Nave Vespucci 2020: nasce il corso Esperia dell’Accademia Navale

A bordo di Nave Vespucci (qui nello stretto di Messina) il battesimo del corso Esperia dell'Accademia Navale
A bordo di Nave Vespucci (qui nello stretto di Messina) il battesimo del corso Esperia dell’Accademia Navale

MAR TIRRENO MERIDIONALE – È stato battezzato «Esperia», come l’antico nome greco dell’Italia, il Corso del 1° anno (2019-2020) degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Lo hanno scelto, come tradizione, gli stessi ‘cadetti’ imbarcati a bordo della Nave scuola Amerigo Vespucci, durante gli ultimi giorni della loro campagna di istruzione in mare che, iniziata a Livorno il 29 giugno 2020, termina a Taranto sabato 22 agosto. 

Motto del corso è «eadem mutata resurgo» (dal latino ‘risorgo uguale eppure diversa’ n.d.r.). Lo ha citato il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che in un messaggio agli allievi si è augurato che «il superamento delle sfide e delle difficoltà affrontate nel corso della campagna addestrativa vi abbia fortificato nelle vostre radici e abbia contribuito a forgiare i valori etici e caratteriali necessari per confrontarvi con la profonda e nobile responsabilità di cui siete investiti, quella di cimentarvi con il mare». «Una dimensione operativa – ha aggiunto Cavo Dragone – assolutamente vitale per il nostro Paese e sulla quale si gioca una partita importantissima per la prosperità e per la sicurezza di noi tutti. Vi accompagni l’auspicio di mantenere sempre viva la voglia di affrontare con determinazione e slancio le sfide offerte dall’impegnativa ed entusiasmante carriera che avete intrapreso. Vento in poppa».

La scelta del nome del corso e del motto si è svolta durante un passaggio di Nave Vespucci – al comando del capitano di vascello Gianfranco Bacchi – al largo delle coste della Campania, al termine di una navigazione quasi non stop di due mesi all’interno del Mediterraneo, ma soprattutto senza scalo nei porti per esigenze di prevenzione anti Covid-19. Significativa, tra l’altro, la presenza del Vespucci alla fonda davanti al porto di Genova, in occasione dell’inaugurazione del ponte San Giorgio il 4 agosto. Un itinerario, quello di quest’anno, totalmente diverso da quella programmata che avrebbe dovuto raggiungere il Giappone per le Olimpiadi 2020. Tutto rimandato, salvo nuove sorprese, all’estate 2021. 

IL MOMENTO DEL «BATTESIMO» 

Il «battesimo del corso», insieme al giuramento che si è svolto a Dicembre 2019, rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita degli allievi dell’Accademia Navale. Nel precedente mese di settembre oltre 100 giovani avevano varcato per la prima volta i cancelli dell’Istituto a Livorno. Da quel momento erano «solo» gli allievi della 1ª classe. Da adesso, alla vigilia dell’agognato passaggio da «pivoli» del primo anno ad «anziani» del secondo, sono diventati a tutti gli effetti un Corso, con un nome ed un’identità che resterà immutata per sempre. Qualunque sia il futuro e la loro destinazione, gli allievi del corso Esperia si sentiranno sempre collegati tra loro da questa comune appartenenza. Un conto è essere «collega», un altro – ben più importante – è essere «compagno di corso». 

CONCLAVE A BORDO DEL VESPUCCI

La scelta del nome del Corso di Accademia in Marina non è mai casuale né ripetitiva. Avviene dopo un vero e proprio «conclave» tra gli stessi allievi. Si chiudono per almeno un paio di giorni (e due notti), nella cosiddetta «terza squadra», locali isolati di Nave Vespucci, senza contatti con i loro superiori né con l’equipaggio. E naturalmente senza internet. Tre volte al giorno si apre un portello per il passaggio del vitto. Poi si richiude.

BANDIERA BLU

La bandiera del Corso Esperia sull'albero di maestra di Nave Vespucci
La bandiera del Corso Esperia sull’albero di maestra di Nave Vespucci

Il «conclave» non termina con la scelta del nome (non sempre all’unanimità, pur tenacemente perseguita), ma con un momento altrettanto importante come la cucitura della propria bandiera. Tutta a mano naturalmente. Quella del Corso Esperia è su sfondo blu, uno dei quattro colori con cui sono contraddistinti consequenzialmente i corsi dell’Accademia. Verde, grigio, amaranto, blu. Una tradizione che accomuna spiritualmente nel corso del tempo gli appartenenti ad un corso dello stesso colore, anche di generazioni diverse. E che porta naturalmente a sostenere che il «proprio» colore identifica i corsi migliori, ironizzando goliardicamente sugli altri.

Ultimo passaggio è la comunicazione del nome del Corso alla propria linea gerarchica e quindi al Capo di Stato Maggiore della Marina, il cui nulla osta – mai scontato – arriva sempre a stretto giro. A questo punto c’è l’agognato «via libera» e la corsa di oltre 100 allievi sulle scalette del Vespucci per raggiungere prima possibile il ponte a centro nave. Pronti a «salire a riva» lungo gli alberi e i pennoni per gridare al vento il nome del loro Corso. Momenti scolpiti nella vita per sempre. 

PER SAPERNE DI PIÙ:

Perchè il nome Esperia, il motto e il significato della bandiera del Corso (leggi qui)

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Sandro Addario

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