella di Savoia. «La richiesta di ricongiungimento delle salme di Vittorio Emanuele III e della regina Elena – ha detto Radicati di Primeglio ai giornalisti – era stata avanzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una lettera del 10 maggio 2017, in occasione del centenario della Grande Guerra». «Si è parlato molto di segretezza negli ultimi tempi – ha aggiunto – ma non c’è stato niente di segreto, c’è stata semplicemente riservatezza come è normale che sia nelle questioni di famiglia. La speranza è che questo ritorno in Italia possa portare alla condivisione della memoria storica in Italia».

IL RISCHIO PANTHEON

Le cronache delle ultime ore riportano opinioni discordanti all’interno della famiglia Savoia sul rientro delle spoglie dei due sovrani in Italia. «Una questione familiare che non mi riguarda, non posso dire di più» ha detto il conte Radicati di Primeglio. Sta di fatto che in molti avrebbero preferito il Pantheon di Roma al Santuario di Vicoforte. Ma le cose in Italia si fanno spesso gradatamente, pur a distanza di decenni. Per ora il presidente della Repubblica ha dato il suo assenso al rientro in Italia a 70 anni dalla morte dell’ex re. Una sepoltura al Pantheon nel cuore di Roma, alla vigilia di una campagna elettorale non certo tranquilla, poteva essere un azzardo. Fra qualche tempo le cose potrebbero cambiare e il ritorno a Roma delle spoglie del terzo (pur discusso) re d’Italia accanto a quelle dei suoi due predecessori non è escluso diventi meno impossibile.

COMUNITÀ EBRAICA

Intanto la Comunità ebraica si allerta. «In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali – si legge in una nota dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari» tra cui gli «80 anni dalla firma delle leggi razziste». Non va dimenticato, conclude la nota – che «Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa».

 

CHI ERA IL RE VITTORIO EMANUELE III ?  (Scheda)

CHI ERA LA REGINA ELENA DEL MONTENEGRO ? (Scheda)

 

Vittorio Emanuele III, terzo re d'Italia e la regina Elena del Montenegro

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Sandro Addario

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