Il Tricolore festeggia 221 anni e Gentiloni riscopre la parola Patria (VIDEO)

La Bandiera italiana sfila a Reggio Emilia per il 221° anniversario del Tricolore

La Bandiera italiana sfila a Reggio Emilia per il 221° anniversario del Tricolore (Foto Presidenza Consiglio dei Ministri)

REGGIO EMILIA – Nel 221° anniversario della nascita del Tricolore «c’è necessità di riscoprire il valore della parola ‘Patria’». Chi lo dice è il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Silveri, «sceso in campo» a Reggio Emilia domenica 7 gennaio, all’annuale celebrazione della nascita del Tricolore italiano avvenuta il 7 gennaio 1797 per volere del parlamento dell’allora Repubblica Cispadana.

PATRIA E IDENTITÀ NAZIONALE

«Credo che siamo sempre più di fronte – ha detto testualmente Gentiloni nel suo intervento al teatro Ariosto – alla necessità di riscoprire con serena maturità il valore della parola Patria. Di un patriottismo repubblicano fortemente radicato in Europa, di un patriottismo già lucidamente disegnato da Mazzini quando metteva insieme, patria, idea di Europa e lavoro. I punti fondanti dell’idea mazziniana». «Troppo spesso sottovalutiamo – ha proseguito – la forza e l’attualità della nostra storia, della lingua italiana, della creatività, dello stile, della bellezza del nostro paese».

Gentiloni non parla solo di Patria ma anche di identità nazionale. «Abbiamo più che mai bisogno di investire sulla nostra identità senza averne paura – precisa il presidente del consiglio – perché sarebbe il modo migliore per lasciare il campo aperto a chi sulla visione distorta delle identità nazionale vuole costruire tensione, odio, paura e conflitto».

«A nessuno – conclude Gentiloni – può essere consentito usare il tricolore come vessillo di odio. Deve essere il vessillo del nostro paese impegnato per il dialogo e per la pace. Più che mai sarà vessillo dei nostri valori sanciti dalla costituzione e più che mai attuali».

DEL RIO: LA BANDIERA È DI TUTTI

Il senso delle parole del premier, già chiare, è poi ulteriormente precisato dal ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, già sindaco di Reggio Emilia presente alla cerimonia. «Oggi diciamo – afferma Del Rio parlando con i giornalisti – che la bandiera e la patria appartengono a tutti. Specialmente gli eredi che si ispirano al fascismo continuano a dire che sono loro i veri patrioti. Invece, i veri patrioti sono tutti i cittadini italiani che sanno che la bandiera e la patria sono due cose troppo importanti per lasciarle a qualche gruppuscolo violento ed estremista».

IL MESSAGGIO DI MATTARELLA

Mentre a Reggio Emilia si svolge la «Festa del Tricolore», dal Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rilascia una dichiarazione nella quale viene sottolineato come «la ricorrenza dei 221 anni della proclamazione a Reggio Emilia del primo Tricolore d’Italia offre nuovamente l’occasione per ricordare il lungo e sofferto percorso che ha portato all’unificazione e alla condivisione di un’identità nazionale e di un comune destino». «Simbolo che unisce tutti gli italiani – scrive Mattarella – il Tricolore rappresenta l’emblema dei valori di libertà, di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell’uomo e di solidarietà che caratterizzano la Repubblica».

CORAZZIERI E FANFARA DEI CARABINIERI

Nel pomeriggio a Roma davanti al Palazzo del Quirinale, in occasione della «Giornata nazionale della bandiera», si è svolto il cambio della Guardia solenne con lo schieramento e lo sfilamento del Reggimento Corazzieri e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo. Ecco il VIDEO

 

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Nota: Sono solo da condividere le parole del presidente Gentiloni a Reggio Emilia. Tanto più perché provengono da una personalità istituzionale che – come rilevabile anche da Wikipedia – negli anni giovanili della sua formazione politica proviene dal «Movimento Studentesco di Mario Capanna. Dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria Gentiloni rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS), gruppo maoista di cui è segretario regionale per il Lazio, sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo». Un ambiente, si ritiene, dove la parola “Patria” non era troppo ricorrente. Oggi i tempi sono cambiati. Specie alla vigilia delle elezioni.

[SAdd]

 

IL DISCORSO INTEGRALE DI GENTILONI (VIDEO)

 

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Sandro Addario

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