Si avvicina la Festa della Bandiera Tricolore 2019 ma pochi lo ricordano

Il presidente Mattarella a Reggio Emilia nel 220° anniversario dela Bandiera Tricolore

Il presidente Mattarella a Reggio Emilia nel 2017 per il 220° anniversario dela Bandiera Tricolore

ROMA – Si avvicina la festa della Bandiera Tricolore, uno dei quattro simboli della Repubblica Italiana, ma pochi se lo ricordano. Anche chi dovrebbe, per compito istituzionale. Il 7 gennaio di ogni anno è la Giornata Nazionale della Bandiera, nella ricorrenza della nascita del Tricolore avvenuta nel 1797 a Reggio Emilia per volontà del parlamento della Repubblica Cispadana.

Poche e sporadiche finora le manifestazioni organizzate, istituzionali o spontanee, per diffondere la memoria di uno degli eventi più importanti della storia dell’identità nazionale italiana. E non solo perché il 7 gennaio ha la «sfortuna» di coincidere proprio con il giorno della ripresa di tutte le attività dopo le vacanze natalizie e di inizio anno, Befana compresa. Il problema vero è che sono ancora pochi coloro che se lo ricordano o che se lo vogliono ricordare. Ma, come è noto, senza memoria non c’è futuro.

Fa eccezione, da sempre, la città di Reggio Emilia, dove alle celebrazioni del 7 gennaio promosse dal Comune non è mai mancata la presenza delle massime cariche dello Stato. Presidenti della Repubblica, presidenti dei due rami del Parlamento. Nel 2018 fu la volta anche dell’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Nel resto d’Italia ci si limita – quando va bene – a esporre le bandiere italiana ed europea negli edifici pubblici. E non sempre nella maniera corretta prevista dalla normativa vigente. Con l’aggravante che non di rado i vessilli esposti al pubblico sono vecchi, strappati, scoloriti. In una parola più che il simbolo nazionale appaiono vittime del degrado del tempo di cui nessuno si cura.

APPELLO DELL’ ANCRI

Da qui l’appello rivolto dall’Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) a tutti i suoi associati in Italia e all’estero per promuovere iniziative in occasione del 222° anniversario della nascita del Tricolore del prossimo 7 gennaio 2019.

«Cosa organizzerete in gennaio per celebrare il Tricolore?» hanno chiesto Tommaso Bove e Domenico Garofalo (presidente e vice presidente Ancri) in una circolare inviata ai vertici delle 20 delegazioni regionali e 65 sezioni territoriali dell’Associazione che raduna gli insigniti al Merito della Repubblica: cavalieri di gran croce, grandi ufficiali, commendatori, ufficiali, cavalieri. Tante persone in tutta Italia, che sono state ricompensate con una delle più importanti onorificenze della Repubblica per «benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari». Tante persone che sono orgogliose di indossare il distintivo, ottenuto insieme alla medaglia e al decreto firmato dal Capo dello Stato.

Analogo invito a promuovere nel mese di gennaio 2019 ogni possibile iniziativa per rendere omaggio al Tricolore è stato rivolto dall’Ancri alle proprie 12 delegazioni estere presenti in Albania, Argentina, Cipro, Francia, Germania, Libano, Malta, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. Tutto questo nell’ambito dei progetti Ancri «Viaggio tra i valori e i simboli della Repubblica» e «Decoro del Tricolore» che l’Associazione sta portando avanti da tempo.

La Bandiera Tricolore sul Palazzo del Quirinale

La Bandiera Tricolore sul Palazzo del Quirinale

 

DECORO DELLA BANDIERA

Sulla necessità della vigilanza sul decoro della Bandiera i vertici territoriali dell’Ancri sono intanto in contatto con Francesco Tagliente, già prefetto di Pisa e questore a Roma e Firenze, delegato ai rapporti istituzionali dell’associazione.

«Negli ultimi anni – dice Tagliente – accade sempre più frequentemente di vedere Bandiere offese indecorosamente sino al punto da sembrare solo un pezzo di stoffa di tre colori. Il Tricolore è il simbolo dell’unità nazionale e dovrebbe rappresentare per tutti l’orgoglio di essere italiani. Non c’è spettacolo più avvilente per un cittadino che vedere la Bandiera della propria nazione logora, sporca o addirittura stracciata».

«Nella nostra Costituzione (art.12) – ricorda Tagliente – c’è scritto che la Bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano. Poi c’è il Regolamento sulla disciplina dell’uso delle Bandiere (D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121) che dispone che ‘le Bandiere vanno esposte in buono stato e correttamente dispiegate’ e, ancora, che ogni ente deve designare i responsabili alla verifica della esposizione corretta delle Bandiere. Purtroppo, queste belle prescrizioni sono prive di sanzione e nessuno, salvo rari casi, si è mai degnato di occuparsene».

«Se non rispettiamo il decoro della nostra Bandiera – conclude il prefetto Tagliente – come potremmo parlare di decoro urbano, di educazione al rispetto e alla legalità? Con quale autorevolezza potremmo presentarci ai giovani per parlare di rispetto dei valori? Cosa risponderemmo a chi ci dovesse contestare la scarsa attenzione per questi valori?».

 

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Sandro Addario

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