Firenze, Forze Armate e Università celebrano il 4 novembre (FOTO)

Alzabandiera solenne in piazza Santa Croce per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Alzabandiera solenne in piazza Santa Croce per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

FIRENZE – Celebrato a Firenze il 100° anniversario della fine della 1ª Guerra Mondiale da Forze Armate e Università. La cerimonia militare in quella stessa piazza Santa Croce che 52 anni fa, il 4 novembre 1966, era invasa da metri di acqua della tragica alluvione che colpì al cuore la città. In quel luogo si sono ritrovate le massime autorità civili e militari di Firenze per celebrare il Giorno dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate (scheda). La commemorazione ha quindi avuto anche un’inedita e seguitissima appendice nell’aula magna del Rettorato dell’Università degli Studi, dove lo storico Sandro Rogari ha tenuto una ‘lectio magistralis’ sul tema «1918-2018 guerra e pace».

ALZABANDIERA

Cerimonia dell’alzabandiera solenne quella in piazza Santa Croce, dove era schierata una compagnia interforze di Esercito, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Militare e Infermiere Volontarie della Croce Rossa.

Sull’altro lato della piazza rappresentanze delle Associazioni d’Arma, della Polizia di Stato e dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro tra i decorati al valor militare.

Tra le autorità il prefetto Laura Lega, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il questore Alberto Intini con tutti i vertici militari cittadini guidati dal generale di divisione Pietro Tornabene, comandante del Presidio militare e dell’Istituto Geografico dell’Esercito. Presente anche il comandante dei vigili del fuoco Claudio Chiavacci. Dopo la lettura dei messaggi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, è stata deposta una corona d’alloro sotto l’asta della bandiera tricolore a ricordo dei Caduti di tutte le guerre.

VALORE DELLA MEMORIA

Nel suo intervento di saluto il prefetto Lega ha tra l’altro ricordato il senso di unità nazionale uscito dal pur tragico primo conflitto mondiale, che vide per la prima volta uno accanto all’altro soldati provenienti da regioni e abitudini diverse. Oggi come allora un grazie – ha detto il prefetto – va al quotidiano impegno di tutti le donne e uomini in divisa a favore della sicurezza dei cittadini.

Il ricordo del sacrificio dei militari italiani che «lasciarono tutto e morirono per la Patria» non va dimenticato ha detto il generale Tornabene a nome dei colleghi del Presidio. «Perché l’uomo dimentica facilmente e la memoria può essere falsificata. La vera sfida, ora come allora, è approfondire e ripercorrere la storia. Nella consapevolezza che il miglior antidoto per impedire il ripetersi di eventi tragici è quello di studiare e comprendere ciò che è stato, affinché sia monito ad un operare etico».

UNIVERSITÀ

Gremita al limite della capienza l’aula magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze per la ‘lectio magistralis’ tenuta successivamente dal professor Sandro Rogari, storico e già preside della facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri. Salutato dal Rettore Luigi Dei e quindi dal prefetto Lega, Rogari ha trattato il tema «1918-2018 guerra e pace. Europa e Italia dalla catastrofe all’Unione». Una panoramica di un secolo partito «con una guerra devastante e una pace punitiva» attraverso «sanzioni insostenibili» verso i perdenti. Per arrivare rapidamente alla depressione del 1929 che coinvolse tutti «secondo i processi di un mondo già globalizzato».

Quindi la tragedia del secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra il lento e faticoso avvio di un processo di integrazione europea fatto di veti e priorità nazionaliste. «La casa Europa – ha concluso Rogari – deve darsi una voce politica autonoma e condivisa. Finché il clamore dei singoli stati sormonterà questa voce comune e condivisa, i mostri totalitari del XX secolo, generati dalla Grande Guerra, non saranno definitivamente delegati nell’archivio della storia». (Qui il testo integrale della lezione del professor Rogari).

 

FOTOGALLERY IN PIAZZA SANTA CROCE

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Sandro Addario

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