Spunta lo spionaggio dietro la scomparsa del sottomarino Ara San Juan

il sommergibile argentino Ara San Juan scomparso misteriosamente nell'Atlantico

il sommergibile argentino Ara San Juan scomparso misteriosamente nell’Atlantico

BUENOS AIRES – Spunta una missione di spionaggio dietro la scomparsa del sottomarino argentino «Ara San Juan». L’unità militare è dispersa negli abissi dell’Oceano Atlantico dal 15 novembre 2017 con 44 membri dell’equipaggio. Secondo il giornale on-line Infobae.com l’Ara San Juan avrebbe avuto istruzioni di identificare navi e aerei militari inglesi, nella zona di mare tra l’Argentina e le Isole Malvinas. Queste ultime, note anche con il nome inglese di Falkland, appartengono al Regno Unito e furono oggetto nel 1982 di una guerra persa dall’Argentina, che ancora oggi ne reclama comunque la sovranità.

LA SMENTITA NOTTURNA

La smentita della Marina militare di Buenos Aires arriva a un’ora insolita per i comunicati stampa. Martedì 6 febbraio alle 9 del mattino ora italiana (le 5 a Buenos Aires) l’«Armada Argentina» batte su Twitter una replica a quanto affermato da «un portale digitale».

Quest’ultimo ha appena pubblicato un documento riservato del 24 ottobre 2017 a firma del comandante dei sommergibili dell’Armada. È l’ordine di operazione 04/2017 di pattugliamento e controllo sul mare, alla quale avrebbe partecipato anche il sottomarino «Ara San Juan», salpato lunedì 13 novembre dalla base di Ushuaia nella Terra del Fuoco, la città più a sud del mondo. Tra le attività da svolgere c’è la «localizzazione, identificazione, riprese fotografiche e video» di alcune navi e pescherecci. Tra queste anche tre navi inglesi: i pattugliatori Hms Clyde e Fpv Hunter e la Bp Cfl Hunter. Non solo ma dovevano essere identificati «aerei militari della Raf C130 e aerei del governatorato delle Malvine». In pratica – dice il giornale argentino – si tratta di spionaggio.

IL SAN JUAN HA ‘SCONFINATO’?

Il fatto è che l’Armada non smentisce né il documento pubblicato (all’evidenza è originale) né i «bersagli» da tenere sotto osservazione. La replica della Marina dice testualmente che «non è corretto (dire) che il sottomarino San Juan stava effettuando attività di spionaggio» ma che al contrario stava facendo «controllo del mare e vigilanza negli spazi marittimi di interesse, tanto all’interno della Zee (zona economica esclusiva) che nelle zone adiacenti di interesse nazionale». «Il compito di osservazione e di avvistamento in acque di giurisdizione – conclude il comunicato stampa dell’Armada – non costituiscono mai un atto di spionaggio».

UN SOTTOMARINO NUCLEARE INGLESE IN ZONA

Nulla dice l’Armada sulla voce circolata tra i parenti dei 44 membri dell’equipaggio rimasti in fondo al mare, secondo la quale lo stesso San Juan avrebbe incrociato un sottomarino nucleare inglese. Queste notizie stanno circolando solo sui media online argentini e sui social. La stessa nota ufficiale della Marina non è stata ripresa dalla grande stampa argentina (probabilmente per tenere un «profilo basso») né tantomeno da quella straniera. Sembra proprio che le cause della scomparsa del San Juan siano destinate a restare in fondo al mare insieme al suo equipaggio. Magari in nome della ragion di Stato.

 

Il giornale on line Infobae.com

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La replica dell'Armada Argentina

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Sandro Addario

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