Accademia Navale, battesimo del Corso Akraton su Nave Vespucci in Atlantico

Su Nave Vespucci un gruppo di allievi del Corso Akraton con la loro bandiera

Su Nave Vespucci un gruppo di allievi del Corso Akraton con la loro bandiera (Foto da Fb Marina Militare)

OCEANO ATLANTICO – A bordo di Nave Vespucci in navigazione nell’oceano Atlantico è «scomparsa» la 1ª classe degli allievi dell’Accademia Navale. Al suo posto subentra il Corso Akraton, che da mercoledì 6 settembre identificherà per sempre i suoi appartenenti, ormai prossimi al traguardo del numero 2 sul bavero dell’uniforme. Così i «pivoli» (le matricole) del 1° anno diventeranno gli «anziani» del 2°, poco prima del rientro a Livorno il 22 settembre di Nave Vespucci al termine della campagna d’istruzione 2018.

La notizia del battesimo del Corso è uscita per prima sulla bacheca Facebook della Marina Militare. «Ecco il messaggio trasmesso questa mattina dal Vespucci: al largo di Cabo Finisterre gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale di Livorno hanno scelto il nome, il motto e la bandiera che da oggi li identificheranno, Akraton, aggettivo greco che significa puro».

CONCLAVE IN TERZA SQUADRA

Il battesimo del corso è, per gli allievi futuri comandanti di Marina, il momento più atteso della loro campagna d’istruzione estiva. Quest’anno è coinciso con la rotta in Atlantico, poco dopo la partenza di Nave Vespucci dal porto francese di La Rochelle avvenuta il 3 settembre. Come per tradizione tutti i 124 allievi imbarcati sono rimasti almeno due giorni nella Terza Squadra, i non larghissimi locali della nave adatti per accoglierne al massimo un terzo. Ma in quello che è paragonabilissimo ad un «conclave» si dorme per terra e si mangia quando si può. A 20 anni si fa anche questo. Contatti con l’esterno e con il resto dell’equipaggio zero. Off limit anche Internet, che di per sé sul Vespucci non è una priorità.

A differenza delle altre Forze Armate, in Marina il nome del corso viene scelto dagli allievi. Una lunga discussione che di norma finisce con un voto a maggioranza. Poi comincia la decisione per il motto e la non meno facile cucitura (tutta a mano naturalmente) della bandiera del corso stesso. Quindi l’attesa e mai scontata ratifica del nome, da parte dalla linea gerarchica superiore – a cominciare dal comandante alla classe tenente di vascello Alessandro Consoli fino al Capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio Valter Girardelli – che comunque arriva in tempi rapidi.

MOTTO

«Gli allievi hanno scelto questo nome – dice il post della Marina – per esaltare la forza d’animo e gli ideali che dovrà contraddistinguere ognuno di loro. La stessa forza che gli ha permesso di portare a termine un impegnativo anno a terra e un’ancora più impegnativa campagna estiva, che li ha visti spingersi fino alle terre d’Islanda e oltre, raggiungendo il Circolo Polare Artico, parallelo mai oltrepassato prima dal Vespucci».

Il motto scelto è «temprati dal ghiaccio, del mare i padroni». Una fedele fotocopia, non a caso, delle giornate trascorse in mare, tra cui una tratta non stop di 13 giorni tra le Azzorre e l’Islanda, con un oceano tutt’altro che amico. E la tappa successiva, suggestiva e impegnativa al tempo stesso, del periplo dell’Islanda oltre il Circolo polare artico, prima di puntare a sud verso il porto tedesco di Amburgo.

BANDIERA GRIGIA

Altro simbolo del corso Akraton è la bandiera cucita a mano dagli allievi. È di colore grigio, uno dei quattro colori con cui sono contraddistinti consequenzialmente i corsi dell’Accademia Navale. Verde, grigio, amaranto, blu. Una tradizione che accomuna spiritualmente gli appartenenti ad un corso dello stesso colore, anche di generazioni diverse. E che porta goliardicamente a ironizzare sui corsi con un colore diverso, ritenuti inferiori al proprio.

Sulla loro bandiera gli allievi hanno cucito – si legge ancora nel post della Marina – «un guerriero norreno che, stagliandosi fra i ghiacciai e i flutti, brandisce un’ascia e uno scudo, sul quale è raffigurato il Vegvisir, simbolo islandese inciso dai marinai. Sullo sfondo le sette stelle della corona boreale e le Colonne d’Ercole, simboli dei limiti superati dagli allievi. La prima rimanda al passaggio del Circolo Polare Artico, le seconde sono un riferimento allo Stretto di Gibilterra. Su una delle due colonne sono scolpite le coordinate 66 33 39 N, le più estreme raggiunte durante la campagna sul Vespucci».

FESTA A BORDO

Dopo l’annuncio ufficiale del nome del corso Akraton, sul Vespucci «scoppia» la festa degli allievi. Abbandonata per qualche tempo la divisa di bordo, è il momento di stare in maglietta e pantaloncini corti, gli stessi indispensabili per la serrata convivenza nel «conclave» in Terza Squadra. L’urlo esplode quando la bandiera del corso sventola sull’albero di maestra della nave. Sui volti sorridenti dei ragazzi spuntano pure truccature variopinte, tra la soddisfazione anche di tutto l’equipaggio di Nave Vespucci, da sempre orgoglioso di essere a fianco dei loro giovani «ospiti».

Negli occhi degli ufficiali di bordo, a cominciare dal comandante Roberto Recchia, anche l’evidentissimo ricordo delle «loro» campagne d’istruzione sul Vespucci al termine del primo anno di Accademia. Un improvviso flashback, tra orgoglio e commozione interiore, che rimanda a momenti indimenticabili di vita su quella nave. Gli stessi da cui non si distaccheranno mai da oggi gli allievi del nuovo corso Akraton.

 

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Sandro Addario

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