Scuola Marescialli Carabinieri 2018, orgoglio e commozione alla consegna degli alamari (VIDEO-FOTO)

Un Corazziere appone i gradi di maresciallo a una giovane allieva

Un Corazziere appone gli alamari alla figlia allieva maresciallo del 7° corso

FIRENZE – Alamari nuovi di zecca, gradi di maresciallo, partenza per i reparti di destinazione con una laurea in tasca. Tre momenti in una sola giornata, tra orgoglio e commozione, alla Scuola Marescialli Carabinieri davanti al comandante generale Giovanni Nistri e a oltre 5000 persone arrivate a Firenze da ogni parte d’Italia. È sabato 16 giugno «il giorno degli alamari». È il momento della consegna dell’inconfondibile mostrina argentata, segno di appartenenza all’Arma dei Carabinieri. Quella che, secondo una tradizione non scritta, si dice che un carabiniere «si cuce sulla pelle» per tutta la vita.

PRIMO ANNO

Per la prima volta indossano gli alamari gli allievi marescialli del primo anno: 445 militari, poco più che ventenni, che lo ricevono dalle mani emozionatissime di un familiare. Qualcuno in divisa come il carabiniere e il poliziotto che orgogliosamente vede la tradizione di famiglia passare al proprio figlio o figlia, una madre commossa, un fratello, una sorella. Sguardi significativi che in pochi attimi vogliono dire tutto. Ai primi 12 allievi nella graduatoria di ammissione al Corso, gli alamari vengono consegnati dalle autorità. Un privilegio per loro, un po’ meno forse per i rispettivi familiari che in cuor loro avrebbero voluto essere protagonisti di quella stessa consegna.

ARRIVANO GLI ALAMARI – FOTOGALLERY (12 IMMAGINI)

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Un allievo per tutti, Lorenzo Tolomei, pronuncia davanti al comandante della Scuola generale Gianfranco Cavallo la formula del giuramento. Gli fa eco nel piazzale un «lo giuro» uscito dalle bocche dei suoi 444 colleghi.

Numero record quest’anno per le «matricole» del 1° anno: in tutto sono 620 gli allievi del 7° Corso triennale, intitolato alla Medaglia d’Oro al Valor Militare (Movm) Maresciallo Capo Francesco Gallo e comandato dal maggiore Alfredo Beveroni. Ne fanno parte anche 175 militari che, già carabinieri, hanno vinto il concorso di ammissione alla Scuola Marescialli. Loro gli alamari li hanno già. Quell’emozione l’hanno già vissuta in passato, al momento dell’arruolamento. Per loro non c’è posto nello schieramento sul piazzale, con altri 864 colleghi in Gus, la grande uniforme storica. Di lana, sotto un bel sole estivo. La loro presenza, preziosa, serve altrove.

SECONDO ANNO

Grandi emozioni anche per i 548 allievi del 6° Corso triennale (intitolato alla Movm Maresciallo Francesco Pepicelli) che dalla mezzanotte del 15 giugno sono nominati marescialli e possono mettere il grado sulla divisa. Sono gli allievi del 2° anno – al comando del tenente colonnello Giovanni Semeraro – che ricevono simbolicamente dai colleghi del 3° anno la sciabola (segno distintivo del nuovo grado) e il «librone» con i ricordi di ciascun corso e simbolo della continuità delle tradizioni della Scuola Marescialli. La consegna, tra gli applausi e tanta emozione, avviene tra i primi tre allievi dei rispettivi corsi. «Ve li doniamo – dice il capo corso ‘anziano’ – con sentimenti di profonda amicizia, in attesa di ritrovarci insieme, in Italia e all’estero, ovunque l’Arma ci chiamerà a servire la Patria».

TERZO ANNO

Non sono schierati sul piazzale, ma restano altrettanto protagonisti della giornata. Sono i 289 allievi del 5° Corso triennale (intitolato alla Movm Maresciallo Sebastiano D’Immè) . Già marescialli da un anno, sono pronti a raggiungere i rispettivi reparti di destinazione entro il mese di luglio, con una nuova laurea in tasca appena conseguita. Hanno appena concluso il terzo e ultimo anno alla Scuola Marescialli. Gran parte di loro verrà distribuita nelle quasi 5000 stazioni dei Carabinieri in Italia, altri ai comandi territoriali e all’organizzazione mobile dell’Arma. Alcuni resteranno per qualche tempo ancora alla Scuola Marescialli come formatori dei nuovi allievi dell’8° corso (circa 560) che arriveranno a Settembre.

La fine del 5° corso (comandato dal tenente colonnello Valerio Melchiorre) è sancita dalla consegna del diploma di laurea triennale in Scienze Giuridiche della Sicurezza, dopo un ciclo di studi finora curato dall’Università di Roma Tor Vergata. Una cerimonia che si svolge nelle aule della Scuola alla presenza degli stessi docenti e dei familiari dei neo «dottori».

CONSEGNA DELLE LAUREE – FOTOGALLERY (11 IMMAGINI)

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LAUREA DA 110 E LODE (VIDEO)

FOLLA DI AUTORITÀ

Alla solenne cerimonia alla caserma Maritano sono presenti, con il comandante generale Nistri, alcuni dei massimi vertici dell’Arma. Dal vicecomandante generale Riccardo Amato, al comandante delle Scuole Luigi Longobardi, al comandante interregionale Vittorio Veneto Aldo Visone (già comandante della Scuola Marescialli). Molte le autorità fiorentine, tutte accolte dal comandante della Scuola Gianfranco Cavallo e dal comandante del reggimento allievi Ugo Cantoni. Tra questi il sindaco Dario Nardella accompagnato dal Gonfalone della Città di Firenze, la presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano, il procuratore generale Marcello Viola, il procuratore regionale della Corte dei Conti Acheropita Mondera, il procuratore capo Giuseppe Creazzo. Presenti anche il prefetto reggente Tiziana Tombesi, il questore Alberto Intini e i vertici militari di Firenze di Esercito, Aeronautica e Carabinieri.

Tra i presenti anche il luogotenente Marco Coira, medaglia d’oro al valor militare e il maresciallo Giuseppe Giangrande, medaglia d’oro al valor civile. Ma c’è anche Paolo Thaon di Revel, discendente di Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea, primo comandante generale del Carabinieri nel 1814.

Significativa la presenza anche di oltre 150 carabinieri (già allievi della Scuola di Firenze) partecipanti a due raduni: il ventennale del 2° corso biennale 1997-1999 e il quarantennale del 30° corso biennale Allievi Sottufficiali 1977-1979. Sono guidati dal generale Leonardo Alestra, capo corso del 30°, che rivolge un messaggio di saluto e di augurio ai giovani colleghi schierati sul piazzale.

LA PRIMA VOLTA DEL COMANDANTE GENERALE NISTRI

Giovanni Nistri, Comandante Generale dei Carabinieri

Giovanni Nistri, Comandante Generale dei Carabinieri

Per il generale Nistri – che ha Firenze è stato comandante provinciale e regionale – questa è la sua prima visita alla Scuola Marescialli da comandante generale. Parla a braccio davanti a un reggimento di formazione di circa 900 persone, comandato dal tenente colonnello Semeraro, di cui fa parte la Bandiera dell’Istituto e la Fanfara della Scuola Marescialli, diretta dal maestro Ennio Robbio, sempre molto applaudita a Firenze e in Toscana. «L’impegno che vi attende – dice Nistri agli allievi – richiede generosità e responsabilità al tempo stesso. Umanità, umiltà e onestà sono i principi base cui dovrete ispirarvi non solo nella vita privata ma ogni giorno quando sarete a contatto con la gente. Con una precisazione importante: non innamorarsi mai di una propria idea nello svolgimento delle indagini che sarete chiamati ad effettuare. Il nostro compito è indagare, non giudicare o avere opinioni preconcette. Giudicare spetta ad altre Istituzioni». Tra i saluti che Nistri vuole rivolgere c’è anche un sentito grazie ai familiari di tutti gli allievi: «Se questi ragazzi sono qui oggi, è perché sono stati da voi allevati con autorevole amorevolezza».

Qui l’audio integrale del discorso del generale Nistri

Nel suo intervento il generale Cavallo, comandante della Scuola Marescialli, si rivolge ai «suoi» allievi sottolineando come alamari e giuramento sono «la sintesi delle nostre fonti e profonde fondamenta militari». «Sono la pietra angolare – prosegue – su cui farete affidamento per superare gli ostacoli che sicuramente incontrerete, rinnovando così la tradizione che ha reso il maresciallo dei Carabinieri l’icona della presenza dello Stato e della legalità».

FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA (34 immagini)

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LA GRANDE ATTESA TRA GLI ALLIEVI

La lunga giornata degli allievi è cominciata presto. Sveglia alle 6,30 non un minuto più tardi. C’è un fermento tutto particolare nei corridoi delle palazzine che ospitano gli alloggi allievi, sotto l’occhio vigile dei marescialli capi squadra. Letti e guardaroba sono pronti a tempo di record. I minuti che avanzano servono alla Grande Uniforme Storica, che deve essere semplicemente perfetta senza alcun punto debole, a cominciare dai bottoni che vengono attentamente ispezionati. Gli allievi si aiutano tra loro anche quando c’è da indossare la «lucerna», lo storico copricapo con il pennacchio blu e rosso dell’Arma. Un centimetro più in alto o più in basso non va bene. Tutti alla stessa altezza. Per le ragazze e le loro crocchie d’ordinanza il problema si complica.

I minuti scorrono. Chi è pronto comincia a portarsi nei cortili adiacenti alla grande galleria intitolata al maresciallo medaglia d’oro Ettore D’Amore, che alla Scuola chiamano più comunemente «decumano» dal nome delle antiche strade cittadine in età romana. Sorrisi e pacche sulle spalle lievitano rapidamente, anche per battere l’emozione. Puntuali cominciano anche i cori, cui danno buona miccia anche i capi squadra. La tensione si allenta. Un cenno e tutti sono inquadrati, pronti ad affrontare lo sfilamento che li porta al grande piazzale, pronti ad affrontare le migliaia di occhi commossi puntati su loro. Poi tutti immobili sotto il sole per quasi due ore. Ma passano rapidamente. La voglia di fare il carabiniere sconfigge anche il caldo.

GLI ALLIEVI SI PREPARANO – FOTOGALLERY (38 IMMAGINI)

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DIETRO LE QUINTE, LE PRIME ORE DEL GRANDE GIORNO (VIDEO)

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Sandro Addario

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