Immigrati italiani in Brasile, 145 anni fa i primi arrivi

Una storica immagine di migranti italiani verso il Brasile

Una storica immagine di migranti italiani verso il Brasile

SAN PAOLO – Il Brasile non dimentica i primi immigrati italiani che arrivarono nel paese sudamericano alla fine dell’800, dando vita ad una comunità sempre più numerosa e attiva. Una legge del 2008 ha stabilito che il 21 febbraio sia il «Dia Nacional do Imigrante Italiano» (Giornata nazionale dell’immigrato italiano). Un’occasione per tutta la comunità di oriundi italiani per sentirsi ancora una volta vicini all’Italia, terra d’origine dei propri antenati. Si calcola che oggi siano circa 30 milioni i brasiliani discendenti di italiani, che vivono soprattutto nelle regioni meridionali e sudorientali del paese.

Tra le iniziative di quest’anno 2019, una commemorazione ufficiale della ricorrenza si è svolta presso la Camera dei deputati del Brasile, promossa dal Gruppo di amicizia parlamentare Brasil – Itália. Sono intervenuti oltre una ventina di membri della Camera, rappresentanti di una pluralità di partiti e Stati di provenienza. Tutti hanno ricordato le proprie origini italiane nonché il legame di amicizia, il comune patrimonio storico ed umano, così come la cooperazione oggi esistente in tutti i settori tra il Brasile e l’Italia.

Era presente l’ambasciatore d’Italia Antonio Bernardini, che ha sottolineato l’importanza della commemorazione per la memoria della relazione tra i due paesi. «Con questa celebrazione – ha detto – diamo corpo e voce ad una memoria che si colloca alle radici del nostro comune patrimonio storico ed umano. Milioni di italiani sono venuti qui alla ricerca di un futuro e hanno dato tutto il loro impegno per costruire il futuro di questo grande Paese che è il Brasile. Se dovessi esprimere questo concetto con una parola soltanto, direi che si colloca alle radici stesse della nostra identità». Nell’occasione è stata presentata anche la traduzione brasiliana di «In alto mare», il libro scritto da Edmondo De Amicis nel 1889 con il nome originale «Sull’oceano» – oggi tradotto da Adriana Marcolini – considerato il primo romanzo dell’immigrazione italiana nelle Americhe.

A San Paolo in particolare le attrazioni della festa del 21 febbraio si tengono nei quartieri Bela Vista, Brás e Mooca, dove vivono la maggior parte di italiani e oriundi. Nelle scuole di lingua italiana si svolgono conferenze sulla storia dell’immigrazione. Molti gli spettacoli, danze tipiche, funzioni religiose in italiano nella chiesa di Nossa Senhora Achiropita, dal nome della cattedrale di Nostra Signora di Achiropita a Rossano Calabro, uno dei principali luoghi di provenienza dei primi immigrati italiani in Brasile. Ma non mancano eventi gastronomici con le ricette dei «nonni» immigrati, che fa sentire ovunque il sapore d’Italia.

CIRCOLO ITALIANO

Viva partecipazione alla Giornata degli immigrati anche presso il frequentatissimo Circolo Italiano di San Paolo che ha sede al primo piano dell’Edificio Italia, uno dei grattacieli più alti e famosi della metropoli. «Abbiamo organizzato una serata sulla migrazione italiana nello stato di San Paolo curata dallo storico Angelo Trento» dice al telefono il vice presidente del Circolo Giovanni Manassero che vive in Brasile dal 1971. «Quello che ci ha colto di sorpresa – aggiunge nella sua irrinunciabile cadenza piemontese ma con la voce quasi rotta dall’emozione – è che tra gli oltre 300 presenti ci fossero tanti giovani. Sono le nuove generazioni di discendenti degli immigrati italiani, che vogliono conoscere le loro origini. Non è un caso che sono in continuo aumento anche le iscrizioni ai corsi di lingua italiana».

 

Edifício Itália nel cuore di San Paolo

Edifício Itália nel cuore di San Paolo

 

Aumenta l'insegnamento della lingua italiana in Brasile

Aumenta l’insegnamento della lingua italiana in Brasile

SAN PAOLO ITALIANA PER UN QUARTO

Secondo il Fanfulla, lo storico giornale degli italiani in Brasile dal 1893, «oggi si calcola che siano circa 5 milioni gli italiani e loro discendenti che vivono nella Grande San Paolo». Quasi un quarto della popolazione (21 milioni di abitanti) che vive nell’area metropolitana. In tutto lo stato di San Paolo gli italo-brasiliani sono 13 milioni su 45 milioni di abitanti, mentre in tutto il Brasile il numero sale a 22 milioni su una popolazione complessiva di 210 milioni.

IL PRIMO ARRIVO 145 ANNI FA

Perché la giornata degli immigrati italiani cade il 21 febbraio? È il giorno in cui nel 1874, esattamente 145 anni fa, arrivò nel porto di Vitória, nello stato di Espírito Santo, il veliero francese «La Sofia» partito da Genova quasi due mesi prima, il 3 gennaio. A bordo c’erano quasi 400 famiglie in cerca di un futuro. Provenivano nella maggior parte dal Meridione d’Italia, San Giovanni in Fiore, Cosenza, Potenza, Salerno, quasi tutti di estrazione contadina. Nelle successive ondate di arrivi ci furono anche molti veneti che raggiunsero lo stato di Santa Catarina a sud.

A quel tempo, il Brasile stava importando manodopera e l’accoglieva senza problemi. Dal 1870 al 1920 arrivarono oltre 1,4 milioni di immigrati italiani. Molti andarono a lavorare nelle piantagioni di caffè; altri vivevano in insediamenti, principalmente nella regione meridionale. Altri ancora andarono nelle città di São Paulo e Rio de Janeiro, dove vennero impiegati nella nascente industria e commercio.

Sul sito Ansa Brasil è stato pubblicato un video che ricorda l’arrivo degli immigrati italiani in Brasile

 

Quando il Brasile cercava immigrati

Quando il Brasile cercava immigrati

 

———–

 

Si ringrazia la Camera di Commercio Italo Brasiliana di San Paolo per la cortese collaborazione alla redazione di parte di questo articolo

 

 

Tags: ,

Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

  • Avatar

    Alessandro Gentili

    |

    Finalmente una chiara distinzione tra migrazione ed invasione! Merita un’attenta e integrale lettura questo articolo. Furono 1.400.000 gli italiani avviati in Brasile (si badi bene) col consenso di quello Stato e con la prospettiva di affrontare un duro lavoro che però porterà molti di quegli italiani a conseguire benessere e spesso posizioni di grande importanza, cosi come avverrà pure in Argentina, Venezuela, USA e Canada. Lo stesso non avverrà nei paesi europei che “schiavizzarono” gli sventurati immigrati destinati a lavoro durissimo con poche possibilità di emergere. Per chi volesse approfondire la materia sarebbe preziosa la visita al Museo italiano dell’Emigrazione realizzato all’interno dell’altare della Patria a Piazza Venezia a Roma. Alessandro Gentili

    Reply

Lascia un commento

Logo Osservatore

Osservatore Libero

Oltre la Cronaca. News, report e commenti
Chi siamo

Seguici su:

Collegati

Privacy Policy

Previsioni Meteo a cura dell’Aeronautica Militare