Salvadori (Confindustria): ecco le insostenibilità che Firenze non merita

Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze

Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze

FIRENZE – «Noi siamo l’Italia del fare, non del guardare e del sopravvivere. Siamo l’Italia che produce ricchezza, perché le vere fabbriche di benessere duraturo e di lavoro sono le imprese. Non i sussidi o le rendite di cittadinanza fatti a colpi di debito pubblico». Parte all’attacco Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, durante l’annuale assemblea dell’associazione che si tiene giovedì 5 ottobre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Un evento che solo nel titolo lancia messaggi ben precisi: «Insostenibilità».

INSOSTENIBILITÀ

«Il nostro presente non ci piace – dice Salvadori – perché il clima in cui viviamo è il meno adatto allo sviluppo delle nostre imprese. Come negli anni di piombo del terrorismo, questi sono gli anni di piombo della crisi da cui vogliamo uscire. Ma ci sono tante analogie. Uguale è la rissosità e la non-volontà di dialogo. Uguale l’ostinata voglia di protagonismo e la ricerca esasperata di polemiche e di divisioni. Uguale la delegittimazione dell’avversario, la costruzione del nemico da abbattere, la voglia di menare le mani, soprattutto quando non si hanno argomenti per il confronto». «Questa – attacca ancora Salvadori – è l’insostenibilità del nostro presente».

Il segnale va al governo, anzi ai governanti. «L’azione di governo – di qualsiasi governo – si misura dai risultati, non dagli obiettivi gridati o dai tweet. Il conflitto esasperato non serve a nessuno. Né a Bruxelles, né a Roma; né tantomeno a Firenze». Perché, secondo il presidente di Confindustria Firenze (il cui mandato scadrà nell’estate 2019) – «chi ha l’onere di governare non può indossare – a ore alterne – la casacca dell’uomo di sistema o dell’anti-sistema».

CAMBIAMENTO

Anche in tema di «governo del cambiamento» Salvadori non la manda a dire. «Noi imprenditori non temiamo il cambiamento; e lasciatemelo dire, neppure le rivoluzioni…

Quelle vere ovviamente! Quelle che rappresentano una sana rottura della continuità! Siamo abituati – noi sì – al governo del cambiamento, perché il mercato globale è fatto di svolte continue e repentine; e non fa prigionieri. Non saremo usciti vivi, altrimenti, dagli tsunami degli ultimi dieci anni. Che – solo a Firenze – sono costati quasi 40 miliardi di ricchezza prodotta; e hanno bruciato 33mila occupati. Numeri difficilmente recuperabili in questa situazione».

Ed è «solo la capacità degli imprenditori di stare dentro i cambiamenti che ha permesso all’Italia di restare la seconda potenza industriale d’Europa» come pure ha consentito «alla nostra Città Metropolitana di consolidare la sua posizione fra le prime cinque economie del Paese. Ma anche di rimanere – insieme a Bologna e Torino – la realtà dove il peso del manifatturiero sul PIL sfiora il 20%. Il più alto d’Italia».

Rivolgendosi al presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia – seduto in platea accanto alla vice presidente Antonella Mansi e al sindaco di Firenze Dario Nardella, Salvadori ha detto: « Firenze è al tuo fianco senza se e senza ma. A chi ha tentato di metterti una giacchetta hai ricordato che lo sviluppo non è né di destra, né di sinistra. Ma hai anche sottolineato che nessuno potrà toglierci la cittadinanza politica e il diritto di parola. Perché senza corpi intermedi – come diceva Montesquieu – si rompono le maglie della comunità».

AEROPORTO

Tornando infine alle «insostenibilità» Salvadori ha elencato quelle infrastrutturali fiorentine. Come l’aeroporto di Peretola, un’ «odissea che somiglia sempre più ad un grottesco minuetto: due passi avanti e tre indietro». «Non siamo interessati – aggiunge – a una riedizione della guerra del sale fra Pisa e Firenze. Per noi l’aeroporto è uno, articolato in due scali: è l’aeroporto della Toscana. Il Galilei – nelle condizioni attuali – è arrivato al massimo del proprio sviluppo di 7 milioni di voli». Da qui la constatazione che «l’unica crescita possibile per il sistema aeroportuale toscano è legata allo sviluppo di Peretola» dove non è più possibile «tollerare che dieci nodi di vento blocchino l’unica porta internazionale per milioni di toscani e per centinaia di migliaia di imprese toscane».

ALTA VELOCITÁ

Insostenibilità delle infrastrutture significa anche una stazione adeguata per l’Alta velocità.«Oggi abbiamo una voragine al posto della stazione – tuona Salvadori – mentre occorre una stazione che consentirà di liberare binari da destinare alla mobilità del territorio, rilanciando quella cura del ferro – richiamata anche dal Sindacato – per alleggerire la morsa del traffico su gomma».

TRAMVIA

E sulla tramvia Salvadori si rivolge al sindaco Nardella: «Regalaci un sogno. C’è una parte del territorio che al momento è rimasta scoperta dai collegamenti tramviari. È l’area produttiva più importante della provincia: Osmannoro. In soli 4 km quadrati quell’area produce 4 miliardi di fatturato e un miliardo di valore aggiunto. Vi lavorano ogni giorno 12.000 persone, a cui aggiungere i visitatori e i clienti dei centri commerciali».

La richiesta di Confindustria Firenze è quella di prolungare una delle linee della tramvia, che passi dall’Osmannoro. «Abbiamo sviluppato già alcune ipotesi di tracciato – dice Salvadori – e siamo pronti a commissionare uno studio di pre-fattibilità».

ELEZIONI

«Il 2019 – ricorda Salvadori – sarà un anno elettorale. Oltre alle europee, andranno alle urne gran parte dei nostri comuni metropolitani. E ci saranno i rinnovi della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio». Ma le «varie campagne elettorali si sono già aperte nel modo peggiore: con i fari puntati sul chi farà cosa; non sulle cose da fare». «A noi non interessa il toto-candidature. Ci servono persone che sentano il dovere morale – prima che politico – di fare le cose necessarie perché la nostra Firenze metropolitana abbia il posto che merita non solo per la ricchezza del suo passato, ma per le sue capacità contemporanee». Perché non va dimenticato – conclude Salvadori tra gli applausi – che «la posta in gioco non è perdere le elezioni, ma perdere Firenze».

L’INTERVENTO DI BOCCIA (AUDIO)

Nel suo intervento al termine dell’assemblea, anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia non ha risparmiato frecciate al governo. «Non si può fare l’antisistema il lunedì, il governo il martedì, l’opposizione il mercoledì: occorre uscire dall’ambiguità». Ha quindi aggiunto che «non abbiamo preconcetti e pregiudizi con nessuno. Siamo no-partisan, siamo equidistanti dai partiti, non dalla politica. Ma non siamo un partito, non ci candideremo a nulla, non siamo concorrenti di nessuno». Sul tema dell’Europa Boccia ha aggiunto di «auspicare che la campagna elettorale per le europee non si svolga su ”Europa sì, Europa no” ma su come l”Europa deve cambiare».

QUI L’AUDIO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE BOCCIA

 

IMPRESE PREMIATE

Premiate le imprese associate che hanno raggiunto il 30° anno di iscrizione a Confindustria Firenze. Ecco i nomi delle aziende e dei loro rappresentanti, che hanno ricevuto una targa dai presidenti Boccia e Salvadori (vedi FOTO sotto):

  • Ekamont Italia spa – Andrea Manganelli
  • Firenze Parcheggi spa – Carlo Bevilacqua
  • P.T. Color srl – Fabio Falciani
  • Stefano Ricci spa – Niccolò Ricci
  • Zeus Iba srl – Paolo Grechi

 

CHI C’ERA ALL’ASSEMBLEA (FOTOGALLERY)

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Sandro Addario

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