Firenze, muore il poliziotto Giovanni Politi nell’incendio dell’armeria in Questura

Le fiamme escono dai locali della caserma Fadini dove ha trovato la morte il poliziotto

Le fiamme escono dai locali della caserma Fadini dove ha trovato la morte il poliziotto

FIRENZE – Un poliziotto artificiere è morto a Firenze durante un incendio scoppiato improvvisamente nell’armeria della questura. Si tratta del sovrintendente della Polizia di Stato Giovanni Politi, 47 anni originario di Reggio Calabria, un poliziotto molto esperto e apprezzato da tutti i colleghi. È successo nel pomeriggio di domenica 25 febbraio all’interno della caserma Fadini, nei pressi della Fortezza da Basso, che ospita alcuni uffici distaccati della questura.

Tutto è successo intorno alle 16,30 quando fumo e alte lingue di fiamme sono state viste uscire all’ultimo piano della caserma, sul lato che si affaccia su via del Pratello. Dalla strada sono stati uditi anche degli scoppi che hanno fatto subito pensare che qualcosa di grave fosse successo. Da quelle finestre si affacciano i locali che ospitano gli alloggi degli artificieri e le loro dotazioni. Una delle armerie di cui dispone la questura fiorentina.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco con autopompe e l’autoscala tridimensionale per poter raggiungere prima possibile la zona ed evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente al resto della struttura.

Ancora sconosciute le cause dell’incendio e del coinvolgimento del poliziotto rimasto vittima. Il sovrintendente Politi, a quanto si apprende, era appena rientrato dallo stadio Artemio Franchi dove – in occasione dell’incontro di calcio Fiorentina-Chievo – aveva effettuato, come di prassi, un’operazione di “bonifica” contro eventuali ordigni esplosivi. Poi improvvisamente la tragedia. Il suo corpo, completamente carbonizzato, è stato ritrovato dai Vigili del Fuoco.

 

AGGIORNAMENTO 26 feb 2018 ore 11

Sono in corso le indagini della Polizia sulle cause dell’incendio dove ha trovato la morte il sovrintendente Giovanni Politi. Stretto il riserbo degli investigatori coordinati dal Pubblico Ministero Fabio Di Vizio, che era di turno domenica 25 febbraio. La Procura ha aperto un fascicolo di indagine, un atto dovuto per procedere a tutti gli accertamenti del caso compresa l’autopsia del poliziotto calabrese.

Quello che è certo è che gli uomini della Polizia Scientifica sono rimasti sul luogo della tragedia per alcune ore (almeno fino alle 23) per effettuare tutti i rilievi del caso. In particolare anche per strada, in via del Pratello, dove sono volati pezzi della finestra dei locali dove è stato trovato il corpo di Giovanni Politi. Alcuni frammenti sarebbero stati ritrovati sul marciapiede opposto a quello dell’edificio della caserma Fadini.

ESPLOSIONE

Tutto questo lascerebbe ritenere che c’è stata un’esplosione o comunque una forte sovrapressione nella stanza, tale da scaraventare a distanza pezzi di infisso. Se poi l’incendio si sia stato la causa o la conseguenza di tale «scoppio» è un’ipotesi ancora al vaglio degli inquirenti.

Altra cosa certa è che in quel momento il sovrintendente Politi era solo in quella stanza. Era da poco tornato con un collega da un servizio di «bonifica» anti esplosivi allo stadio. Con tutta probabilità il poliziotto è rimasto colpito ed intontito dall’esplosione, tanto da non avere la forza di mettersi in salvo. E le fiamme hanno avuto il sopravvento su di lui.

 

Giovanni Politi, il poliziotto artificiere morto a Firenze

Giovanni Politi, il poliziotto artificiere morto a Firenze

 

 

 

 

 

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Sandro Addario

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