Firenze, consegnati a 5 neolaureati i premi Tindari Baglione 2019

Premiati al Palazzo di Giustizia i vincitori del Premio Tindari Baglione 2019
Premiati al Palazzo di Giustizia i vincitori del Premio Tindari Baglione 2019

FIRENZE – Premiati al Palazzo di Giustizia di Firenze cinque neo laureati in giurisprudenza con il massimo dei voti. Sono i vincitori della 2ª edizione del Premio Tindari Baglione, nel nome del magistrato fiorentino già Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze, scomparso prematuramente nel 2015.

I nomi dei premiati

Questi i nomi dei neodottori premiati: Giovanni Aversente (Corigliano-Rossano CS), Elena Escriva (Empoli), Giulia Lapi (Rufina), Bianca Mazzetti (Vernio), Marta Pascale (San Miniato). A premiarli, nel corso della cerimonia di mercoledì 12 giugno, sono stati i vertici della magistratura fiorentina e dell’Università degli studi, rispettivamente guidati dalla presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano e dal rettore Luigi Dei.

Da sin. Marta Pascale, Elena Escriva, la signora Anna Maria Baglione, Bianca Mazzetti, Giulia Lapi, Giovanni Aversente
Da sin. Marta Pascale, Elena Escriva, la signora Anna Maria Baglione, Bianca Mazzetti, Giulia Lapi, Giovanni Aversente

L’iniziativa è del Comitato Culturale Tindari Baglione, costituito nel 2017 per promuovere attività culturali e sociali a sostegno della formazione dei giovani, presieduto da Anna Maria Baglione consorte del Procuratore generale scomparso. I vincitori del Premio 2019 hanno ricevuto un assegno di 2000 euro ciascuno, grazie al sostegno di Confindustria Firenze, Intesa Sanpaolo, Rosss spa, Lineapiù Italia spa. Al bando di concorso, indetto dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze e riservato ai neolaureati nel 2018 e nei primo bimestre 2019, hanno risposto 29 candidati (19 donne, 10 uomini).

Intervista ai neo premiati (VIDEO)

Il messaggio del Ministro della Giustizia

In un messaggio al Comitato promotore il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede «da avvocato e, ancor prima, da studente della facoltà di giurisprudenza proprio a Firenze» dichiara di «condividere pienamente il senso e la finalità della vostra iniziativa». «Premiare il merito – dice Bonafede – sostenere il talento, favorire l’affermarsi di una solida e consapevole cultura giuridica sono tutti obiettivi di primaria rilevanza non solo per gli studenti che beneficeranno dell’assegnazione dei premi di studio ma, più in generale, per l’intera collettività sociale». «La figura di Tindari Baglione, rigoroso studioso del diritto e appassionato servitore delle istituzioni e della giustizia – conclude il ministro della Giustizia – costituisce un saldo riferimento per tutti i giovani impegnati nel percorso universitario e per quelli che si accingono a iniziare l’attività professionale».

Leggi qui il testo completo della lettera del ministro Bonafede.

Il metodo del dubbio

Rivolgendosi ai premiati che ora si trovano all’inizio della loro vita professionale, la presidente Cassano li ha esortati tra l’altro a non dimenticare come il ruolo del giurista «incide in modo particolare sulla vita degli altri». «Necessario quindi – ha detto Cassano – applicare con la necessaria umiltà il metodo del dubbio perché non devono esistere verità asserite e soluzioni preconfezionate. Deve invece sempre prevalere il rispetto per la persona e dei valori di cui ciascuno è portatore».

Aula 31 del Palagiustizia durante l'intervento della Presidente della Corte d'Appello Margherita Cassano
Aula 31 del Palagiustizia durante l’intervento della Presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano

«I banchi delle scuole e le lavagne delle università – ha sottolineato il rettore Dei – oggi sono ancora più indispensabili di ieri, perché la ridda di dati che scorrono su schermi e telefonini rende indispensabile lo spirito critico, la ragione puntigliosa, l’analisi tipica della ricerca scientifica». «Oggi – ha proseguito Dei – è una bellissima giornata per esaltare questo spirito critico e perché siamo in tanti qui a festeggiare ed esaltare il primo lavoro di ricerca di questi giovani, quella ricerca che punta solo alla verità senza pregiudizi».

Alla cerimonia di consegna dei premi 2019, nell’aula 31 del Palazzo di Giustizia, erano presenti tra gli altri il procuratore generale presso la Corte d’Appello Marcello Viola, l’avvocato generale Fabio Maria Gliozzi, la presidente del tribunale di Firenze Marilena Rizzo, il procuratore capo Giuseppe Creazzo, il direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università Patrizia Giunti. Tra gli ospiti la vice presidente della Regione Toscana Monica Barni, il questore Armando Nanei, il colonnello Giuseppe De Liso comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Carlo Levanti comandante provinciale ad interim della Finanza, il comandante della Polizia Municipale Alessandro Casale.

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Sandro Addario

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