Salvarono la vita a due detenuti: premiati a Firenze operatori di Polizia Penitenziaria

Mezzi della Polizia Penitenziaria nel cortile del carcere di Sollicciano

Mezzi della Polizia Penitenziaria nel cortile del carcere di Sollicciano

FIRENZE – Ci sono voluti oltre tre anni, ma alla fine è arrivato l’encomio per due operatori della Polizia Penitenziaria, che in episodi diversi avevano salvato la vita ad altrettanti detenuti. Il gesto dei due poliziotti è stato ricordato venerdì 25 maggio presso il Carcere di Sollicciano a Firenze in occasione del 201° anniversario della Polizia Penitenziaria. Il primo operatore premiato è l’assistente capo Mirco Pampana. Nel 2014 aveva salvato la vita ad un detenuto della Casa Circondariale Gozzini di Firenze, un carcere a custodia attenuata. L’uomo tossicodipendente si era improvvisamente sentito male mentre stava regolarmente rientrando nell’istituto al termine di un permesso. Il tempestivo ed efficace soccorso del poliziotto gli aveva evitato il peggio.

Lo stesso assistente Pampana è stato anche decorato con una medaglia di bronzo al merito civile, in occasione della Festa del Corpo della Polizia Penitenziaria svoltasi a Roma lo scorso 17 maggio. La motivazione riguarda il pronto intervento del poliziotto di Sollicciano, che nel novembre 2014, libero dal servizio, aveva tratto in salvo due anziane donne vittime di un incidente stradale, bloccate in una vettura finita in bilico fuori strada.

Il secondo encomio del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo è stato assegnato al sovrintendente Alfonso Renato Urso, che nel 2014 aveva salvato la vita ad un ospite dell’allora Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Montelupo Fiorentino che stava tentando il suicidio.

Due episodi, trascurati dalla cronaca, che testimoniano il silenzioso operare di chi in carcere è quotidianamente preposto alla sicurezza dei detenuti, con sacrificio e abnegazione di cui si parla sempre troppo poco.

LA CERIMONIA

Alla cerimonia del 201° anniversario della Polizia Penitenziaria a Sollicciano sono intervenuti, tra le altre Autorità, il Procuratore generale della Repubblica Marcello Viola, il Procuratore capo Giuseppe Creazzo accolti dal Provveditore Regionale Toscana-Umbria dell’Amministrazione penitenziaria Antonio Fullone, dal neo direttore di Sollicciano Fabio Prestopino, dal Dirigente Superiore Nicola Fiumara. Tra i presenti il questore Alberto Intini, il comandante del presidio militare generale Stefano Fort, i comandanti provinciali di Guardia di Finanza Benedetto Lipari e dei Carabinieri Giuseppe De Liso. Il comune di Firenze era rappresentato dal consigliere Massimo Fratini.

Nel suo intervento il direttore Prestopino ha ricordato l’«urgente bisogno di innumerevoli interventi di manutenzione» del complesso carcerario di Sollicciano che ospita attualmente oltre 700 detenuti contro una capienza che non supera le 500 persone. Tra le misure più urgenti – ha ricordato – c’è da «eliminare le infiltrazioni che provengono dai tetti e affliggono molti ambienti». Non lo dice ma è come se dicesse: piove sul bagnato del sovraffollamento carcerario. «Vi invito ad avere fiducia e pazienza – ha proseguito rivolto agli operatori della Polizia Penitenziaria – sono a conoscenza di importanti investimenti e di interventi di prossima realizzazione che miglioreranno le condizioni lavorative».

A nome degli operatori della Polizia Penitenziaria di Sollicciano (circa 300 su un organico di almeno 500) è intervenuto il comandante del Reparto, Commissario Coordinatore Massimo Mencaroni, che ha sottolineato il quotidiano contributo delle donne e degli uomini della Penitenziaria alla legalità. Tutto questo – ha detto – «confrontandosi con coraggio ed efficacia anche con il fenomeno della radicalizzazione islamica in carcere, oggetto di monitoraggio, studio e comunicazione di dati sempre più sensibili per la stessa sicurezza nazionale».

 

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Sandro Addario

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