Nistri: «Dai Caduti di Fiesole un esempio per tutti i Carabinieri»

Il generale Nistri e la sindaco Ravoni al monumento dei Carabinieri martiri di Fiesole
Il generale Nistri e la sindaco Ravoni al monumento dei Carabinieri martiri di Fiesole

FIESOLE (Fi) – «Consapevolezza, altruismo, esempio». Per il Comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistrisono le tre parole chiave che testimoniano il sacrificio dei tre carabinieri di Fiesole uccisi dai tedeschi nel 1944. A 75 anni dal loro martirio, Vittorio Marandola, Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca, sono stati solennemente ricordati giovedì 26 settembre con una cerimonia sulla collina di Fiesole davanti al loro monumento, preceduta da una messa in cattedrale presieduta dal vescovo monsignor Mario Meini. «L’annuale ricordo dei carabinieri uccisi a Fiesole – ha ricordato il vescovo – viene a coincidere quest’anno con la memoria liturgica dei santi Cosma (Cosimo) e Damiano, fratelli e medici, martiri cristiani. (Qui il testo dell’omelia di monsignor Meini)

Consapevolezza di assolvere a una funzione. Altruismo come fare qualcosa disinteressatamente per la comunità dove si opera. Esempio come il comportamento che si tiene per mantenere fede a quella consapevolezza e dimostrarsi altruisti verso la comunità che ti ha accolto. Se questa è la testimonianza dei tre militari di Fiesole, «queste sono anche le caratteristiche a cui un buon carabiniere non può mai venire meno» aggiunge Nistri dopo aver deposto una corona d’alloro in loro memoria insieme al sindaco di Fiesole Anna Ravoni.

I CADUTI DI IERI E DI OGGI

«Non è vero che i Caduti – sottolinea il Comandante Generale – risalgono solo ad epoche tristi e buie. Anche quest’anno l’Arma ha avuto 3 Caduti e oltre 1200 tra feriti e contusi. Anche i tre Caduti di quest’anno si sono ispirati agli stessi principi dei tre loro colleghi di Fiesole del 1944: consapevolezza, altruismo, esempio». E qui Nistri non manca di citare i tempi di oggi e le cronache recenti, aggiungendo un accenno che tutti capiscono: «Francamente non mi sono chiesto – quando da giovane cadetto di Accademia imparai a conoscere i tre militari di Fiesole – se quel giorno loro indossassero una pistola o se avessero comunicato alla Centrale Operativa dove stavano andando. Una sola cosa mi sono chiesto: forse non c’è stato neppure nessuno che ha puntato un dito, perché puntare il dito è sempre molto facile». 

Perché dopo 75 anni si continua a commemorare i giovani carabinieri di Fiesole? Nistri non ha dubbi e risponde così alla domanda che lui stesso si pone al termine del suo intervento: «Quello che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi. Quello che abbiamo fatto per gli altri dura per sempre. Questo è il motivo per cui noi oggi siamo qui. Questa è la stella polare a cui noi, che indossiamo questa uniforme, dobbiamo e dovremo continuare a uniformarci». (ASCOLTA QUI L’AUDIO)

Qui l’audio integrale dell’intervento del Comandante generale Giovanni Nistri

IL GRAZIE DI FIESOLE

Nel suo saluto la sindaco Ravoni ha tra l’altro sottolineato il costante apprezzamento di Fiesole verso l’operato dell’Arma dei Carabinieri, alla quale nel 2015 fu conferita la cittadinanza onoraria. «Ma un ringraziamento va anche – aggiunge Ravoni – alla costante e silenziosa attività dei militari che oggi operano nella Stazione dei Carabinieri di Fiesole e che tutti i giorni ci sostiene la nostra comunità». Annunciata anche la prossima intitolazione ai cognomi dei tre carabinieri di un tratto di strada che sale sul colle di San Francesco, come pure dell’installazione di un pannello bilingue nei pressi del loro monumento che illustri la storia del loro sacrificio.

ALUNNI PREMIATI 

Testimoni d’eccezione della cerimonia sono stati gli alunni di scuole fiesolane: la 4ª e 5ª classe della Scuola primaria di Pian del Mugnone. Con loro i più «grandi» della 3ª A B C della Scuola secondaria di 1° grado Mino da Fiesole. (Quanto era meglio continuare a chiamarla ‘scuola media’ n.d.r.). Quattro di loro hanno ricevuto un premio per aver partecipato ad un concorso commemorativo. Si tratta di Marta Cambi Isacco Risaliti della 3ª B e di Andrea Santini Giovanni Carpitellidella 3ª A. Pubblichiamo qui i temi che i quattro alunni hanno svolto sul martirio dei tre carabinieri. 

CHI C’ERA ALLA CERIMONIA

Alla cerimonia hanno assistito anche i parenti dei tre militari uccisi. Da Cervaro (Frosinone) era arrivato Vittorio Marandola (nipote dell’omonimo carabiniere) e da Sora (Frosinone) Angela La Rocca pronipote di Alberto La Rocca.  Numerose le autorità presenti. Dal prefetto Laura Lega al presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, al questoreArmando Nanei, dalla presidente del Tribunale Marilena Rizzo al presidente della Corte dei Conti Amedeo Federici, al comandante del Presidio Militare generalePietro Tornabene. Presenti i vertici dell’Arma con il vice comandante generale Ilio Ciceri, il comandante della Legione Toscana generale Nicola Massimo Masciulli, il neo comandante della Scuola Marescialli generale Claudio Cogliano. Significativa la presenza del maresciallo Giuseppe Giangrande, del brigadiere Tommaso Busiello (entrambi sulla loro sedia a rotelle), dell’Associazione Nazionale Carabinieri e della Fanfara e del Coro della Scuola Marescialli dell’Arma. 

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Sandro Addario

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