Valentino Mercati: «Dalle piante medicinali la ricetta per il futuro della salute»

 

Valentino Mercati ospite al Rotary Fiesole. Alla sua sin la presidente Marta Ghezzi

Valentino Mercati ospite al Rotary Fiesole. Alla sua sin la presidente Marta Ghezzi

FIRENZE – «La colite? Non c’è un farmaco realmente efficace per contrastarla. L’unico rimedio sono le piante medicinali». È solo un esempio quello che fa il cavaliere del lavoro Valentino Mercati, invitato martedì 23 gennaio ad una conferenza al Rotary Club di Fiesole, presieduto da Marta Ghezzi. Ma l’elenco delle esigenze sanitarie contro le quali il rimedio naturale si dimostra sempre più utile si allunga giorno dopo giorno. Dal bruciore di stomaco al contenimento del colesterolo, dalla funzionalità cardiovascolare alla regolarità della pressione arteriosa. Dai disturbi del sonno alla -apparentemente semplice- «tosse».

Mercati comincia proprio da Fiesole la celebrazione del 40° anno di vita di «Aboca spa», l’azienda da lui fondata nel 1978. Aveva appena acquistato una fattoria sulle colline toscane in un luogo chiamato Aboca, una frazione del comune di Sansepolcro in provincia di Arezzo. Oggi è una realtà leader a livello internazionale nel settore dell’agricoltura biologica e delle piante medicinali. Mercati la chiama, con una battuta ad effetto, una «multinazionale tascabile».

RITORNO ALLA NATURA

«Ho sempre pensato – racconta Mercati – che l’uomo potrà trovare in natura i rimedi a tutti i suoi mali. È stato questo il filo conduttore che mi ha spinto andare avanti nella ricerca e nell’obiettivo di ricollegare l’uomo alla natura».

«I meriti del sistema farmaceutico sono tanti, ma ci sono anche limiti. È solo di pochi giorni fa – sottolinea Mercati – l’annuncio della decisione della multinazionale Pfizer di abbandonare la ricerca sull’Alzheimer». Guerra senza limiti dunque verso la farmacologia, verso le sostanze chimice creata dall’uomo? «Niente affatto – risponde Mercati a una domanda – non siamo concorrenti con il sistema farmaceutico. Cerchiamo soltanto di portare sempre di più il naturale dentro alla farmacologia stessa. Non sarà un percorso breve né facile, ma è una polizza per la salute dell’uomo».

 

Un particolare del Museo Aboca a Sansepolcro

Un particolare del Museo Aboca a Sansepolcro

 

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Sandro Addario

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