Il generale Bertolini: «Castagnetti, un soldato concreto»

 

Il generale Castagnetti (foto CongedatiFolgore)

Il generale Castagnetti (foto CongedatiFolgore.com)

FIRENZE – L’Esercito Italiano è in lutto per l’improvvisa scomparsa del generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, già capo di Stato Maggiore della Forza armata. I funerali si svolgono lunedì 15 gennaio a Lugagnano Val d’Arda (Piacenza).

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza del generale di corpo d’armata (r) paracadutista Marco Bertolini, che è stato a capo del Comando Operativo Interforze (Coi), lo stesso incarico ricoperto alcuni anni prima dal generale Castagnetti.

L’ESEMPIO

Il Generale Fabrizio Castagnetti è stato un uomo concreto, espressione sana di una terra – quella a cavallo tra Emilia, Lombardia e Piemonte – che è sempre stata prodiga di personalità forti e generose che hanno segnato la storia di tutto il nostro bellissimo, anche se spesso sfortunato, Paese. Castagnetti ha praticato con generosità e passione il «mestiere delle armi», scalando agevolmente la catena gerarchica fino a raggiungere l’apice assoluto dell’Esercito Italiano che l’aveva visto nascere come Ufficiale con la frequenza dell’Accademia Militare di Modena e nel quale si è successivamente formato ed affermato in ripetuti e prolungati incarichi di comando operativo.

LA NATO

Grazie ad un piglio risoluto e concreto, Castagnetti si era fatto apprezzare anche in ambito internazionale, in particolare quale vice Comandante del NATO Rapid Reaction Corps in Germania e, successivamente, di Comandante del Nato Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona, che deve molto al suo impegno nei primissimi anni dalla sua creazione per il livello di assoluta eccellenza che ha raggiunto successivamente.

Generale Marco Bertolini

Generale Marco Bertolini

PIÙ OPERATIVO CHE POLITICO

La sua professionalità non poteva essere trascurata a livello interforze italiano, facendolo approdare all’incarico di Sottocapo dello Stato Maggiore della Difesa che già lo indicava come candidato preferenziale per ulteriori incarichi di prestigio assoluto nell’ambito della nostra Difesa. Nonostante questo, non esitò ad accettare la rinuncia a tale posizione di grande visibilità «politica» per tornare ad un incarico operativo quale Comandante del COI, lo strumento Interforze italiano che con lui raggiunse ulteriori livelli di capacità, confermandosi risorsa indispensabile per la Difesa italiana.

CONCRETEZZA

A coronamento di una carriera intensa e proficua, il generale Castagnetti ebbe infine l’onore e l’onere di diventare Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, in un’epoca difficile per la Forza Armata che cominciava a risentire pesantemente degli effetti di una crisi del Paese che non la risparmiava. Seppe, in tale contesto, gestire con concretezza e spirito innovativo la nuova e penalizzante situazione, cercando di perseguire una razionalizzazione dello strumento terrestre che contemperasse il contenimento delle spese, la continuazione di numerose attività operative all’estero e il mantenimento dei necessari livelli qualitativi e quantitativi delle nostre unità terrestri.

NO ALLA RASSEGNAZIONE

Fabrizio Castagnetti ha lasciato una traccia indelebile negli uomini che ha avuto alle proprie dipendenze, per l’umanità che esprimeva in ogni circostanza e per la passione che sapeva trasmettere per la missione di Soldato Italiano che interpretava con entusiasmo. Non si è mai lasciato scalfire dalla rassegnazione che il tradizionale disinteresse della nostra politica ha lasciato colpevolmente crescere tra gli uomini delle Forze Armate che, a cent’anni dalla fine della prima guerra mondiale e nel bel mezzo di un’epoca che dimostra tutt’altro che pulsioni di pace, meriterebbero ben altre attenzioni.

 

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