Firenze, la verità sul caso della figlia del Procuratore Mondera Oranges assunta da Nardella

Acheropita Mondera Oranges, Procuratore regionale della Corte dei Conti della Toscana

Acheropita Mondera Oranges, Procuratore regionale della Corte dei Conti della Toscana

FIRENZE – La campagna elettorale non risparmia veleno a nessuno, neppure alla Corte dei Conti. È di oggi 18 gennaio la notizia, pubblicata in esclusiva da un quotidiano nazionale, secondo la quale il sindaco di Firenze Dario Nardella avrebbe assunto nell’ottobre 2017 – a chiamata diretta – alla Città Metropolitana di Firenze una giovane dottoressa laureata in giurisprudenza. Il «problema» è che si tratta della figlia dell’attuale Procuratore regionale della Corte dei Conti Acheropita Mondera Oranges.

MATTEO RENZI

Quest’ultima è lo stesso magistrato, allora vice procuratore, che nel 2014 (quattro anni fa) aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione della posizione di Matteo Renzi in un procedimento della Corte dei Conti della Toscana, ancora non concluso. Riguarda una vicenda tra il 2006 e il 2009 alla Provincia di Firenze quando, proprio sotto la presidenza Renzi, furono nominati quattro direttori generali anziché uno solo. Una scelta amministrativa non dell’organo politico, fu detto. Da qui a concludere oggi che l’assunzione della figlia della dottoressa Mondera sia la «conseguenza» dell’archiviazione di Matteo Renzi (di quattro anni prima) il passo è stato rapido.

LE REAZIONI

Dalla Corte dei Conti per il momento nessuna replica. La dottoressa Mondera Oranges (promossa Procuratore regionale dal 6 giugno 2017) si chiude in un cortese ma fermo «no comment» per non alimentare polemiche e strumentalizzazioni specie «a caldo». La questione, con tutta evidenza, non riguarda solo la persona sua e della figlia, ma investe la Corte come istituzione. Le prime parole che ricorrono sulla bocca di chi commenta il fatto sono «calunnia», «fango» e «diffamazione». È presto per sapere se e chi promuoverà eventuali azioni giudiziarie di risposta all’inchiesta giornalistica pubblicata oggi.

CITTÀ METROPOLITANA

Se la dottoressa Mondera Oranges non rilascia dichiarazioni, chi la conosce bene parla chiaramente di una «non notizia». La figlia Celeste Oranges è laureata in giurisprudenza nel 2014 ed è frequentatrice di master e corsi post universitari. Da alcuni mesi – a quanto si apprende – presta gratuitamente la propria consulenza presso l’Università degli Studi di Firenze, per la costituzione del «Patto per la Giustizia della Città Metropolitana di Firenze». Un programma che – attraverso un’intesa tra la stessa Città Metropolitana, Tribunale di Firenze, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio ed Università agli Studi – prevede la realizzazione di strutture decentrate sul territorio «che possano aumentare la fruibilità e l’efficacia dei servizi della giustizia sul territorio». Una sorta di «front office», meglio chiamarlo «sportello Giustizia di prossimità», dove il cittadino potrà rivolgersi direttamente per ottenere assistenza e informazioni.

L’ASSUNZIONE

Il punto è che il 31 ottobre 2017 il Responsabile del Personale della Città Metropolitana firma un Atto Dirigenziale con cui viene assunta «con contratto a tempo determinato in cat. D3 esperto amministrativo del CCNL 31/03/1999» la dottoressa Celeste Oranges, come figura professionale necessaria per mandare avanti la fase attuativa del programma. La decisione è stata assunta dal Consiglio Metropolitano con una deliberazione del 18 ottobre. Come prevede la legge, la neo assunta viene assegnata «alle dirette dipendenze del Sindaco Metropolitano al quale risponderà direttamente dei risultati della sua prestazione».

«Hanno scelto lei – commenta una fonte vicina – perché se ne stava già occupando gratis da mesi e conosce bene il progetto. Un incarico che durerà al massimo fino alla scadenza del mandato del sindaco, poco più di un anno. Il compenso? Non un centesimo di più di quanto previsto dalla legge per quella categoria professionale. Tutto qui. Il resto è fango».

 

AGGIORNAMENTO 19 gen 2017

NARDELLA: ATTACCO VERGOGNOSO

Questa la replica del sindaco Dario Nardella ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla vicenda. «Si tratta di un attacco vergognoso – ha detto il sindaco venerdì 19 gennaio – segno del fatto che ormai siamo in campagna elettorale: una campagna elettorale che alcuni vogliono trasformare in una denigrazione delle persone. Noi abbiamo rispettato tutte le regole, una ad una fino in fondo. Non permetto che si facciano insinuazioni e calunnie».

 

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Sandro Addario

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