Firenze ricorda i 40 anni della Bandiera del 6° Battaglione Carabinieri Toscana

Il cappellano monsignor Mauro Tramontano davanti alla Bandiera del VI Battaglione Carabinieri Toscana

Il cappellano monsignor Mauro Tramontano davanti alla Bandiera del VI Battaglione Carabinieri Toscana

FIRENZE – C’era anche il gonfalone della città di Firenze, decorato della medaglia d’oro al valor militare, alla celebrazione dei 40 anni della Bandiera di guerra del 6° Battaglione Carabinieri Toscana. Una cerimonia semplice ma solenne e sentita che si è svolta mercoledì 9 maggio, all’interno della caserma Baldissera di Firenze, che ospita la Legione Toscana e il 6° Battaglione. Due unità che fanno capo a linee di comando diverse nella gerarchia dell’Arma, ma che da lungo tempo «coabitano» nella storica struttura sul lungarno Pecori Giraldi. La prima è il vertice regionale di tutti i comandi provinciali. La seconda è un reparto che dipende (tramite il 5° Battaglione di Bologna) dalla 1ª Brigata mobile di Roma, attualmente comandata dal generale Carlo Cerrina presente alla cerimonia di Firenze, accolto dal comandante del VI Battaglione, tenente colonnello Alessandro Parisi. È nel suo ufficio alla Baldissera che viene custodita la Bandiera del Battaglione: quella che si saluta per prima quando si entra in quella stanza.

LA 1ª BRIGATA MOBILE

I militari della 1ª Brigata mobile (circa 5000 in tutta Italia) sono di norma impiegati in attività di ordine pubblico, vigilanza di obiettivi sensibili, esigenze di protezione civile, supporto ai comandi provinciali dell’Arma per il controllo del territorio. Quest’ultimo attraverso le sempre poco conosciute ma non meno indispensabili ed efficienti «C.I.O.» le Compagnie di intervento operativo, che operano con proprie pattuglie insieme ai colleghi dei Nuclei Radiomobili della Territoriale (le «gazzelle» del 112) nelle attività di sorveglianza e controllo. L’unica particolarità è che – almeno per ora – non ne fa parte personale femminile (presente solo nel 4° Reggimento Carabinieri a cavallo) considerato il ricorrente impiego nelle attività di ordine pubblico.

BANDIERA DI GUERRA

La consegna della Bandiera di guerra ai Battaglioni Mobili dell’Arma fu decisa dal presidente della Repubblica Giovanni Leone nell’ottobre 1977. Al VI° Toscana venne assegnata in considerazione del suo impegno durante la 2ª guerra mondiale dal 1940 al 1943 sul fronte greco-albanese. Da quel momento di 40 anni fa, la bandiera del Battaglione – ha ricordato il colonnello Parisi – «accompagna il Reparto in tutta la sua vita operativa, ne rappresenta l’onore, ne ricorda le gesta e i sacrifici, ne rinnova la storia e custodisce il ricordo dei suoi Caduti».

Qui l’intervento del colonnello Parisi (AUDIO)

Tra le autorità presenti alla cerimonia il neo presidente del consiglio comunale di Firenze Andrea Ceccarelli, il sindaco di Fiesole Anna Ravoni, i comandanti regionale e provinciale della Guardia di Finanza generali Michele Carboni e Benedetto Lipari, i vertici dell’Arma di Firenze con il generale Gianfranco Cavallo (comandante Scuola Marescialli) e il generale Nicola Massimo Masciulli, comandante la Legione Toscana. La bandiera del Battaglione è stata benedetta da monsignor Mauro Tramontano, cappellano della Legione Toscana dei Carabinieri. Gli onori alla Bandiera sono stati resi dalla Fanfara della Scuola Marescialli con tre squilli di tromba, il massimo previsto dal cerimoniale.

Tra gli «ospiti» anche una rappresentanza dell’Istituto Alberghiero Saffi di Firenze, presieduto dalla professoressa Francesca Lascialfari. Si tratta degli alunni della 3C Sala e 3A Cucina, che hanno preparato e servito un buffet che ha riscosso l’apprezzamento di tutti.

Leggi qui la storia del VI Battaglione Toscana e dei «Battaglioni mobili» dal 1883.

FOTOGALLERY (15 IMMAGINI)

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TI POTREBBE INTERESSARE

 

È di ieri lunedì 8 maggio la notizia, pubblicata per primi da Il Giornale e Corriere della Sera, che è stata annullata – dopo un ricorso in via gerarchica – la punizione (tre giorni di rigore semplice) inflitta al carabiniere del VI Battaglione Toscana, responsabile nel dicembre 2017 di aver affisso, nella propria camerata in caserma, una bandiera della Marina imperiale tedesca (1871-1919) considerata, secondo alcuni, un simbolo neonazista.

La notizia fece in poche ore il giro dei media nazionali, provocando reazioni negative e interventi a ogni livello, a cominciare dal Ministro della Difesa. Fu ritenuto un danno d’immagine per l’Arma, il motivo per cui il militare venne sanzionato dal suo Comando.

 

 

 

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Sandro Addario

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