Nuova caserma della Polizia Ferroviaria intitolata ad Emanuele Petri

Alma Broccolini Petri, vedova del Sovrintendente Emanuele Petri ucciso dalle Brigate Rosse
Alma Broccolini Petri, vedova del Sovrintendente Emanuele Petri ucciso dalle Brigate Rosse

FIRENZE – Una nuova caserma della Polizia Ferroviaria alla stazione di Firenze Rifredi, intitolata ad Emanuele Petri il poliziotto ucciso dalle Brigate Rosse nel 2003 su un treno tra Terontola e Arezzo durante un normale controllo.  È stata inaugurata mercoledì 11 dicembre dal Capo della Polizia Franco Gabrielli insieme ai familiari del poliziotto caduto, medaglia d’oro al valor civile, orgogliosamente portata dalla vedova Alma Broccolini Petri. Con loro anche Franco Fiumara, Direttore Centrale Protezione Aziendale del Gruppo FS Italiane.

La nuova struttura delle Ferrovie ospita alloggi e alcuni uffici del Compartimento Polizia Ferroviaria della Toscana, diretto dalla dirigente superiore Francesca Monaldi, che ha sede presso la stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

Alla cerimonia erano presenti le massime autorità civili e militari di Firenze, guidate dal prefetto Laura Lega e accolte dal questore Armando Nanei. Presente anche Maria Elena Minciaroni, sindaco di Tuoro sul Trasimeno (Pg), luogo di residenza di Emanuele Petri, che ha voluto essere vicina alla signora Alma e al fratello Leopoldo Petri.  Con loro anche Luciano Morini presidente dell’Associazione Emanuele Petri. Il figlio di Emanuele, Angelo Petri – anche lui poliziotto – è rimasto in servizio alla stazione di Terontola nello stesso luogo dove per tanti anni ha lavorato il padre.

Prima del taglio inaugurale, la nuova caserma Petri è stata benedetta da monsignor Luigi Innocenti, cappellano della Polizia di Firenze. Il presidente della sezione Anps di Firenze, Sergio Tinti, ha quindi recitato la preghiera del poliziotto. Il nastro tricolore, tagliato dalla signora Petri, era retto da due giovanissimi «aiutanti»: Marco (8 anni) e il fratellino Gabriele (6 anni e mezzo), figli di due poliziotti in servizio a Firenze. 

Nel suo intervento di saluto il capo della Polizia Gabrielli ha ricordato come l’uccisione del sovrintendente Emanuele Petri e la cattura dei responsabili segnò di fatto la «pietra tombale» per gli anni di piombo iniziati con l’uccisione del poliziotto Antonio Annarumma nel novembre 1969 e in particolare con la strage di Piazza Fontana di cui domani 12 dicembre ricorrono 50 anni. 

Qui l’audio integrale del discorso del capo della Polizia all’inaugurazione della caserma Petri.

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Sandro Addario

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