Firenze, stroncato nuovo traffico di droga a San Salvi gestito da tunisini irregolari (VIDEO)

I poliziotti del Commissariato di San Giovanni a Firenze che hanno condotto l'operazione

I poliziotti del Commissariato di San Giovanni a Firenze che hanno condotto l’operazione

FIRENZE – Gestivano spaccio di cocaina e hashish nel parco di San Salvi a Firenze, attirando clienti anche con messaggi «pubblicitari» su WhatsApp. Sono cinque tunisini e un marocchino irregolari in Italia, arrestati dalla Polizia. Di fatto una vera e propria organizzazione che aveva preso la «nuova gestione» della vendita di droga a San Salvi, dopo l’arresto di altri 5 tunisini avvenuto alla fine del 2016.

Gli uomini della squadra di Polizia giudiziaria del Commissariato di San Giovanni a Firenze, diretta dall’ispettore superiore Michelangelo Castelli, tenevano da tempo sotto osservazione lo strano giro che si svolgeva all’interno del parco. Da riprese video si vedono frequenti contatti i clienti abituali, alcuni dei quali si rifornivano anche 20-30 volte. Ripresa anche una giovane donna che acquista «merce» mentre cammina con una carrozzina da bambini, non si sa se con un neonato a bordo o meno.

GLI ARRESTATI

Questi i nomi dei nordafricani arrestati. Ltifi Houssam nato nel 1992 e Ellouizi Charaf (1992) tunisini e Ben Mehdi Zied (Marocco 1992) già in carcere a Sollicciano per precedenti reati. Ben Maouia Heni (Tunisia 1992) già agli arresti domiciliari presso la casa della fidanzata. Chibani Slah (Tunisia 1987) bloccato dai poliziotti mentre andava dalla sua convivente che esercita la prostituzione. Tarraz Sofien (Tunisia 1996) arrestato in via Gran Bretagna a bordo di uno scooter rubato. Altri tre tunisini indagati sono attualmente ricercati. Caratteristica comune al gruppo è che tutti provenivano dalla zona di Nabeul, un porto tunisino a circa 70 chilometri a sud di Tunisi. Sempre di Nabeul erano originari i 5 tunisini già arrestati nel 2016 a Firenze per spaccio di droga nella stessa zona di San Salvi.

L’operazione del Commissariato di San Giovanni, già diretto dal primo dirigente Giuseppe Solimene e ora dal vice questore Roberto Sbenaglia, è durata diversi mesi. È stato accertato che i tunisini facevano una vera e propria attività di marketing, offrendo loro stessi la droga a potenziali clienti raggiunti anche telefonicamente con sms e messaggi WhatsApp. Lo spaccio avveniva soprattutto nella zona del parco di San Salvi, compresa la limitrofa area dell’Istituto Scolastico Saffi di via del Mezzetta, ma anche in zone intorno a piazza Beccaria e la stazione di Firenze Rovezzano. Un «portafoglio clienti» di oltre un centinaio di persone che si rifornivano sempre più abitualmente dai tunisini. Per adesso quel «mercato» è chiuso.

IL VIDEO DELLA POLIZIA

 

 

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Sandro Addario

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