Firenze ricorda il poliziotto Fausto Dionisi, ucciso 40 anni fa dai terroristi (Foto)

La commemorazione del 40° anniversario dell'uccisione del poliziotto Fausto Dionisi

La commemorazione del 40° anniversario dell’uccisione del poliziotto Fausto Dionisi

FIRENZE – Una corona d’alloro della Polizia di Stato e il Gonfalone del Comune di Firenze. Così è stato ricordato sabato 20 gennaio in via delle Casine a Firenze il 40° anniversario dell’uccisione dell’appuntato di pubblica sicurezza Fausto Dionisi medaglia d’oro al valor civile. A bordo di una volante del 113 era intervenuto il 20 gennaio 1978 nei pressi del carcere delle Murate di via Ghibellina per controllare un furgone sospetto. Appena sceso dall’auto, gli sportelli del furgone si spalancarono e una pioggia di fuoco investì a morte Dionisi (23 anni) e il collega Dario Atzeni che rimase gravemente ferito.

L’omicidio fu attribuito a militanti di Prima Linea che stavano cercando di far evadere alcuni detenuti dal carcere delle Murate. Tentativo poi fallito. Qui la storia di Fausto Dionisi tratta dal sito «Caduti della Polizia di Stato».

L’ANNIVERSARIO

Ad attendere la vedova Mariella Magi Dionisi e la figlia Jessica, c’erano oggi in via delle Casine – il luogo del tragico agguato – il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, il questore Alberto Intini e l’assessore alla sicurezza Federico Gianassi in rappresentanza del Comune di Firenze. Tra le numerose autorità presenti la presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano, il procuratore generale Marcello Viola, l’onorevole Valdo Spini (da sempre vicino alla famiglia Dionisi), i generali Michele Carbone e Benedetto Lipari comandanti della Guardia di Finanza per Toscana e Firenze, il generale Nicola Massimo Masciulli e il colonnello Giuseppe De Liso comandanti rispettivamente della Legione Toscana e del comando provinciale di Firenze dei Carabinieri. Numerosi gli appartenenti alla Polizia di Stato in servizio alla Questura di Firenze e delle varie specialità. L’Associazione Nazionale della Polizia di Stato era rappresentata dal presidente della sezione fiorentina Sergio Tinti – che ha letto la Preghiera del Poliziotto – e da un gruppo di associati con la Bandiera della sezione.

«Essere in questo luogo è per tutti noi motivo di commozione – ha detto ai giornalisti il questore Intini – ma anche di orgoglio e di maggior impegno nella nostra attività quotidiana».

Dopo la deposizione di una corona alla lapide che ricorda il sacrificio del poliziotto Dionisi, un corteo guidato dal Gonfalone del Comune di Firenze (medaglia d’oro al valor militare) si è mosso da via delle Casine verso la vicina chiesa di San Giuseppe. È qui che si è svolta una funzione religiosa, celebrata dal cappellano della Polizia di Stato di Firenze don Luigi Innocenti, che nella sua omelia ha ricordato la figura di Fausto Dionisi e il valore del suo esempio.

Ascolta qui l’omelia del cappellano della Polizia (AUDIO)

MESSAGGIO DI GENTILONI

È stata data lettura di un messaggio pervenuto per l’occasione a firma del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. «Cerimonie come quella di oggi – scrive Palazzo Chigi – ci permettono di ricordare un periodo doloroso la cui memoria è una componente indispensabile della nostra democrazia». «Grazie allo straordinario impegno delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine – prosegue il messaggio – al coraggio di uomini come Fausto Dionisi e di tanti suoi colleghi, l’Italia ha sconfitto la barbarie del terrorismo tenendo saldi i valori di libertà, giustizia e legalità alla base del nostro vivere comune». «Voglio inviare il mio saluto – conclude Gentiloni – alla Signora Mariella Magi Dionisi, alle Autorità e ai cittadini, in questo significativo appuntamento che contribuisce a tenere vivo il ricordo dei caduti dello Stato».

A ricordare Fausto Dionisi anche la vicepresidente del senato Rosa Maria di Giorgi (Pd): «Non dobbiamo mai dimenticare la storia di Fausto Dionisi – si legge in un comunicato – come quella dei tanti troppi uomini che hanno compiuto l’estremo sacrificio e messo a rischio la propria vita per proteggere tutti noi. Duecento morti ed oltre cinque mila feriti troppo spesso dimenticati, vite sconvolte da criminali senz’anima che ritengono che la lotta politica vada fatta con il sangue e la distruzione».

 

LE FOTO DELLA COMMEMORAZIONE (14 IMMAGINI)

 

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Sandro Addario

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