Scuola e dipendenze digitali: da Firenze progetto pilota

FIRENZE – Formare formatori che, in ambito scolastico, riescano ad individuare precocemente studenti vittime del crescente fenomeno delle «dipendenze digitali». Questo l’obiettivo di un progetto di collaborazione tra Fondazione CR Firenze, Università degli Studi e Ufficio Scolastico Regionale, per affrontare concretamente i possibili disturbi nei giovani, legati a casi di «overdose» da smartphone e social network.
Diciotto insegnanti di scuole medie e superiori della Città Metropolitana di Firenze hanno iniziato il 9 gennaio a frequentare il Master di II livello «Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali» presso l’Ateneo fiorentino. Grazie ad altrettante borse di studio, messe a loro disposizione da Fondazione CR Firenze, i docenti (questa volta nel ruolo di discenti) parteciperanno gratuitamente a 250 ore di didattica e 150 ore di tirocinio con l’obiettivo di ricevere o ampliare competenze per il riconoscimento precoce delle principali forme di dipendenze digitali negli adolescenti.
INSEGNANTI SENTINELLA IN 10 ISTITUTI
Il master terminerà alla fine del 2026 con una discussione finale sui risultati didattici conseguiti. Da quel momento gli insegnanti «sentinella» potranno monitorare le varie situazioni, per individuare le «dipendenze digitali» nelle scuole da dove provengono e attivarsi sul piano psicologico per fronteggiarle. Si tratta degli istituti Isis Gobetti Volta Bagno a Ripoli, IIS Giotto Ulivi Borgo San Lorenzo, IIS Alberti Dante Firenze, Istituto Alberghiero Saffi Firenze, IISS Calamandrei Sesto Fiorentino, Itis Meucci Firenze, Liceo Artistico Porta Romana Firenze, IIS Peano Firenze, IISS Elsa Morante-Ginori Conti Firenze e Istituto Comprensivo Verdi di Firenze. Non è escluso che possano iniziare anche prima dei prossimi 12 mesi, grazie all’attività di tirocinio svolta durante il Master universitario.
PROGETTO PILOTA
L’avvio del progetto è stato presentato mercoledì 14 gennaio in una conferenza stampa, dove la vicepresidente della Fondazione CR Firenze Maria Olivia Scaramuzzi ha evidenziato come si tratti di un’iniziativa innovativa e strategica, frutto di un lungo lavoro di ascolto e partenariato sul territorio. Al centro, la formazione degli insegnanti come leva preventiva contro le fragilità emerse tra i giovani dopo il Covid, in particolare nell’uso delle tecnologie digitali. Un progetto pilota per fronteggiare le dipendenze digitali, interamente sostenuto e seguito dalla Fondazione, pensato per creare una rete di docenti capaci di moltiplicare competenze e consapevolezza, con l’obiettivo di incidere su larga scala e costruire una società futura più preparata e inclusiva.
RESPONSABILITÀ SOCIALE
La rettrice dell’Università degli Studi di Firenze Alessandra Petrucci ha sottolineato il valore della collaborazione strutturale tra Università, Fondazione CR Firenze e sistema scolastico regionale. Il contributo scientifico dell’Ateneo, in particolare dell’area psicologica, risponde a un fenomeno complesso e in rapida evoluzione, come le dipendenze digitali. La formazione dei docenti, ha spiegato Petrucci, non si limita a fornire strumenti tecnici, ma attiva un processo continuo di crescita professionale e di responsabilità sociale, coerente con il ruolo pubblico dell’università e con una missione sempre più orientata all’impatto civico.
EDUCARE ALLE TECNOLOGIE
Il neo direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Luciano Tagliaferri (insediato dal 1° gennaio 2026 e al suo primo incontro «pubblico» a Firenze in tale ruolo) ha evidenziato come l’iniziativa affronti problemi reali e spesso trascurati, valorizzando il «fare rete» tra istituzioni come chiave di efficacia. Partendo della sua esperienza da dirigente scolastico «sul campo», Tagliaferri ha indicato nella creazione di una vera task force regionale un modello capace di produrre un effetto domino su tutte le scuole toscane. Educare a un uso consapevole delle tecnologie – coinvolgendo anche indirettamente le famiglie – è, per Tagliaferri, una priorità non più rinviabile.
INTERCETTARE IL DISAGIO
La professoressa Silvia Casale, del Dipartimento di Scienze della Salute di Unifi, ha illustrato l’impianto scientifico del progetto, definendolo il primo master universitario di secondo livello in Italia dedicato alle dipendenze digitali e comportamentali. Basato su dati di ricerca che mostrano una quota significativa di adolescenti a rischio di uso non regolato di social, giochi online e smartphone, il percorso integra formazione teorica e applicazioni pratiche. L’obiettivo è l’intercettazione precoce del disagio e la prevenzione nelle scuole, creando docenti-formatori capaci di diffondere competenze e consapevolezza, con risultati misurabili e un modello replicabile sul territorio.
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