I Pagliai e l’odore della tipografia: 60 anni di Polistampa

FIRENZE – «Sono felice di avere un nipote che ha già detto di voler venire in azienda» dice Mauro Pagliai, fondatore di una importante realtà editoriale che guarda già alla terza generazione. Il giovanotto studia all’università e già passa uno o due giorni alla settimana in azienda «per cominciare a sentire l’odore della tipografia». Si illumina ancora una volta lo sguardo dell’inossidabile Mauro Pagliai (classe 1943) quando parla della sua famiglia e del passaggio generazionale aziendale che lega il nonno al figlio Antonio (classe 1972) e in prospettiva al nipote. Un fenomeno sempre meno scontato nel mondo imprenditoriale del XXI secolo.
Dai Salesiani alla prima tipografia di via de’ Serragli
Mauro è seduto in platea del «suo» Teatro Niccolini a Firenze durante la presentazione del libro «Polistampa» scritto dalla giornalista Arianna Amatruda per i 60 anni dell’omonima casa editrice di famiglia. Impossibile non chiedergli alla fine: «Quando hai cominciato?».
Tutto a 12 anni. Scopre il mestiere quasi per caso, frequentando il collegio dei Salesiani di via Fra’ Giovanni Angelico a Firenze, dove si sente un po’ troppo ristretto tra la vita nelle camerate e il pensiero della «vita libera come gli uccelli» nella sua campagna di Lecore, vicino a Signa. I mestieri possibili a quel tempo potevano essere: sarto, pellettiere, calzolaio, legatore di libri, tipografo. Mauro sceglie quest’ultimo senza sapere bene cosa fosse, ma «sapevo cosa erano gli altri e non mi piacevano».
A 22 anni (siamo nel 1965) Mauro apre la sua prima tipografia in via de’ Serragli a Firenze e inizia a fare lo stampatore «per terzi», entrando gradualmente in contatto con autori, studiosi, critici: da Alessandro Parronchi a Mario Luzi, da Piero Bigongiari a Enzo Siciliano. Quel mondo lo conduce naturalmente verso l’editoria.
Pagliai confida, quasi a bassa voce, di aver scelto i libri soprattutto «a istinto», affidandosi alla forza delle persone più che ai calcoli: «Io capivo se te tu valevi o meno… e se valevi tu, valeva anche quello che mi proponevi». È una filosofia editoriale antica e diretta, che non gli ha risparmiato qualche delusione, ma che ha segnato la sua identità.
La nascita di Polistampa e il modello editoriale dei Pagliai
Parte qui la storia di «Polistampa», un libro che ricostruisce il percorso professionale di Mauro Pagliai. Dalle prime macchine offset sviluppa un’attività sempre più articolata, attenta alla qualità delle edizioni e alla collaborazione con istituzioni culturali e artistiche. Nel tempo, la tipografia si consolida come uno dei soggetti più riconoscibili dell’editoria locale.
Negli anni ’80 l’azienda amplia il proprio raggio d’azione. Nasce la casa editrice e viene acquisita la sede dell’ex monastero di Santa Chiara, poi Galleria Pio Fedi, trasformata in spazio espositivo. Sempre in via de’ Serragli. Mostre, presentazioni e attività culturali contribuiscono alla crescita del marchio. «La passione per il lavoro», osserva l’autrice Amatruda, è un elemento costante che accompagna l’evoluzione della struttura editoriale.
Antonio Pagliai, il passaggio di testimone e i nuovi marchi
Con l’ingresso nel 2000 del figlio Antonio come direttore editoriale, la storia familiare assume un nuovo assetto. Cresciuto nella tipografia, Antonio Pagliai guida oggi la casa editrice mantenendo la continuità con l’impostazione del padre ma introducendo nuovi marchi editoriali e una maggiore apertura verso autori emergenti. Con Polistampa operano anche Sarnus (storia, folclore, tradizione, vernacolo, enogastronomia tutti toscani) e Mauro Pagliai Editore (romanzo e saggio divulgativo). Oltre 5000 i titoli complessivi.
Oggi il gruppo editoriale riunisce collane d’arte, narrativa, saggistica e riviste storiche come la «Nuova Antologia» della Fondazione Spadolini. Continua a operare con un forte radicamento territoriale, integrando tradizione e nuove esigenze del mercato. «Un futuro guardando al passato» tiene a sottolineare Antonio Pagliai «non solo molto vicino all’arte e alla storia dell’arte ma che copra i vari settori letterari».
L’acquisto nel 2006 del Teatro Niccolini — un ritorno simbolico al centro culturale fiorentino riaperto al pubblico dieci anni dopo — diventa poi il segno più evidente di questa evoluzione ancora in atto: un luogo salvato e restituito alla città grazie alla tenacia di chi, come i Pagliai, la tipografia ce l’ha nel sangue.
Il libro del 60° e la memoria culturale della città
Leggendo il libro del 60° di Polistampa, molti fiorentini ripercorreranno insieme ai protagonisti numerosi eventi culturali e non solo, della Firenze a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Non un’autobiografia commemorativa dunque, ma una rassegna di momenti e di luoghi significativi per tutta la città, dove in molti si ritroveranno.

Titolo: Polistampa. Sessant’anni di una storia tipografica ed editoriale
Autrice: Arianna Amatruda
Editore: Polistampa / Leonardo Libri
Anno: 2025
ISBN: 978-88-564-0573-6
