Eclissi di luna 2018: la notte delle emozioni all’ Osservatorio Beppe Forti di Montelupo Fiorentino

La Luna e Marte durante la notte dell'eclissi del 27 luglio 2018 (dal prato Osservatorio Beppe Forti)

La Luna e Marte durante la notte dell’eclissi del 27 luglio 2018 (dal prato Osservatorio Beppe Forti)

MONTELUPO FIORENTINO (FI) – Osservatorio Astronomico Beppe Forti, codice internazionale K83, assegnatogli dall’americano Minor Planet Center. È qui che, nel cuore della campagna di Montelupo Fiorentino, si sono ritrovati a centinaia per osservare il cielo stellato durante la magica notte tra il 27 e il 28 luglio. È la notte dell’eclissi di luna più lunga del secolo. E che non si ripeterà prima del 2100. Meglio non perderla, pensano in molti. Ben 103 minuti, tutti con gli occhi al cielo non solo per gli iscritti al Gram (Gruppo Astrofili di Montelupo) ma anche per decine e decine di amici, conoscenti e semplici curiosi di tutte le età.

PIERO ANGELA

«C’è quasi più gente stasera che all’inaugurazione ufficiale dell’ Osservatorio avvenuta appena due settimane fa con l’apertura della cupola» commenta con soddisfazione Maura Tombelli presidente del Centro. Era il 14 luglio e per l’occasione era arrivato anche Piero Angela con la moglie Margherita. Una promessa mantenuta, dopo che il noto giornalista televisivo aveva assistito anche alla posa della prima pietra avvenuta il 29 marzo 2003. «Voglio essere qui anche quando metterete il nuovo telescopio – ha detto Angela, sempre brillante a dispetto dei suoi 89 anni – ma non fatemi aspettare altri 15 anni. Credo di avere qualche impegno piuttosto importante prima».

LA SCOMMESSA

Da qui la scommessa già cominciata da parte degli Astrofili di Montelupo per reperire fondi necessari per il nuovo telescopio «che abbia almeno uno specchio di 50 centimetri» sottolinea Maura Tombelli. Hanno iniziato nel 1995 e da allora, pezzo dopo pezzo, gli Astrofili di Montelupo sono riusciti dal nulla a costruire questo moderno osservatorio (interamente di loro proprietà) che svolge attività divulgativa e di ricerca scientifica, in particolare di ricerca e scoperta di asteroidi.

LA NOTTE DI LUNA ROSSA

L’occasione della «Luna rossa 2018» è troppo importante per non mancare all’appuntamento con l’ Osservatorio Beppe Forti, che prende il nome dall’astronomo dell’ Osservatorio fiorentino di Arcetri scomparso nel 2007. L’orario di apertura del cancello è per le 20,30 ma fin da un’ora prima sono già tante le persone arrivate sulla collina di San Vito in Fior di Selva. I primi sono tutti gli astrofili che hanno con sé apparecchi di osservazione di ogni livello. Ma non mancano intere famiglie con bambini, attratti dalla novità di passare una serata speciale sotto le stelle. Qualche velatura del cielo verso le 19 fa arricciare il naso a qualcuno, ma rapidamente tutto si dissolve verso sud est, dove puntualmente spunta la luna poco dopo le 20. È bassa sull’orizzonte, tanto da assumere subito il colore rossastro delle ultime luci del tramonto. intorno alle 21,30 comincia l’eclisse vera e propria. La Luna si trova al suo massimo apogeo (oltre 405.000 chilometri) dalla Terra, che con la sua ombra la oscura davanti al Sole per ben 103 minuti. Il nostro satellite diventa rosso sangue, perché le polveri presenti nell’atmosfera terrestre assorbono la luce del sole e la riflettono. Naturalmente in rosso.

La Luna "rossa"

La Luna “rossa”

Poco distante dalla Luna (si fa per dire…) ecco che appare Marte, più brillante e più color rubino che mai. Più avanti verso est, anche i meno esperti scoprono subito Saturno e quindi Giove. Il silenzio di centinaia di persone è rotto solo da qualche clic di smartphone e dal commento bonario di chi osserva qualcun altro che tenta di fotografare la luna con il flash. Dopo le fatidiche ore 22,22 (un invito a nozze per gli appassionati di cabale e numeri) punto massimo del suo oscuramento, la Luna comincia lentamente a spuntare di nuovo. Chi pensa di ritrovare ancora una volta la «Luna Rossa» rimane deluso. Ormai il sole è definitivamente tramontato e fuori dall’asse Terra-Luna. Quest’ultima riprende il suo tradizionale e poetico color argento.

STELLE CADENTI

La gente si allontana. «Così presto?» commenta qualcuno che sarebbe volentieri rimasto ancora a lungo ad ammirare la volta celeste. Ma si potrà consolare presto. Domenica 12 agosto c’è il tradizionale appuntamento con la notte più lunga delle «stelle cadenti». Ammirarle sdraiati sul prato dell’ Osservatorio Beppe Forti sarà un’emozione quasi come quella della «Luna Rossa».

 

OSSERVATORIO ASTRONOMICO BEPPE FORTI

 

FOTOGALLERY DELLA NOTTE SPECIALE

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Sandro Addario

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