Guardia di Finanza, da 245 anni al servizio della sicurezza economica

L'elicottero AW 169 con la nuova livrea della Guardia di Finanza
L’elicottero AW 169 con la nuova livrea della Guardia di Finanza

ROMA – Gli occhi di tutti erano puntati non solo alla Bandiera della Guardia di Finanza, protagonista della celebrazione del 245° anniversario del Corpo a Roma. Gli sguardi, venerdì 21 giugno, si sono concentrati sul nuovo comandante generale Giuseppe Zafarana, subentrato dal 25 maggio al predecessore generale Giorgio Toschi, nominato poi Consigliere di Stato dall’11 giugno. Per Zafarana non è stata una festa del Corpo come tante altre. Di fatto è stata la celebrazione ufficiale del cambio di comando, dal momento che l’insediamento del 25 maggio si era svolto con una  breve cerimonia interna. La vicinanza delle elezioni del giorno dopo (26 maggio), l’imminente festa della Repubblica (2 giugno) e la successiva ricorrenza dell’anniversario delle Fiamme Gialle (21 giugno) avevano suggerito di celebrare il cambio di comando in un’unica occasione. 

Il passaggio simbolico della Bandiera di guerra della Finanza è avvenuta dunque con un mese di ritardo dalle mani del generale Toschi, 63 anni (che dopo un mese in borghese si è rimesso in divisa per l’occasione), a quelle del più giovane – 56 anni – generale Zafarana.

Giornata piena di cerimonie istituzionali quella del 21 giugno a Roma, con la «festa» della Finanza al mattino e l’insediamento del nuovo capo di stato maggiore della Marina militare nel pomeriggio. Con tante autorità che in poche ore si sono spostate da una parte all’altra della capitale.

Il generale Zafarana (a destra) riceve la Bandiera della Finanza dal generale Toschi
Il generale Zafarana (a destra) riceve la Bandiera della Finanza dal generale Toschi

La cerimonia

Il 245° compleanno della Finanza è stato celebrato all’interno del Centro Logistico Sportivo delle Fiamme Gialle di Villa Spada. La brigata di formazione, comandata dal generale Vito Straziota ha retto egregiamente per oltre 2 ore con almeno 40 gradi di temperatura sotto il sole a picco. Schierati due battaglioni con le rappresentanze di ogni specialità del Corpo e la banda della Guardia di Finanza celebre a livello internazionale.

Le istituzioni erano presenti ai massimi livelli. Dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, al ministro Giovanni Tria seduto accanto al vice premier Matteo Salvini, alla vice presidente della Camera Mara Carfagna, al ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Dall’altro lato del palco il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, al presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il vice premier Luigi Di Maio, il capo di stato maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli.

Giornata piena di cerimonie istituzionali quella del 21 giugno a Roma, con la «festa» della Finanza al mattino e l’insediamento del nuovo capo di stato maggiore della Marina militare nel pomeriggio. Con tante autorità che in poche ore si sono spostate da una parte all’altra della capitale.

Interventi mirati

«Sono 1.519.033 gli interventi ispettivi conclusi dai Reparti della Guardia di Finanza – è stato ricordato – tra il gennaio  del 2018 e il maggio  del 2019. Nello stesso periodo sono state 97.247 le indagini delegate  al Corpo dalla magistratura ordinaria e contabile. Cifre, queste, che danno il senso dell’intensificazione delle attività della GdF contro i più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria».

«Interventi mirati – si legge in una nota – indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio, ulteriormente migliorata, quest’ultima, in ragione della potenziata interazione tra le banche dati a disposizione e all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria». In altre parole, non controlli a tappeto dove la maggior parte dei destinatari possono risultare solo evasori di piccolo cabotaggio ma indagini mirate per colpire al cuore fenomeni di illegalità diffusa a danno dei cittadini onesti.

Solo nel contrasto all’economia sommersa sono stati individuati 13.285 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente 3,4 miliardi di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 8.032 datori di lavoro per aver impiegato 42.048 lavoratori in “nero” o irregolari.

Principali operazioni e indagini

Nella scheda allegata, diffusa dal Comando Generale della Guardia di Finanza, sono indicate le principali operazioni di servizio delle Fiamme Gialle nel periodo gennaio 2018 – maggio 2019.

Prima della cerimonia per i 245 anni del Corpo, i generali Zafarana e Toschi si erano recato all’Altare della Patria a Roma, per deporre una corona d’alloro al Milite Ignoto a nome di tutti i Finanzieri d’Italia.

ENCOMI

È stato concesso un encomio solenne a quattro militari, il Capitano Marco Carrozzino, il Maresciallo Aiutante Gerardo Fattoruso, il Maresciallo Ordinario Roberto Lupo e il Maresciallo Ordinario Alessandro Bassi per le complesse indagini svolte nei confronti di società affiliate ad un gruppo multinazionale.

È stato poi il turno del Luogotenente Carmine Grazioli, del Maresciallo Ordinario Enrico Baldino, del Maresciallo Ordinario Nicola Polcino e dell’Appuntato Scelto Giancarlo Lillo, premiati per le investigazioni condotte nei confronti di persone sospettate di rappresentare gli interessi economici di una cosca “mafiosa” operante nel capoluogo siciliano.

Encomio solenne anche per il Tenente Tommaso Napolitano, il Maresciallo Ordinario MareBruno Mangraviti, il Brigadiere Capo Mare Giovanni Testa e il Finanziere Scelto MareRolando Spinola per aver intercettato, quali appartenenti a un pattugliatore in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, un’imbarcazione coinvolta in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti via mare.

È stata poi la volta del Tenente Colonnello Andrea Bello, del Luogotenente Maurizio Remediani, del Maresciallo Aiutante Luigi Carnevale e del Maresciallo Aiutante Marco Petroccia, ricompensati con encomio solenne per avere ideato ed elaborato una specifica attività di analisi e un correlato piano di controlli per il contrasto delle frodi in danno al bilancio dell’Unione europea.

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Sandro Addario

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