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Banca d’Italia 2016: economia della Toscana in ripresa. Con lo zero virgola

La sede della Banca d'Italia a Firenze
La sede di Bankitalia a Firenze

FIRENZE – Ripresa lenta ma diffusa quella dell’economia della Toscana nel 2015, sostenuta – questa è la novità – da timidi segnali di ravvivamento della domanda interna. È quanto rilevato dall’annuale rapporto della Banca d’Italia sulle economie regionali, presentato oggi 13 giugno a Firenze per quanto riguarda l’andamento congiunturale della Toscana.

Un evento che si è svolto, come ormai da alcuni anni, presso il Polo universitario di Scienze Sociali davanti alle autorità cittadine, guidate dal prefetto Alessio Giuffrida e ad esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario toscano, accolti dal direttore della Sede della Banca d’Italia Luisa Zappone.

Luisa Zappone, direttore Banca d'Italia di Firenze
Luisa Zappone, direttore Banca d’Italia di Firenze

Tra i segnali positivi è tornata a crescere la produzione industriale (+0,9), maggiormente a favore delle imprese di grandi dimensioni, con andamenti diversi nei vari comparti del manifatturiero. Migliorano i settori moda, gioielleria, cartario. Fermi (ma non peggiorano) costruzioni, arredamento, metallurgia.

Buon sostegno è arrivato dalle esportazioni che nel 2015 – dice Bankitalia – segnano un +3,2%, più marcato nella meccanica allargata e nell’alimentazione, più frenato nella moda.

Il miglioramento del quadro congiunturale si è riflesso anche sul mercato del lavoro, che complessivamente segna un -0,9% del tasso di disoccupazione sceso al 9,2%, dopo essere stato al 10,1% nel 2014 e 8,7% nel 2013.

Sul fronte del mercato del credito la situazione è duplice. Da un lato si è assistito ad un lieve incremento (+0,3%) dei prestiti bancari alla clientela residente, in particolare alle famiglie (+0,9%) per mutui casa (60% del totale) e prestiti al consumo. Dall’altro lato – ed è l’aspetto meno confortante del quadro economico toscano – aumentano le sofferenze bancarie di circa il 3,6%, di cui circa l’11% per il solo settore costruzioni. In totale al dicembre 2015 la percentuale dei crediti in sofferenza (quelli di improbabile recupero per le banche) è di ben il 19,8% sul totale dei prestiti erogati, un valore già superato al marzo 2016 con il 20,1%, «al di sopra del dato nazionale» come è stato chiarito dai responsabili di Bankitalia durante la conferenza stampa.

Ma non basta. A questi si aggiunge poi un altro 10% di crediti «in incaglio», quelli che cominciano a dare segnali di possibile insolvenza e che necessitano di costante monitoraggio da parte della banca erogante. Tutto questo porta al 30% il totale dei crediti bancari deteriorati in Toscana: in cifre assolute questo significa che su 111 miliardi di prestiti bancari circa 33 miliardi sono a rischio.

Scarica qui il Rapporto 2016 di Bankitalia: L’economia della Toscana

Scarica qui la sintesi delle Maggiori realtà industriali della Toscana per segnali di vitalità

 

 

 

Banca d'Italia, Economia, Regione Toscana


Sandro Addario

Sandro Addario


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