Polizia di Stato, le nuove «stellette» ispirate alle formelle del Ghiberti

Dalle stellette (a sin.) alle formelle: ecco un esempio della nuova spallina del grado di Vice Questore

FIRENZE – Addio alle stellette per distinguere i gradi sulle divise di dirigenti e funzionari della Polizia di Stato. Dal 12 luglio i poliziotti in divisa portano nuovi segni distintivi sulle spalline. Da agente a dirigente generale hanno ora tutti nuovi gradi, di segno marcatamente «civile» come previsto dalla legge 121 del 1981 che smilitarizzò la Pubblica Sicurezza, facendola diventare Polizia di Stato.

La novità principale è che, al posto delle stellette che hanno sempre contraddistinto i gradi da commissario capo a dirigente generale,  arrivano ora le «formelle» , una rivisitazione – si legge in una nota della Questura di Firenze – «di quella realizzata dallo scultore quattrocentesco Lorenzo Ghiberti per la realizzazione della porta del Battistero di San Giovanni a Firenze».

L’AQUILA SU TUTTE LE SPALLINE

Altra novità nei nuovi distintivi è la presenza dell’aquila, adottata nell’ottobre del 1919 durante il governo Nitti e da cento anni emblema distintivo della Polizia. Un simbolo che dal 12 luglio appare sotto i plinti (da agente scelto ad assistente capo coordinatore), come pure sotto i rombi (da vice sovrintendente a sovrintendente capo coordinatore). È presente anche sotto i pentagoni che contraddistinguono i vari gradi da vice ispettore a ispettore capo nonchè sotto la (unica) formella degli ispettori superiori, sostituti commissari e sostituti commissari coordinatori.

Quindi le formelle (in stile Ghiberti come abbiamo detto) per le spalline da vice commissario fino al grado apicale di dirigente generale, dove fino ad oggi c’erano le stellette. Tutti poliziotti  (soprattutto i dirigenti) che per servizio vestono normalmente in borghese, tranne in occasioni particolari come ad esempio la festa della Polizia o le conferenze stampa.  

La decisione di cambiare i segni distintivi dei poliziotti risale all’aprile 2018 in attuazione del Decreto Legislativo 95 del 2017 sulla revisione dei ruoli delle Forze di Polizia. Fu annunciata dal capo della Polizia Franco Gabrielli proprio al 166° anniversario della Polizia di Stato nell’aprile 2018.

Scarica qui tutti i nuovi segni distintivi di qualifica della Polizia di Stato.

CHI MANTIENE LE STELLETTE

Le stellette restano ad oggi segno distintivo di qualifica degli appartenenti alle Forze Armate: Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri. Come anche della Guardia di Finanza, che è (e resta) un Corpo militare di Polizia. Resta ancora l’interrogativo perché le stellette vengano ancora oggi indossate dagli appartenenti ai livello di comando di Vigili del Fuoco e della Polizia Penitenziaria. Istituzioni completamente «civili». Ma che probabilmente hanno più urgenti priorità, anche di bilancio, che pensare alla sostituzione delle stellette sulle divise dei propri funzionari e dirigenti.

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Alessandro G.

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    Questo continuo cambiare i distintivi di grado o di qualifica ed il loro patologico proliferare ha del ridicolo, profondamente ridicolo. Giova ricordare che nel 1982 per effetto della epocale riforma della pubblica sicurezza vennero già adottati nuovi gradi per le rinnovate categorie degli appartenenti alla Polizia di Stato ma nel giro di poco tempo ai funzionari vennero dati i distintivi di grado degli ufficiali dei Carabinieri e della Finanza con sciarpa azzurra e sciabola per la grande uniforme. Il tutto aggravato da una tabella di equiparazione dei gradi che svelava un grossolano imbroglio: i commissari capi indossano le insegne di grado di maggiore (subito imitati dai funzionari dei vigili urbani) ma sono equiparati ai capitani di CC e GdF, i Vice Questori aggiunti indossano il grado di tenente colonnello ma sono equiparati ai maggiori sino a 5 anni di anzianità e ai ten col oltre 5 anni di anzianità: ma siamo seri! E adesso nuove insegne e maggiori qualifiche. Ripeto, assolutamente ridicolo e assurdamente costoso. Giustificazione: maggiore efficienza e professionalità. È in realtà solo un modo di calmierare le incessanti richieste che sindacati e rappresentanze militari fanno al fine di ottenere – come sempre – più soldi e meno lavoro. In attesa dei soldi che non ci sono si concedono nuove qualifiche altisonanti e mostrine luccicanti. Todos caballeros!
    Ma chiedere che i delinquenti e coloro che aggrediscono gli agenti della forza pubblica siano arrestati e vadano in carcere no? Tutti zitti. Nessuno va dal Capo dello Stato a protestare. Ci si va solo a mostrare i nuovi gradi. . . Come siamo malconci!

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