Ripuliti i fondali marini a Giglio Porto dopo la tragedia della Concordia

I mezzi della Micoperi hanno ripulito i fondali a Giglio Porto

I mezzi della Micoperi hanno ripulito i fondali a Giglio Porto (foto Zanini/Micoperi)

ISOLA DEL GIGLIO (Gr) – Tornano gli splendidi fondali di un tempo davanti all’ingresso di Giglio Porto, dopo il tragico naufragio della Nave Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012 con un bilancio di 32 morti. Per il transito di natanti e la balneazione ci vorrà ancora qualche mese, ma il più è fatto.

Dopo sei anni, la società Micoperi di Ravenna ha concluso prima il recupero e il trasporto del relitto del transatlantico (luglio 2014) e quindi i lavori di ripulitura dei fondali nel luogo del naufragio a poche centinaia di metri dall’ingresso a Giglio Porto. Rifiuti, detriti, resti e suppellettili della nave, pezzi del «cantiere sottomarino» necessario al raddrizzamento della Concordia: tutto ripulito come se fosse passato un gigantesco aspirapolvere sottomarino. Circa 120 mila metri cubi di materiale disperso, ma anche oltre 200 «sacconi» di cemento da 90 tonnellate ciascuno, serviti per «ancorare» il relitto della Concordia durante le operazioni di raddrizzamento.

SQUADRA VINCENTE

Lunedì 7 maggio la definitiva conclusione della bonifica dei fondali iniziata nell’aprile 2015. Nello stesso giorno del 2012 avvenne la costituzione del Consorzio italo-americano Titan-Micoperi incaricato del recupero della nave. «Sei anni di lavoro legati ad un episodio drammatico – dice Silvio Bartolotti il patron di Micoperi in una nota di ringraziamento a tutti gli operatori e agli enti intervenuti – ma che ha consentito a migliaia di persone, anche di nazionalità diverse, di trovare lo spirito per costruire una grande squadra per vincere difficoltà giudicate da tutti insuperabili».

BALNEAZIONE E ORMEGGI

«Non posso non unirmi a questi ringraziamenti – dice al telefono Sergio Ortelli, sindaco di Isola del Giglio – perché con la Micoperi e i suoi dipendenti abbiamo condiviso sei anni di piena operatività, vita e passione. Un grazie particolare va però anche alla pazienza e tolleranza dei cittadini del Giglio, che ci hanno sempre sostenuto. Siamo partiti da una tragedia è vero, ma ora i fondali sono tornati al loro originale splendore». Quando si potrà fare il bagno nell’insenatura davanti al porto dove si incagliò la Concordia? «Il permesso di navigazione e di balneazione per ora restano. Stiamo lavorando per ridurre al massimo i tempi residui. Gli ancoraggi invece non saranno mai consentiti». Il luogo dove sono morte 32 persone non deve diventare un ormeggio da attrazione turistica.

 

Il relitto della nave Concordia incagliato nel gennaio 2012

Il relitto della nave Concordia incagliato nel gennaio 2012

 

 

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Sandro Addario

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