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Una radio a transistor può essere di grande aiuto in caso di blackout

Blackout, qualche cautela in più per non farsi trovare impreparati

Una radio a transistor può essere di grande aiuto in caso di blackout
Anche una radio a transistor può essere di grande aiuto in caso di blackout

FIRENZE – Una cosa è certa, il blackout arriva senza preavviso. Come non farsi trovare del tutto impreparati davanti ad una possibile interruzione di corrente elettrica in casa? Le conseguenze possono essere particolarmente pesanti, in primo luogo sul piano psicologico. Dal panico al senso di impotenza. È come restare all’improvviso senza aria da respirare. 

Ne sanno qualcosa gli abitanti di Spagna, Portogallo e della Francia meridionale per un improvviso blackout alle 12:33 di lunedì 28 aprile 2025, durato mediamente una decina di ore. In alcune zone anche di più. In pochi secondi tutta la penisola iberica è rimasta senza corrente elettrica. Un dramma vissuto sulla propria pelle da milioni di persone. Chi in casa, chi in auto bloccato nel traffico impazzito a semafori spenti. Chi in treno senza possibilità di scendere. Chi in ascensore o in metropolitana. Chi al supermercato, senza possibilità di pagare con una carta elettronica. Ma, soprattutto, tutti all’oscuro di cosa stava succedendo e per quanto questa situazione sarebbe potuta durare. 

A mente fredda, cerchiamo di individuare alcune cautele per non farsi trovare completamente impreparati di fronte a emergenze di questo tipo. Che non è scontato considerare eccezionali e irripetibili. Meglio organizzarsi, cominciando dalle cose apparentemente più banali ma alle quali si pensa sempre dopo. 

COSA TENERE IN CASA

– una scatola di candele di cera e qualche pacchetto di fiammiferi ancora validi (se sono vecchi potrebbero avere difficoltà ad accendersi) insieme ad un paio di accendini, magari dimenticati da anni in qualche cassetto

– una buona scorta di comuni batterie AA o AAA (mini stilo) utilizzate soprattutto per torce elettriche, meglio se a led, nonché apparecchi radio. Quando si cercano, non si trovano mai. 

– una «vecchia» radio a transistor, ancora attiva sulle onde FM, può mantenerci in contatto con l’esterno e capire, da qualche emittente di informazione, cosa sta succedendo. In Spagna si sono formati capannelli di gente ad ascoltare un transistor. Un balzo indietro nella storia di oltre 70 anni, ma ancora oggi valido in caso di bisogno. 

– alimentari. Sempre opportuna una piccola scorta di cibo non deperibile o comunque a lunga scadenza. Dal pane non fresco ai prodotti in scatola come il tonno, a qualche bottiglia di acqua in più. La sete è peggiore della fame. Opportuni naturalmente anche pasta e riso, ricordando però che diventano inutili se in cucina si ha una piastra a induzione per bollire l’acqua. In questo caso sarà sempre utile avere di scorta un semplice fornellino a gas da campeggio. Una minestra calda sarà sempre assicurata. Come pure le diavoline, ultima spiaggia di chi non ha altro, che con il loro calore rendono commestibile una scatoletta di carne in scatola gelata. 

– il frigorifero va tenuto più chiuso possibile. Aprirlo e chiuderlo di continuo diminuisce rapidamente la conservazione dei cibi. 

LUCI DI EMERGENZA IN CASA

– dotare il proprio appartamento di alcune luci di emergenza costa poco. Sono utilissime anche in caso di blackout di breve durata, come quelli che possono capitare per un temporale in zone circoscritte vicino a casa. Si accendono subito quando «salta la corrente». Come minimo ci evitano di camminare al buio, magari di notte, con il rischio di cadere per terra e avere difficoltà a rialzarsi. Occupano lo spazio di due prese elettriche a muro e sono asportabili diventando così una ottima torcia elettrica per muoversi in sicurezza. L’elettricista di casa le può montare rapidamente. 

DENARO CONTANTE

Un blackout ‘importante’ per estensione e durata porta, tra le tante conseguenze, anche l’immediato blocco di bancomat e pos negli esercizi commerciali. Impossibile pagare con una carta elettronica. Provvidenziale sarà allora avere a disposizione una – pur limitata – scorta di denaro contante per far fronte ad acquisti inderogabili. Ancora meglio se di taglio piccolo da 10 o 20 euro. Eviteremo così di sentirsi rispondere, in buona o cattiva fede: «Non ho il resto». E non saremo costretti a pagare con una banconota da 50 una spesa che ne vale molto meno. 

PIENO DI BENZINA

Blackout significa anche semafori spenti e traffico in tilt. Ma anche distributori di carburante fuori uso. Con l’incertezza assoluta di quanto si potrà restare fermi in strada o quale percorso alternativo fare per raggiungere la propria mèta. Non basterà mai ricordarsi che è sempre opportuno, anche nel quotidiano, avere il pieno di benzina nella propria auto. Quando il serbatoio arriva al 50% è opportuno fermarsi al primo distributore. Viaggiare «in riserva» non è mai prudente. In agguato non c’è solo il blackout ma anche tanti possibili imprevisti che impediscono di mettersi in viaggio in sicurezza. 

UTILIZZO RAGIONATO DELLO SMARTPHONE

Come avvenuto in Spagna durante il blackout del 28 aprile, la connessione dati e la telefonia mobile possono andare avanti a strappi, tra un’interruzione e l’altra, o fermarsi del tutto. Se in casi del genere è umanamente comprensibile cercare nel telefonino una risposta a tante domande o solo comunicare con i propri familiari, razionalmente è opportuno fare il contrario. 

Alcuni esempi di comportamento:

  • tentare di comunicare con un solo destinatario, chiedendo magari di fare da passa parola ad altri
  • non inviare foto (o ancora peggio video) che impegnano la rete e non arrivano. Meglio, quando ci si riesce, un sintetico messaggio scritto («Sto bene. Appena posso richiamo»). 
  • disattivare più App possibili
  • diminuire la luminosità dello schermo, che consuma batteria inutilmente
  • attivare la funzione risparmio energetico 
  • contenere l’uso della torcia dello smartphone

È sempre buona norma avere inoltre a disposizione uno o più carica batterie (detti anche power bank) che consentono di ricaricare in buona parte lo smartphone agli sgoccioli. Utilissimi non solo nelle emergenze ma anche in viaggio, quando una presa di corrente è lontana. Naturalmente vanno preventivamente «caricati» essi stessi, seguendo che restino sempre attivi al momento del bisogno. In altre parole non vanno caricati e dimenticati in un cassetto per mesi. Altrimenti sono un peso inutile.

RADIO RICETRASMITTENTI 

Se luce e telefono (mobile o fisso) sono temporaneamente «morti», una salvezza in caso di necessità può arrivare dagli walkie talkie PMR446. Più difficile a descriverli che a usarli. Sono apparecchi ricetrasmittenti (Personal Mobile Radio, 446 MHz), dal costo contenuto, liberamente utilizzabili senza licenza in molti paesi dell’Unione europea. Sono gli eredi degli storici CB dei radioamatori. 

I PMR446 consentono, attraverso 16 canali, di mettersi in contatto con altri utilizzatori della frequenza radio anche a distanza di chilometri. Non per fare conversazione ma, opportunamente, per segnalare una emergenza e chiedere soccorso. Oppure per comunicare con altri componenti di un gruppo vicini tra loro. Ad esempio una squadra di soccorso o un gruppo di amici durante una escursione in luoghi dove il segnale del telefono mobile è scarso. 

La portata? Per una migliore comunicazione e ricezione sarà opportuno parlare da un punto elevato. Un’altura o anche la terrazza di un palazzo, da cui non ci siano particolari ostacoli all’orizzonte. Se si parla da un piano terreno, la ricezione sarà limitata a chi si trova nelle vicinanze. 

SALVARE IL COMPUTER DAL BLACKOUT

Un calo di tensione o un blackout potrebbero danneggiare anche irreparabilmente un server e i dispositivi collegati. Per fronteggiare questa evenienza e la possibile perdita di dati, ci sono gli UPS (uninterruptible power supply).  È un gruppo di continuità che assicura il mantenimento dell’alimentazione elettrica per alcuni minuti dal blackout, il tempo necessario per salvare i dati e spengere correttamente i dispositivi. Installato normalmente in ambienti di lavoro, l’ Ups può risultare molto utile in ambito domestico, soprattutto per chi opera in smart working.  

PREVENZIONI MAGGIORI

Salendo nel livello di prevenzione contro i blackout si può poi arrivare anche a considerare i generatori di corrente e gruppi elettrogeni ad uso domestico, a benzina o diesel. Come pure all’utilizzo di pannelli fotovoltaici per generare corrente elettrica utilizzabile in casa, tramite un inverter. Con tutti i pro e i contro del caso, a cominciare da ingombro, rumore e prezzo. Più adatti ad una casa in campagna che ad un appartamento condominiale in città. 

Quanto sopra enunciato sono solo alcuni spunti di riflessione in tema prevenzione da un blackout. Molti già noti e messi in pratica. Altri che meritano maggiore attenzione. L’importante è non sottovalutare il problema con un affrettato: «Non mi riguarda. Ho già pensato a tutto». O ancora peggio, all’indomani di una lunga assenza di energia, trovarsi a dire: «Se ci avessi pensato prima». 


Sandro Addario

Sandro Addario


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