In Toscana un Gps per rintracciare i malati di Alzheimer che non rientrano a casa

Un piccolo dispositivo Gps verrà utilizzato in Toscana per rintracciare i malati di Alzheimer che si perdono in strada

Un piccolo dispositivo Gps verrà utilizzato in Toscana per rintracciare i malati di Alzheimer che si perdono in strada

FIRENZE – Un cercapersone per rintracciare facilmente i malati di Alzheimer della Toscana che non ritrovano la strada di casa. Un piccolo apparecchio con una scheda telefonica, da lasciare addosso alla persona con disturbi cognitivi. Emette un segnale Gps individuabile non solo dalle centrali operative del pubblico soccorso ma anche dallo stesso smartphone dei familiari in ansia per la «scomparsa» del loro congiunto.

Il dispositivo tecnologico è stato oggetto di un protocollo d’intesa, firmato venerdì 2 febbraio presso la prefettura di Firenze, tra Governo, Regione Toscana, Associazione Aima Firenze e Associazione Penelope onlus. Si tratta di un accordo operativo tra gli enti della Toscana (il primo a livello regionale) con un nome lungo ma significativo: «Pianificazione territoriale per favorire la prevenzione della scomparsa e la ricerca di persone affette da patologie neurodegenerative». (Scarica qui il documento).

Solo per una coincidenza la firma è avvenuta proprio nei giorni del tanto discusso «braccialetto elettronico» presentato a livello mondiale da Amazon per controllare (secondo i critici) o per agevolare (secondo i fautori) il lavoro dei dipendenti aziendali addetti alla distribuzione delle merci. Ma qui si tratta di malati di Alzheimer veri e pertanto il problema è totalmente diverso. Anche se la tecnologia (il Gps) è sempre la stessa.

COSA POSSONO FARE LE FAMIGLIE

Cosa può fare in pratica una famiglia dove c’è un malato di Alzheimer? «Si può rivolgere a noi dell’Aima – dice Manlio Matera presidente della sezione fiorentina dell’Associazione Italiana Malati di Alzheimer – dove vaglieremo attentamente il caso. Il dispositivo Gps sarà fornito da Aima Firenze in comodato d’uso ai familiari. Questi avranno a proprio carico solo il costo del servizio Gps e della scheda ad esso associato. Tutto avviene naturalmente solo all’interno di uno specifico contesto relazionale che si va ad instaurare tra famiglia, persona malata e Aima». Il problema sarà quello di «convincere» il malato a non separarsi mai dal suo Gps salvavita. Oppure di tentare di occultarlo nel suo abbigliamento. Cosa più facile a dirsi che a essere attuata. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Per i tempi di attuazione del servizio ci vorrà qualche mese, ma l’obiettivo – dice l’Aima – è di fornire almeno un centinaio di dispositivi Gps prima possibile. Chi è interessato può rivolgersi direttamente all’Aima presso la sede fiorentina di via Pancaldo 29 (Numero verde 800.900.136) come pure ai numerosi Centri d’ascolto Alzheimer nella provincia.

QUANTI SONO I MALATI DI ALZHEIMER

I numeri dei casi di malattie neurodegenerative parlano da soli. Secondo una nota della Prefettura di Firenze in Toscana si stimano circa 86mila casi di demenza. Tra questi i malati di Alzheimer sono circa 47mila (il 55%). In provincia di Firenze si calcolano 23mila persone affette da demenza, di cui 13mila da Alzheimer. Nel solo comune di Firenze, rispettivamente 9mila e 5mila.

Il protocollo è stato sottoscritto dal prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, dall’assessore alla salute della Regione Toscana Stefania Saccardi, dal presidente di Aima Manlio Matera e dalla presidente dell’Associazione Penelope Emanuela Zuccagnoli. All’iniziativa era presente il commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, prefetto Vittorio Piscitelli, che fin dall’inizio ha condiviso l’impostazione e il contenuto del progetto toscano. Presente anche Patrizia Spadin, presidente nazionale di Aima.

 

da sin. assessore Stefania Saccardi, i prefetti Vittorio Piscitelli e Alessio Giuffrida, Emanuela Zuccagnoli di Penelope onlus e Manlio Matera di Aima

da sin. assessore Stefania Saccardi, i prefetti Vittorio Piscitelli e Alessio Giuffrida, Emanuela Zuccagnoli di Penelope onlus e Manlio Matera di Aima

 

 

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Sandro Addario

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