Berutti Bergotto al timone della Marina: «Al centro il fattore umano»

CIVITAVECCHIA – Il passaggio di consegne tra l’ammiraglio Enrico Credendino e l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto segna una nuova tappa nella storia della Marina Militare italiana. La solenne cerimonia si è svolta nel porto di Civitavecchia giovedì 6 novembre, a bordo di Nave Trieste, la nuova unità d’assalto anfibio multiruolo (LHD) della Marina Militare italiana. Presenti il ministro della Difesa Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano. Tutti, con accenti diversi, hanno sottolineato un concetto comune: la tecnologia è una componente essenziale, ma il cuore pulsante della Marina resta il fattore umano.
Credendino: «La Marina è un grande equipaggio»
L’ammiraglio Credendino ha salutato non senza emozione la Forza Armata dopo 45 anni di servizio, ringraziando «il grande equipaggio» che ha reso possibile ogni risultato. Ha ricordato le sfide affrontate — dalle missioni globali al salvataggio di vite in mare — e i traguardi raggiunti nella modernizzazione dello strumento navale e nella cooperazione internazionale.
«La Marina è un grande equipaggio dove tutti sono ugualmente importanti, dal comandante all’ultimo marinaio», ha detto, invitando a mantenere la rotta dell’innovazione ma senza dimenticare le persone: «Chi sta bene lavora bene. Ogni risultato nasce dalla dedizione silenziosa di chi serve con passione».
Un saluto particolare è stato quindi rivolto anche ai colleghi del «Corso Maestrale» dell’Accademia Navale (1980-1984), molti dei quali erano presenti alla cerimonia e che, al termine, si sono riuniti con l’ammiraglio Credendino tra abbracci e foto ricordo.

Berutti Bergotto: «Mettere la persona al centro»
Nel suo primo intervento da capo di Stato Maggiore, l’ammiraglio Berutti Bergotto ha ribadito la continuità con l’operato del predecessore, indicando una chiara priorità: «Mettere la persona al centro sarà il fondamento del mio mandato». Ha spiegato che la Marina del futuro dovrà essere tecnologicamente avanzata ma anche profondamente umana: «Navi e capacità tecniche operative a nulla servirebbero senza donne e uomini che navigano di giorno e di notte portando con sé il senso della missione: servire l’Italia».
Berutti Bergotto ha annunciato investimenti in formazione, benessere e leadership, insieme a un forte impulso alla ricerca e alla sperimentazione di nuove tecnologie, «per essere pronti dove serve e soprattutto quando serve, per fronteggiare il confronto militare anche ad alta intensità e anticipare, ove possibile, gli eventi piuttosto che inseguirli».
Portolano: «Operare efficacemente nel multidominio»
Il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha ringraziato l’ammiraglio Credendino per aver consolidato il ruolo della Marina come garante della sicurezza marittima e simbolo dell’Italia nel mondo. Rivolto all’ammiraglio Berutti Bergotto (ma indirettamente a tutti i vertici della Difesa presenti, Portolano si è detto certo che «saprai farti interprete autentico dello spirito interforze, consapevole che solo operando in sinergia, come un equipaggio coeso, tutte le componenti dello strumento militare potranno affrontare e vincere, insieme, le sfide del futuro.
Un percorso che deve ormai superare il riduttivo paradigma della mera interoperabilità interforze, per poter giungere al pieno conseguimento della capacità di operare efficacemente nel multidominio, che richiede uno strumento militare tecnologicamente bilanciato in tutte le sue componenti e sincronizzato nel perseguimento degli obiettivi comuni.
Crosetto: «Perché serve una cultura della Difesa»
A chiudere la cerimonia, come di prassi, è stato il ministro della Difesa Crosetto, che ha ringraziato Credendino per«aver saputo unire fermezza, tradizione e innovazione», affidando a Berutti Bergotto «una Marina efficiente, moderna, ma anche giusta verso chi la serve con onore».
Il ministro ha inoltre richiamato l’importanza di diffondere una vera «cultura della difesa», come fondamento di una democrazia consapevole: «Molti applaudono le divise, ma non comprendono fino in fondo il lavoro quotidiano di chi protegge la libertà e la sicurezza del Paese». Crosetto ha quindi esortato il nuovo capo di Stato Maggiore a custodire con cura la risorsa più preziosa: «Gli uomini e le donne della Marina sono la nostra difesa e la nostra protezione. Ne abbia cura come un padre ha cura dei figli».
CHI È L’AMMIRAGLIO GIUSEPPE BERUTTI BERGOTTO
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VIDEO INTEGRALE DELLA CERIMONIA (fonte MM)
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