Una donna carabiniere è il «soldato del mese» in Kosovo

Il carabiniere Roberta Rossi, tra il colonnello Ruggiero Capodivento (a sin.) e il generale Lorenzo D'Addario, comandante Nato in Kosovo

Il carabiniere Roberta Rossi, tra il colonnello Ruggiero Capodivento (a sin.) e il generale Lorenzo D’Addario, comandante Nato in Kosovo

PRISTINA (Kosovo) – È una donna carabiniere il «soldato del mese» della missione Nato Kfor in Kosovo. Si tratta del carabiniere Roberta Rossi, 27 anni, originaria di Terracina (Lt) ed in forza alla Legione Carabinieri Toscana. È addetta all’infermeria della caserma Baldissera a Firenze, sede del comando Legione e del VI Battaglione Toscana.

Il riconoscimento, per il mese di Novembre 2018, le è stato consegnato dal generale di divisione Lorenzo D’Addario, comandante della missione Kfor (Kosovo Force) dal 28 novembre scorso e già comandante della Brigata Paracadutisti Folgore. Presente alla consegna del riconoscimento il colonnello Ruggiero Capodivento, comandante del Reggimento Msu (Multinational Specialized Unit), l’unità specializzata dei Carabinieri presente in Kosovo con compiti di addestramento delle forze di polizia locale e di controllo del territorio.

MISSIONE KOSOVO

Per il carabiniere Rossi quella nei Balcani è la prima missione all’estero. Arruolata nell’Esercito a 23 anni è poi transitata nell’Arma dei Carabinieri nel 2016. Ha lasciato Firenze nel luglio 2018 per essere assegnata – quale infermiera specializzata – all’infermeria del Reggimento Msu a Pristina, che svolge attività di Role 1, il punto sanitario di primo livello nell’organizzazione Nato per le attività sanitarie d’emergenza per la raccolta dei militari feriti e traumatizzati, con funzioni di pronto soccorso e stabilizzazione dei pazienti prima o durante l’evacuazione a strutture sanitarie di livello superiore. A gennaio 2019 Rossi terminerà la missione in Kosovo e rientrerà a Firenze.

Il carabiniere Roberta Rossi – si legge in una nota – «si è sempre distinta per la sua assoluta competenza e totale dedizione al servizio, non solo nel suo specifico settore d’impiego. (…) Ha attivamente partecipato alla buona riuscita dei servizi del suo Reggimento nell’area kosovara, sposando appieno gli obiettivi prefissati da MSU nel delicato contesto, suscitando il plauso sia dei colleghi che delle popolazioni locali». «In particolare – prosegue la nota – ha fornito il proprio contributo anche a margine di attività Civil Military Cooperation (Cimic) la funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi».

 

 

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Sandro Addario

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