Furti in appartamento, a Figline Valdarno carabinieri e cittadini a confronto

L'incontro tra carabinieri e cittadini al Cesto (Figline e Incisa Valdarno)
L’incontro tra carabinieri e cittadini al Cesto (Figline e Incisa Valdarno)

FIGLINE E INCISA VALDARNO (Fi) – La prevenzione contro i furti in appartamento non si fa solo barricandosi in casa ma anche discutendone tra forze dell’ordine e cittadini. È quanto hanno fatto i Carabinieri di Figline Valdarno che mercoledì 23 luglio hanno promosso una riunione con gli abitanti della frazione Cesto, periodicamente -in passato- oggetto delle «attenzioni» di topi d’appartamento. Una zona piuttosto isolata, come migliaia in Italia. Un caso tra i tanti, dove il pur costante controllo del territorio non può bastare da solo a fronteggiare la microcriminalità. Dove di micro ci può essere solo il valore degli oggetti o il denaro rubato in casa, ma di macro resta il dramma psicologico del derubato, specie quando a essere sottratti sono ricordi di famiglia che non hanno prezzo. E allora serve anche la cosiddetta «sicurezza partecipata», dove i cittadini sono i primi a collaborare con le forze dell’ordine ad ogni minima situazione anomala. Anche con una semplice telefonata.

E a Cesto le opinioni e i suggerimenti non si sono fatti mancare in oltre due ore di animato confronto tra cittadini e carabinieri. Gli uni che resistono (giustamente) all’idea di «recludersi da soli in casa propria». Gli altri che attirano l’attenzione su regole di prevenzione, anche semplici ma troppo spesso trascurate.

«Necessario fare subito una denuncia, anche solo per un tentato furto» ricorda da subito il capitano Maurizio Mascioli, comandante della compagnia di Figline Valdarno, accompagnato dal maresciallo maggiore Antonio Perillo, comandante dell’omonima stazione dell’Arma. «Altrimenti il reato è come se non fosse mai avvenuto e il magistrato si troverà in difficoltà ad accusare un sospetto ladro, se non c’è neanche una denuncia».

I carabinieri di Figline Valdarno, capitano Mascioli (a sin) e maresciallo Perillo
I carabinieri di Figline Valdarno, capitano Mascioli (a sin) e maresciallo Perillo

FILO DIRETTO CON IL 112

«Sempre più opportuno avere un sistema di allarme in casa – aggiungono i due militari – collegato alla centrale operativa del 112. È un servizio per di più gratuito, che consente di far intervenire in caso di bisogno la pattuglia più vicina. Purché naturalmente quando si esce di casa, anche per brevissimi periodi, ci si ricordi di inserire l’allarme. Dire ‘esco una mezz’ora e torno subito’ può essere un tempo sufficiente ai ladri, appostati in zona, per svaligiare indisturbati un appartamento».

«E comunque – ricorda ancora il capitano Mascioli – non avere problemi a telefonare subito al 112. Noi ci siamo sempre, giorno e notte. Chiamarci il giorno dopo, magari dicendo ‘non volevo disturbare prima’, può rivelarsi davvero poco utile».

I suggerimenti per la prevenzione sono tanti contro i furti in appartamento. Molti sono quasi banali. Basta solo pensarci e non limitarsi a dire sbrigativamente «lo so».  Come evitare ad esempio di scrivere sui social network (che dovrebbero comunque essere accessibili davvero ai soli «amici» e non aperti a tutti) dove si va in vacanza, quanto si resta assenti o ancora più semplicemente il programma di una serata fuori casa.  

REGOLE BASE

E per chi resta nella propria casa? Queste alcune regole base:

  • ricordarsi di chiudere il portone d’accesso al palazzo;
  • non aprire il portone o il cancello automatico se non si sa chi ha suonato;
  • avere una chiave di casa non facilmente duplicabile;
  • non attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo che possano, in caso di smarrimento o furto, far individuare immediatamente l’appartamento;
  • chi abita in un piano basso o in una casa indipendente dovrebbe dotarsi di grate alle finestre o di vetri antisfondamento;
  • conoscere (ed essere in rapporto di fiducia) i vicini di casa, scambiando i numeri di telefono per potersi contattare in caso di necessità;
  • in caso di assenza prolungata avvisare solo le persone di fiducia e concordare che qualcuno faccia dei controlli periodici;
  • nei casi di breve assenza, o se si è soli in casa, lasciare accesa una luce o la radio in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata. In commercio esistono dei dispositivi dotati di timer che possono essere programmati per l’accensione e lo spegnimento a tempi stabiliti;
  • non lasciare mai la chiave di casa sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e vicini all’ingresso.
  • fotografare oggetti di valore e scriverne i dati considerati utili in caso di furto

E se il ladro è entrato in casa? Se ci accorge che la serratura è stata manomessa o che la porta è socchiusa, non entrare in casa e chiamare immediatamente il 112. Comunque, se appena entrati ci si rende conto che la casa è stata violata, non toccare nulla, per non inquinare eventuali tracce utili alle indagini dei Carabinieri.

Queste regole base contro i furti in appartamento ce le ricordavamo tutte? E soprattutto, le abbiamo messe in pratica? La domanda per ora è senza risposta

La riunione al Circolo Il Cesto di Figline Valdarno
La riunione al Circolo Il Cesto di Figline Valdarno

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    A. Gentili

    |

    Tutto vero e corretto, d’altronde non si può fare altro. Demenziali direttive dell’Amministrazione penitenziaria fatte proprie da procure e giudici lasciano liberi di rubare e rapinare una moltitudine di delinquenti seriali e un sottobosco immenso di derelitti lasciati liberi di depredare gli italiani cui si cerca anche di negare il diritto di difendersi. Chi del furto e della rapina fa l’oggetto ed il fine esclusivo della propria vita quotidiana va arrestato, processato e chiuso in carcere, senza attenuanti, senza illecite sospensione della pena, senza preoccuparsi dela mancanza di spazio nelle carceri: si stringono. Tutto il resto è inutile.

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