Napoleone nacque 250 anni fa, ma la Francia non se lo ricorda

Particolare del ritratto di Napoleone del pittore Jacques-Louis David
Particolare del ritratto di Napoleone del pittore Jacques-Louis David

PARIGI – Sono passati 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte ma la Francia non lo sa. Solo la sua città natale Ajaccio in Corsica, dove l’uomo che cambiò l’Europa nacque il 15 agosto 1769, gli dedica eventi celebrativi con un occhio soprattutto al richiamo turistico. Nel resto dell’«Hexagone», l’esagono come è correntemente chiamata la Francia continentale, l’anniversario non suscita che pochi ricordi.

A parlare di «déni mémoriel» (negazione commemorativa) è Yves Jégo, già deputato e vice presidente dell’Assemblea Nazionale nonché membro del governo nel 2008. Lo fa in un interessante articolo pubblicato il 13 agosto su Le Figaro dove Jégo deplora la poca importanza che i Francesi dedicano all’anniversario della nascita di Napoleone.

Senza dubbio Bonaparte è l’uomo francese più conosciuto al mondo da due secoli. Faceva i suoi interessi e quelli della Francia è vero, ma nessuno può dimenticare che a soli 35 anni diventa imperatore dei Francesi, facendo tremare i troni d’Europa. «Due volte nella polvere, due volte sull’altare» come lo descriveva il Manzoni, viene definito da Jègo «uomo fatto da sé, genio militare, formidabile stratega, incarnazione di audacia in politica, brillante statista».

«La Francia gira le spalle alla sua storia»

«Questa negazione della memoria dà ancora una volta – tuona però l’ex deputato, ora vice sindaco del comune di Montereau-Fault-Yonne nell’Ile de France (dove non a caso c’è una grande statua equestre di Napoleone) – la sensazione di un paese vergognoso e senza radici che gira le spalle alla sua storia». «Una Francia – incalza Jégo – che rinuncia, per paura delle controversie e di fronte al diktat dei sostenitori del pentimento, per celebrare i suoi eroi. Avremmo paura della nostra storia? L’abbandono del magnifico progetto della casa nella storia della Francia o il declino dell’insegnamento del materiale nel nostro sistema educativo sono tutti segni preoccupanti di una perdita di sostanze di ciò che è ancora le radici della nostra nazione».

Una mostra all’isola d’Elba

Un simbolico ricordo di Napoleone arriva intanto dall’isola d’Elba, dove come noto l’imperatore francese restò in esilio dall’aprile 1814 al marzo 1815. Una mostra con una importante raccolta di soldatini di piombo e stampe d’epoca napoleonica è allestita fino al 31 ottobre a Portoferraio, nella Palazzina dei Mulini sede del Museo delle residenze napoleoniche dell’Elba. La rassegna, intitolata «Napoleone 1769-2019: un Grande di Francia in Toscana nel 250° anniversario della nascita», ospita circa 1500 soldatini  della collezione Alberto Predieri della Fondazione CR Firenze.

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Sandro Addario

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