Firenze ricorda il poliziotto Fausto Dionisi, a 43 anni dalla sua uccisione

Fausto Dionisi fu ucciso in via delle Casine a Firenze il 20 gennaio 1978
Fausto Dionisi fu ucciso in via delle Casine a Firenze il 20 gennaio 1978

FIRENZE – Sono passati 43 anni, ma la Polizia di Stato non dimentica l’appuntato di P.S. Fausto Dionisi, barbaramente ucciso a Firenze in un agguato da terroristi di Prima Linea. A lui verrà intitolata l’ex caserma dell’Esercito «De Laugier» sul lungarno della Zecca Vecchia, ora passata alla Polizia di Stato. 

Come tradizione dal 1999, una corona è stata intanto deposta stamani 20 gennaio in via della Casine nel quartiere di Santa Croce. Il luogo dove, nello stesso giorno del 1978, trovò la morte il giovane poliziotto di 23 anni, falciato dal mitra di un terrorista nascosto in un furgone, che Dionisi – di pattuglia con il collega Dario Atzeni rimasto gravemente ferito – stava per ispezionare. 

Cerimonia in via delle Casine

Alla semplice ma sentita cerimonia erano presenti, con la vedova Mariella Dionisi e la figlia Jessica, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il questore Filippo Santarelli (in rappresentanza anche del Capo della Polizia Franco Gabrielli), la vicario del prefetto di Firenze Paola Berardino, l’assessore Alessandro Martini a nome del Comune di Firenze, accompagnato dal Gonfalone della città. Presenti anche il colonnello Antonio Petti, comandante provinciale dei Carabinieri e il colonnello Dario Sopranzetti, comandante del Gruppo Firenze della Guardia di Finanza. 

Come conferma il questore Santarelli, doveva essere proprio oggi la solenne inaugurazione della «Caserma Dionisi», alla presenza anche del Capo della Polizia. Tutto è pronto, anche la targa. L’emergenza sanitaria in corso ha però rimandato questo importante evento a momenti più compatibili con una cerimonia pubblica in presenza. 

L’omelia del cappellano

L'immagine di Fausto Dionisi ai piedi dell'altare della chiesa di San Giuseppe
L’immagine di Fausto Dionisi ai piedi dell’altare della chiesa di San Giuseppe

Dopo la deposizione della corona in via delle Casine, un corteo preceduto dal Gonfalone di Firenze si è mosso verso la vicina chiesa di San Giuseppe. Una messa, presente – nel rispetto delle normative anti Covid – una rappresentanza di poliziotti in servizio a Firenze, è stata celebrata da monsignor Luigi Innocenti, cappellano della Polizia di Stato a Firenze, con il diacono Ivano Vicini

«Ricordare, fare memoria – ha detto il cappellano della Polizia nella sua omelia – è necessario anche per non cedere all’oblio. Per non cedere al ritorno di certe pericolose pulsioni negative e malvage a cui stiamo assistendo anche oggi. Quelle stesse pulsioni che avvelenarono il cuore di tanti giovani durante gli anni di piombo».  «Una memoria attiva – ha sottolineato monsignor Innocenti – come ci ha insegnato Primo Levi, che significa per ognuno assumere i crimini della storia come male fatto a ciascuno di noi, appartenenti tutti alla grande famiglia dell’umanità». 

La giornata della «memoria» di Fausto Dionisi si era aperta con la deposizione di fiori, a nome del Capo della Polizia, sulla tomba del poliziotto alla periferia di Firenze. La vedova era accompagnata dal cappellano e dal presidente della sezione fiorentina dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato Sergio Tinti, già comandante del Compartimento della Polizia Stradale della Toscana. 

CHI ERA FAUSTO DIONISI (apri)

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Sandro Addario

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