«Kompania Bello», narcotraffico di cocaina scoperto dalla Polizia a Firenze

Federico Cafiero de Raho, Procuratore nazionale antimafia è intervenuto a Firenze

FIRENZE – Da una rissa in strada a Firenze alla scoperta di un traffico milionario di cocaina dal Sudamerica all’Europa. Questa in sintesi l’operazione internazionale antidroga della Polizia di Stato «Los Blancos» che ha visto nella giornata del 15 settembre l’esecuzione di mandati di arresto per 21 persone di nazionalità albanese, dei quali 5 già in carcere. 

L’annuncio è stato dato a Firenze dal Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, nel corso di una conferenza stampa con il procuratore capo di Firenze e della DDA Toscana Giuseppe Creazzo. Un lungo filo criminale in partenza dall’Ecuador ma con ramificazioni in tutta Europa, gestito da una «cupola» albanese. Fiancheggiato per il riciclaggio – ha detto il procuratore Cafiero De Raho – anche da società cinesi operanti in Gran Bretagna e Olanda, sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti. 

Gli arrestati di «Kompania Bello»

Gli arrestati fanno parte di un gruppo di 30 soggetti albanesi colpiti da ordinanza di custodia cautelare del Gip di Firenze su richiesta della Procura fiorentina. Ne mancano ancora nove all’appello ma il cerchio intorno a loro si sta stringendo rapidamente. Tra gli altri, due sono i personaggi di spicco dell’organizzazione criminale denominata «Kompania Bello», un vero e proprio «cartello» di narcotrafficanti parallelo per dimensioni a quelli operanti da sempre nell’America del Sud. Si tratta di Dritan Rexhepi, 40 anni – arrestato in Ecuador – e del suo coetaneo Denis Matoshi bloccato dalla polizia di Dubai, dove si era trasferito per vivere nel lusso. 

Team internazionale di investigatori

Il Procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo (a sin) con il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho
Il Procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo (a sin) con il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho

Una maxi operazione di polizia dunque che ha visto in azione un «Joint Investigation Team», composto da personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Firenze, della Financial and Economic crime unit (Finec) olandese e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga italiana. Vi ha partecipato esternamente anche la National Crime Agency inglese con il coordinamento di EurojustEuropol e della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, anche attraverso il lavoro del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Lo sviluppo delle indagini ha portato agli arresti eseguiti in Italia (Bologna, Pisa, Lucca, Prato) ma anche in paesi esteri: Albania, Belgio, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Germania, Grecia, Olanda, Romania, Ungheria. 

Tutto è partito dal costante lavoro investigativo dei poliziotti della 2ª Sezione della Squadra Mobile di Firenze (che si occupa di criminalità straniera e prostituzione) guidata dal commissario capo Erminia Del Prete.  Nell’aprile 2014 scoppiò una furiosa rissa in piazza Medaglie d’oro a Firenze, nella zona di via Baracca, tra un gruppo di albanesi che si contendevano la piazza della prostituzione tra Firenze e Prato. Nel corso delle indagini venne fuori che alcuni cittadini albanesi erano dediti anche ad un ingente traffico di sostanze stupefacenti. 

Dall’Ecuador all’Europa

Venne sequestrato un telefono cellulare Blackberry in uso ad uno degli indagati. Da qui la Mobile fiorentina scoprì che il gruppo criminale utilizzava come standard di comunicazione l’applicativo messenger di Blackberry per la conduzione dei propri affari illeciti. Seguì un’intensa attività di indagine che, attraverso anche intercettazioni ed analisi del traffico telefonico e telematico tra i soggetti «attenzionati» dalla Polizia, portò ad evidenziare la presenza di una complessa organizzazione malavitosa che importava cocaina direttamente dai ‘narcos’ in Ecuador per smerciarla in tutta Europa. 

La merce arrivava dal Sud America e scaricata, grazie a connivenze locali, nei principali porti del Nord Europa: in particolare Anversa, Brema e Rotterdam. Da lì la cocaina veniva trasferita nei paesi di destinazione. Utilizzati autocarri ed autoveicoli dotati di doppifondi e congegni automatici per l’occultamento. «Sulle confezioni di cocaina – ha ricordato il procuratore Cafiero De Raho – veniva anche messo il marchio ‘Bello’ per convalidare l’asserita qualità del prodotto». 

Quattro tonnellate di cocaina sequestrata

L’attività investigativa ha coinvolto le polizie europee ed ecuadoriane. In cinque anni di indagine sono state sequestrate quasi 4 tonnellate di cocaina e oltre 5,5 milioni di euro «sporchi». 84 le persone finora arrestate in Italia, Olanda, Gran Bretagna, Svizzera, Germania. Alle quali si aggiungono le altre 21 di adesso. 

Piena soddisfazione e apprezzamento per il lavoro finora svolto è stato espresso dal Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho al procuratore Creazzo, per il pieno ed efficace coordinamento tra magistrature e organi di polizia dei numerosi paesi interessati. In particolare Europol ed Eurojust – si legge in una nota – «hanno assicurato il supporto nella fase costitutiva della squadra investigativa comune, per il suo finanziamento e nello scambio informativo nella fase finale, prodromica all’esecuzione delle misure cautelari». 

Tra i presenti alla conferenza stampa fiorentina c’erano Justine Asbroek (Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Amsterdam), Filippo Spiezia (vicepresidente Eurojust), Francesco Messina (Direttore della Direzione Centrale Anticrimine), Antonino Maggiore (Direttore Centrale Servizi Antidroga), Georgios Raskos (Direttore dell’Unità Criminalità Organizzata Europol), Giuseppe Spina (Direttore Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale Polizia Criminale). Un video messaggio di saluto è stato inviato anche da Catherine de Bolle, direttore esecutivo di Europol. 

VIDEO

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Il video messaggio di Catherine De Bolle, direttore di Europol
Il video messaggio di Catherine De Bolle, direttore di Europol

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Sandro Addario

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