Il cardinale Betori: «Lo Scoppio del Carro non è folclore»

Piazza del Duomo deserta per lo Scoppio del carro 2021
Piazza del Duomo deserta per lo Scoppio del carro 2021

FIRENZE – Inedita ma di buon auspicio l’edizione 2021 dello Scoppio del Carro a Firenze, perfettamente acceso dalla «colombina». Lo spettacolo pirotecnico dal «Carro del Fuoco» (chiamato dai fiorentini Brindellone) nel giorno di Pasqua davanti al Duomo si è svolta senza la tradizionale presenza di folla nella piazza. Mai come oggi 4 aprile la Basilica di Santa Maria del Fiore è apparsa però una vera e propria cattedrale nel deserto. La zona rossa per l’emergenza sanitaria Covid-19 non poteva consentire il consueto e spontaneo assembramento di migliaia di persone nella piazza e nelle strade vicine. 

A differenza della primavera 2020 quando – nel primo lockdown – la manifestazione fu annullata per la prima volta nella storia, quest’anno gli scoppi degli oltre 2200 «fochi» del carro sono tornati a farsi sentire anche da lontano. A porte chiuse si direbbe, ma ci sono stati. Un segnale di vita che serve comunque alla comunità. 

L’OMELIA DEL CARDINALE BETORI

«Il ritorno dello Scoppio del Carro, sia pure senza la gente che gli si stringe attorno – ha precisato il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori nell’omelia in cattedrale davanti a 250 persone ben distanziate – ci induce a cercare di ricomporre nella nostra memoria il significato religioso di questo atto e il messaggio che vuole trasmettere alla città. La distanza fisica a cui la gente è stata tenuta oggi, a causa della perdurante pandemia, aiuta ad andare oltre lo spettacolo di fochi e di botti, per cogliere il senso del modo con cui da secoli Firenze celebra la Pasqua».

Lo scoppio del carro «è un modo per dire – ha proseguito Betori – che la luce di Cristo non è cosa che possa restare nella chiesa, ma è realtà per sé stessa indirizzata alla vita delle persone e della convivenza sociale. Un tempo il Carro portava il fuoco nuovo in ogni casa, a illuminarla e animarne la vita; oggi si irradia dall’alto per rischiarare e avvolgere i tetti della città tutti insieme; uguale è il messaggio che viene diffuso». Quello del Carro «non può e non deve ridursi a un fenomeno di folklore, ma ha da essere il segno di identità di una città degna della sua storia e per questo aperta al Vangelo che ne ha illuminato tempi colmi di gloria».

Qui il testo completo dell’omelia del cardinale Betori

LA COLOMBINA E I FOCHI

Il «Brindellone» pronto per lo Scoppio del Carro 2021
Il «Brindellone» pronto per lo Scoppio del Carro 2021

L’allestimento degli oltre 2200 fochi del Carro è stato curato – come tradizione consolidata dal 1989 – dalla Pirotecnica Soldi di Matassino (Ar). Sua anche la fabbricazione e la messa «in pista» della colombina bianca che accende il carro e dà inizio allo spettacolo pirotecnico che dura circa 10 minuti. Si tratta di un vero e proprio razzo di cartapesta che pesa circa 800 grammi e ha un’apertura alare di 60 centimetri. 

Sotto la «pancia» dell’animale vengono sistemati due razzi. Uno per la corsa dall’altar maggiore verso il Carro, lungo un filo d’acciaio lungo un centinaio di metri. L’altro razzo serve per la corsa di ritorno. Tutto in meno di mezzo minuto. 

Il volo della colombina 2021 è stato perfetto. Nel 2018 si bloccò sulla via del ritorno, con un certo disappunto generale perché la tradizione vuole che il volo regolare sia di buon auspicio per quell’anno. Il Covid-19 arrivò comunque a fine 2019, quindi nessun nesso anche se del tutto immaginario con la colombina fiorentina. «Siamo soddisfatti – commenta al termine Fulvio Soldi contitolare dell’omonima ditta pirotecnica – non solo perché tutto è andato bene, ma perché il ritorno dello Scoppio del Carro possa davvero essere un segno di buon auspicio di ripresa per tutti. Non solo per chi ha sofferto sul piano sanitario, ma anche per chi ha problemi di lavoro».

Lo Scoppio del carro 2021  in piazza Duomo deserta
Lo Scoppio del carro 2021 in piazza Duomo deserta (da Twitter)

 

GRANDI ASSENTI 

Grandi assenti dello Scoppio del Carro 2021, oltre alla folla di fiorentini e turisti, sono stati i quattro bovi che, arrivati dalla Valdichiana e ornati a festa, trasportano da sempre il «Brindellone» dal deposito di via Il Prato fino a piazza Duomo. Stamani 4 aprile sono stati sostituiti da un trattore, che ha attraversato le vie del centro poco dopo le 7. In solitudine, anche per evitare possibili assembramenti di persone lungo il tragitto. E soprattutto senza il suggestivo accompagnamento del corteo del Calcio storico fiorentino, da sempre orgoglio della città. 

L'arrivo solitario del Carro in piazza Duomo
L’arrivo solitario del Carro in piazza Duomo (da Twitter)

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Sandro Addario

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