Immigrati clandestini sfruttati a Livorno. Arresti e perquisizioni

Livorno: una sposa in rosso per un matrimonio a pagamento tra immigrati clandestini e italiani a corto di liquidità
Livorno: una sposa in rosso per un matrimonio a pagamento tra immigrati clandestini e italiani a corto di liquidità

LIVORNO – Matrimoni di convenienza a pagamento tra 24 livornesi (15 uomini e 9 donne) e cittadini stranieri immigrati, che in realtà si sono configurati come vero e proprio sfruttamento dell’ immigrazione clandestina. Il tempo di incontrarsi in Municipio, espletare le formalità e non vedersi più. Costo tra 6000 e 8000 euro a carico dello sposo/sposa stranieri, da ripartirsi tra il «coniuge» italiano (normalmente in crisi di liquidità anche per procurarsi droga), l’«agente matrimoniale» (Hilario Sandoval, 55 anni arrestato) e altri soggetti che, in più occasioni, si sono prestati a collaborare per organizzare le cerimonie nuziali. Un giro d’affari illecito di almeno 150-200 mila euro. Esentasse naturalmente. 

Vedove presto e con il permesso di soggiorno

Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Livorno esaminando diversi matrimoni atipici tra il 2014 e il 2019. Di norma il neo coniuge italiano era molto più anziano dell’altra metà straniera. In due casi, le “spose” si sono, poco dopo il matrimonio, ritrovate già vedove di uomini anche trent’anni più anziani. A carico di una di queste, poco più che quarantenne, è stato contestato anche l’abbandono di persona incapace di provvedere a sé stessa in ragione delle patologie sofferte e dell’età avanzata. Tra l’altro, non appena appresa la notizia del decesso dell’anziano coniuge, la vedova, che si trovava in Spagna, faceva rientro in Italia e, come erede, subentrava quale locataria di una casa popolare a Livorno.

L’operazione «Stranamore» delle Fiamme Gialle livornesi ha portato ad eseguire 5 misure cautelari personali e 55 perquisizioni nelle province di Livorno, Siena, La Spezia, Torino e Padova per porre fine a un subdolo sistema di celebrazione di falsi matrimoni tra italiani e immigrati sudamericani e nordafricani finalizzati all’ottenimento di un titolo di soggiorno in Italia. Complessivamente sono stati impegnati oltre 100 finanzieri appartenenti a 10 Reparti del Corpo, coordinati dal Comando Provinciale e dal Nucleo PEF (Polizia Economico-Finanziaria) di Livorno.

L’indagine è durata oltre un anno. È partita da controlli antidroga nelle strade di Livorno, dove i Finanzieri sono venuti a sapere che alcuni clienti – a corto di liquidità per procacciarsi la droga – stavano ricorrendo anche al matrimonio combinato con immigrati clandestini pur di fare cassa.

In carcere l’ «agente matrimoniale»

L’attività investigativa, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Livorno (56 i soggetti indagati), ha riguardato le ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione in falso in atto pubblico. In carcere Hilario Sandoval, un cittadino della Repubblica Dominicana del 1956 residente da molti anni a Livorno. È indicato come l’ «agente matrimoniale», dimostratosi in grado di reperire gli italiani da far sposare ad altri latino-americani e a nordafricani per poter regolarizzare la propria posizione di ingresso e soggiorno in Italia. Colpiti da provvedimenti cautelari anche 4 livornesi di cui una donna sottoposti all’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria, accusati di essere gli organizzatori “seriali” dei falsi matrimoni. 

Ignari e incolpevolmente coinvolti nel sistema illecito sono risultati anche i pubblici ufficiali intervenuti nella celebrazione dei 24 falsi matrimoni (in 23 casi presso il Comune di Livorno e in un’occasione presso quello di Rosignano Marittimo) e nel rilascio dei titoli di soggiorno nei confronti di 24 immigrati (16 provenienti dalla Repubblica Dominicana, 2 dal Perù, 1 da Cuba, 2 dalla Nigeria, 1 dal Marocco, 1 dalla Tunisia e 1 dal Senegal). 

Le conseguenze

Le conseguenze? A parte l’aspetto penale che riguarda le persone colpite dai provvedimenti cautelari, seguirà l’aspetto civile. Se sarà provato che non c’era (o era falsata) la volontà dei «coniugi» di contrarre matrimonio, quest’ultimo sarà con tutta probabilità annullato. 

«È stato scoperto e interrotto un subdolo sistema di sfruttamento dell’immigrazione clandestina – ha commentato il colonnello Gaetano Cutarelli comandante provinciale della Finanza di Livorno evidenziando come – «cittadini italiani si sono prestati a contrarre matrimonio con latino americani e altri extracomunitari africani per ottenere il permesso di soggiorno, traendo in inganno i pubblici ufficiali che hanno celebrato le nozze». 

Guardia di Finanza Livorno
Un interrogatorio presso la Guardia di Finanza a Livorno

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Sandro Addario

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