Fuga e arresto lampo di Dario Capecchi indiziato di un duplice omicidio a Impruneta

Il comando provinciale Carabinieri di Firenze

Il comando provinciale Carabinieri di Firenze

FIRENZE – È durata poche ore la fuga da casa di Dario Capecchi, 43 anni di Impruneta, fortemente indiziato di aver ucciso nella notte il padre Osvaldo Capecchi e la sua compagna Patrizia Manetti entrambi di 69 anni. L’uomo, con grossi problemi psichici alle spalle, è stato bloccato dai Carabinieri intorno alle 14,50 di sabato 30 giugno in un bosco in località Legri vicino a Calenzano. Lo aveva raggiunto a piedi dopo aver lasciato la sua auto, una vecchia Fiat Panda, sulla corsia di emergenza dell’Autostrada A1. La vettura, aperta e senza chiavi nel cruscotto, era ferma a circa 300 metri dopo il viadotto Marinella (al km 273), lo stesso da dove nel maggio 2018 si era suicidata una donna gettandosi nel vuoto. L’operazione è stata coordinata dal Reparto Operativo del comando provinciale, guidato dal tenente colonnello Carmine Rosciano.

AUTO ABBANDONATA IN AUTOSTRADA

La Panda è stata individuata intorno alle 13,30 da una pattuglia della Polizia Stradale di Firenze Nord, che aveva ricevuto la «nota di rintraccio» diramata dai Carabinieri a tutte le forze di polizia. Subito dopo sono arrivati i Carabinieri. Il primo pensiero degli investigatori è che il Capecchi potesse essersi suicidato gettandosi anche lui dal viadotto Marinella, anche se chi ha intenzioni suicide difficilmente si porta con sé le chiavi dell’auto. Nei pressi del viadotto c’è una strada di servizio per un cantiere di lavoro dell’autostrada. È da lì che il Capecchi si è avviato, raggiungendo una boscaglia distante non più di 2-3 chilometri. Lo hanno scoperto e bloccato i carabinieri della Stazione di Calenzano, che lo hanno trovato in stato confusionale mentre pronunciava frasi sconnesse e senza senso. Lo hanno accompagnato al comando provinciale dell’Arma a Firenze in Borgognissanti dove alle 19.45 si trovava ancora sotto interrogatorio dal pubblico ministero Massimo Lastrucci.

Nel frattempo la sua auto Fiat Panda è stata rimossa e sequestrata dalla Polizia Stradale, che l’ha portata alla Depositeria giudiziaria a disposizione della Magistratura.

LA CRONACA DEL DRAMMA

Ore 11:26 del 30 giugno 2018 : arriva una telefonata al 112 dei Carabinieri da parte di un uomo che dice di essersi recato a casa del padre a Impruneta in via Longo 7. Un vicino di casa del genitore lo ha informato che in nottata ci sarebbe stata una violenta lite tra suo fratello Dario (soggetto psicolabile) convivente con il padre Osvaldo e la compagna. Una volta entrato nell’appartamento l’uomo aveva trovato i corpi – apparentemente senza vita – del padre e della donna in due ambienti diversi. Sangue dappertutto e tracce di ferite da taglio sui loro corpi. Del fratello Dario, che vive con loro, nessuna traccia. Manca anche la sua auto una Fiat Panda vecchio modello, di colore nero.

Ore 12.32: il telefono cellulare di Dario Capecchi viene localizzato – attraverso il gestore telefonico – nel comune di Calenzano, nei pressi della località La Chiusa. I carabinieri si portano subito sul posto per le ricerche e diramano la nota di rintraccio a tutte le forze di polizia.

Ore 14.50 : la fuga di Dario Capecchi ha termine. Del coltello, presunta arma del delitto, per ora nessuna traccia.

Ore 19:45 l’interrogatorio è ancora in corso

AGGIORNAMENTO ore 21:44 

Dopo l’interrogatorio e sulla base delle risultanze investigative finora emerse – informano i Carabinieri – il Pubblico ministero Massimo Lastrucci ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di Dario Capecchi. L’accusa è duplice omicidio aggravato, che gli è stato notificato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze. Per l’uomo si aprono le porte del  carcere di Sollicciano a Firenze.

 

AGGIORNAMENTO 8 AGO 2018 

TROVATA LA POSSIBILE ARMA DEL DELITTO

Sono state trovate la presunta arma del delitto e l’abbigliamento insanguinato indossato durante il tragico omicidio dI Osvaldo Capecchi e Roberta Manetti avvenuto a Impruneta il 30 giugno 2018. A indirizzare i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Firenze e della Stazione di Impruneta è stato il figlio Dario Capecchi, arrestato poche ore dopo con l’accusa di omicidio.

I militari, nel pomeriggio di mercoledì 8 agosto, hanno effettuato un sopralluogo nei pressi di via Vittorio Veneto a Impruneta. Sotto alcune pietre sul margine di una strada sterrata i carabinieri hanno rinvenuto una busta in plastica contenente un coltello da cucina lungo 28 centimetri con la punta piegata. Nella stessa busta c’erano una maglietta polo ed un paio di scarpe da ginnastica, con evidenti tracce di sangue. Tutto il materiale è stato sequestrato per essere sottoposto ad accertamenti tecnico scientifici.

Si attende ora la conferma che si tratti dell’arma utilizzata per il duplice delitto e che l’abbigliamento e le tracce di sangue appartengano all’autore. Quest’ultimo se ne sarebbe disfatto poco dopo l’omicidio del padre e della sua compagna, prima di darsi alla fuga e vagare in auto sull’A1, abbandonata tra il casello di Calenzano e Barberino di Mugello per allontanarsi a piedi in una zona boschiva. Lì Dario Capecchi, sofferente di problemi nervosi, fu trovato e bloccato dai Carabinieri della stazione di Calenzano che erano sulle sue tracce.

 

I carabinieri durante il ritrovamento della presunta arma del delitto

I carabinieri durante il ritrovamento della presunta arma del delitto

 

 

 

 

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Sandro Addario

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