Trovato il sottomarino argentino Ara San Juan dopo un anno di ricerche

Il sottomarino argentino Ara San Juan scomparso in Atlantico nel 2017 è stato individuato dopo un anno

Il sottomarino argentino Ara San Juan scomparso in Atlantico nel 2017 è stato individuato dopo un anno

BUENOS AIRES – Dopo un anno esatto è stato localizzato il relitto del sottomarino argentino Ara San Juan, disperso nell’Oceano Atlantico meridionale dal 15 novembre 2017. Lo ha comunicato via Twitter la Marina militare argentina (Armada Argentina) poco dopo la mezzanotte di sabato 17 novembre 2018. «Il Ministero della Difesa e l’Armada Argentina informano – dice il Tweet – che dopo investigazioni effettuate sul punto d’interesse 24 come riferito da Ocean Infinity, mediante l’osservazione con un Rov (veicolo di osservazione remota) a 800 metri di profondità, è stata data identificazione positiva per il sottomarino Ara San Juan».

IL CONTATTO

Il sottomarino Ara San Juan è stato individuato venerdì 16 novembre dalla nave Seabed Constructor, della compagnia americana Ocean Infinity, arrivata sul posto alle 22,23 di venerdì 16 novembre. Le 2,23 di sabato 17 ora italiana. Il sottomarino si trova a circa 600 chilometri dal porto di Comodoro Rivadavia, nell’Argentina meridionale a oltre 1700 chilometri a sud di Buenos Aires. Lì è presente il centro operativo allestito per le ricerche dell’unità affondata.

Secondo quanto riporta il sito on-line argentino Infobae.com la società Ocean Infinity «aveva considerato che si trattasse di un “contatto di tipo C”, cioè simile a un sottomarino a causa delle sue dimensioni. Lungo 60 metri, come ha confermato una fonte ufficiale dell’Armada Argentina». Il ritrovamento sembra sia avvenuto proprio l’ultimo giorno in cui la nave Seabed Constructor aveva pianificato la sua attività di ricerca prima di sospenderla fino a febbraio per problemi di manutenzione.

L’Ara San Juan, con 44 marinai a bordo, non ha più risposto alle chiamate da mercoledì 15 novembre alle 7,30, le 12,30 in Italia. La sua ultima posizione conosciuta era a circa 420 km dalla costa argentina, mentre – superate le isole Falkand – si stava dirigendo a nord verso la base militare del Mar del Plata. Era salpato lunedì 13 novembre 2017 dalla base di Ushuaia nella Terra del Fuoco, la città più a sud del mondo.

I GUAI COMINCIANO ORA

Se la notizia del ritrovamento è una cosa positiva nessuno si nasconde che ora cominciano altri problemi seri per molti. Il recupero del sottomarino a quelle profondità è costoso ma possibile. È quello su cui si batteranno fino all’ultimo i familiari delle 44 vittime, per riportare a casa i pur pochi e forse irriconoscibili resti dei loro cari. Intanto, a quanto si apprende, il costo chiesto dalla Ocean Infinity all’Argentina per le ricerche del sottomarino è di circa 7,5 milioni di dollari.

L’operazione di recupero non è impossibile. Non con unità militari, normalmente attrezzate per il salvataggio di equipaggi, ma con navi e strumentazioni «civili». Tutto dipende dal peso e dalle dimensioni del sommergibile, ma l’operazione è tecnicamente fattibile se si pensa che esistono veicoli filoguidati in grado di operare anche fino a 3500 metri di profondità.

Nel frattempo colpisce anche che il presidente argentino Mauricio Macri (tra meno di 1 anno dovrà affrontare le elezioni presidenziali fissate per il 27 ottobre 2019) non abbia ancora commentato immediatamente la notizia del ritrovamento dell’ Ara San Juan neppure con un tweet. Il problema è uno solo. Dentro lo scafo del sottomarino non ci sono solo 44 cadaveri, ma tanti segreti che per qualcuno sarebbe forse meglio restino in fondo al mare.

 

L'area dove è stato trovato il sommergibile Ara San Juan

L’area dove è stato trovato il sommergibile Ara San Juan

 

 

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Sandro Addario

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